Storia della Coppa America
2003

Auckland


(31ª edizione)

Il ritorno in Europa

 

Protocollo d'intesa

Nel protocollo sono stabilite due date entro le quali gli sfidanti possono far pervenire la loro candidatura al Royal New Zealand Yacht Club. Il primo dead line scade alle ore 17:00 GMT del primo marzo 2001. Lo Yacht Club sfidante deve aderire con lettera d'intento, accettando il Protocollo e ogni successiva eventuale variazione versando nel contempo la quota di partecipazione fissata in 150.000 US $. Il secondo dead line scade alle ore 17:00 del primo marzo 2002 con quota di partecipazione raddoppiata.
La sfida, per essere accettata, deve pervenire da uno Yacht Club riconosciuto della propria autorità nazionale, in attività da almeno cinque anni, con un minimo di duecento soci, supportato finanziariamente dalla maggioranza di essi avendo come obbiettivo statutario la diffusione della vela.
Lo yacht impiegato è l'International America's Cup Class in versione 4.
Il percorso un bastone di sei lati per un totale di 18,5 miglia nautiche suddiviso in un primo lato di bolina di 3,25 mn, quattro lati di 3.0 mn e un ultimo lato di poppa di di 3,25 mn.
Di comune accordo la lunghezza del percorso, il numero di lati e il numero di prove possono essere modificati.
Al RNZYS e al Challenger of Records spetta la stesura del Protocollo, del Bando, delle Istruzioni e delle Condizioni di Regata.

I due team italiani.

Prada Challenge - Il 3 marzo 2000 Patrizio Bertelli annuncia che lo Yacht Club Punta Ala e Prada saranno presenti anche nel 2003 e il 6 marzo la nomina a "Challenge of Records" con il compito di stendere, in accordo con il Royal New Zealand Yacht Squadron e il Team New Zealand, il protocollo d'intesa che governerà la 31a sfida di Coppa America.

Acquista sul posto le due Young America USA 53 e 58 che trasferisce a Punta Ala. La base nel Viaduct Basin non viene smantellata ma solo ridimensionata negli organici.
Lasciano il gruppo Sandro Montefusco, Claudio Celon e Sandro Spaziani (il decano con quattro Coppe America alle spalle). A luglio le selezioni dei nuovi membri di equipaggio. Ai primi di gennaio 2001 il Team Prada raggiunge la base di Auckland. In conferenza stampa lo skipper Francesco De Angelis ufficializza i nominativi dei 34 componenti l'equipaggio. Nel pozzetto i nuovi entranti sono Francesco Bruni, reduce dalle Olimpiadi di Sydney sul 49er, il neozelandese Gavin Brady e lo statunitense Steve Erickson. L'equipaggio base rimane invariato, Matteo Plazzi e Dario Malgarise i navigatori mentre a Michele Ivaldi è assegnato il nuovo ruolo di stratega. Tre i nomi in lizza per il timone, Rod Davis, Gavin Brady e lo stesso De Angelis.
Nel febbraio 2001, dopo un periodo di riflessione e l'argento olimpico nella Star, Torben Grael rientra rientra in Prada nella sua posizione di tattico Dopo la parentesi estiva a Punta Ala e la partecipazione a Cowes alla Coppa del Giubileo ad ottobre 2001 il team riprende gli allenamenti ad Auckland con le tre barche a disposizione ITA-45 e i due Young America USA-53 e USA-58.
Rientro a Punta Ala a fine Marzo 2002.
 
Punta Ala 20 maggio 2002 varo di Luna Rossa ITA 74

Su progetto di Doug Peterson i due IACC previsti sono costruiti nei capannoni del Prada Boatyard in provincia Grosseto. Il varo del primo, ITA-74, avviene a Punta Ala il 20 maggio 2002, madrina Miuccia Prada, il secondo, ITA-80, completato a Auckland scende in mare il 30 agosto.
La scelta del timoniere spetta a Patrizio Bertelli che assegna il compito di timoniere di partenza a Rod Davis, quello di timoniere della barca lepre a Gavin Brady e a De Angelis quello di timoniere in regata.
La Louis Vuitton Cup è corsa con ITA-74 con prestazioni non all'altezza delle aspettative. Dopo la terza sconfitta consecutiva patita da parte di Alinghi, il 15 novembre, nel quarto match dei quarti di finale Double Chance, il Team Prada non scende in acqua; Luna Rossa è portata in cantiere dove lo shore team si fa carico delle sostanziali modifiche alla prua. Doug Peterson è esonerato.

 
Prada - ITA 74 e ITA 80 in allenamento

Mascalzone Latino Challenge. - Vincenzo Onorato, proprietario della società di traghetti Moby Lines, armatore dei "Mascalzone Latino" (barche ben conosciute nel mondo della vela agonistica protagoniste nella classe IMS, nell'Admiral's Cup, nella Sardinia Cup e in tante regate in giro per il mediterraneo) al salone nautico di Genova (ottobre 2000) annuncia l'acquisto di Bravo España (ESP 47) che sbarca a Portoferraio i primi di dicembre. L'annuncio ufficiale a fine dicembre, il Real Circolo Canottieri Savoia di Napoli è il Challenger per conto del Consorzio "Mascalzone Latino". Il Team entra nella sua fase operativa con l'affitto dell'ultima base disponibile ad Auckland e l'apertura della base italiana presso i cantieri Esaom Cesa di Portoferraio.
Le ambizioni dichiarate da Onorato sono quelle di fare esperienza.

Il progetto dell'unico IACC previsto è affidato a Giovanni Ceccarelli; per la costruzione scelto il cantiere Tencara di Porto Marghera. Equipaggio tutto italiano, Vincenzo Onorato skipper, Paolo Scutellaro general manager, Paolo Cian, esperto di Match Race, timoniere; Silvio Arrivabene, navigatore, Flavio Favini, tattico e Pierluigi Fornelli, randista. Sponsor principale del Team la società di telefonia mobile TIM.
Ai primi di febbraio 2001 Bravo España, ribattezzata Mascalzone Latino X (ITA-47) inizia gli allenamenti nelle acque dell'isola d'Elba.
Il team si trasferisce ad Auckland a fine febbraio 2002 e dal 2 al 5 marzo partecipa alla regata test organizzata tra gli sfidanti utilizzando Stars and Stripes USA-55 presa in prestito a fine febbraio (l’ex barca di Conners acquistata dal Team OneWorld nel giugno 2000), per far da lepre al costruendo IACC.
Il 4 maggio, a Napoli sotto una fitta pioggia la cerimonia di presentazione di Mascalzone Latino XII (ITA-72). Terminati i festeggiamenti la barca è rimbarcata sul traghetto con destinazione Portoferraio dov'è allestita ai primi di giugno il varo (presenti pochi intimi) e inizio della sessione d'allenamenti e di messa a punto.

Mascalzone Latino - ITA 72
Stars & Stripes a Portoferraio

Gli altri Challengers.

Maggio 2000 - Team New Zealand si smembra, Russell Coutts, Brad Butterworth e Murray Jones, Laurie Davidson, Craig Monk e Richard Dodson lasciano.
Le iscrizioni alla Louis Vuitton Cup si chiudono il primo marzo 2001, la quota è fissata in 150.000 US $. Per i ritardatari il dead line ultimo per la presentazione delle sfide è al 1° marzo 2002 con un forte incremento della quota di partecipazione.

 

Team Alinghi - Inizio settembre 2000, in conferenza stampa sulla terrazza della Société Nautique de Genève, Ernesto Bertarelli, patron della casa farmaceutica Serono ufficializza il Consorzio Challenge Suisse per la sfida svizzera alla Coppa America 2003 e presenta la squadra capitanata da Russell Coutts affiancato, tra gli altri, da Brad Butterworth e Murray Jones. Il progetto per la nuova imbarcazione, che sarà costruita dal cantiere Decision SA a Vevey, è affidato al tedesco Rolf Vroelijk. Direttore Generale Michel Bonnefous.
Sponsor principali, la UBS (Union des Banques Suisses), la Audemars Piguet e la RiRi.
Nel pozzetto, oltre ai già citati neozelandesi, vi sono il tedesco Jochen Schuemann fresco argento olimpico nelle Star, e lo stesso Bertarelli in qualità di navigatore.

beHappy (SUI-59) acquistata dal consorzio entrerà in cantiere per essere ammodernata e dotata di timone e chiglia convenzionali.
A dicembre sorgono problemi sull'ammissibilità della Société Nautiche de Genève per l'assenza di una sua base a mare, problemi nuovamente sollevati dal Team NewZealand che l'Arbitration Panel respinge [però il Deed of Gift  obbliga che lo sfidante abbia una sede a mare e, che la regata annuale sia svolta in un braccio di mare].
Swiss Challenge il giorno del varo di SUI-59 a Séte (FRA) (base per gli allenamenti che iniziano a fine maggio 2001) vara anche la sua nuova ragione sociale che diventa "Team Alinghi".
Ai primi di novembre Team Alinghi raggiunge Auckland dove a fine mese scende in acqua SUI-65(*) che inizia subito messa a punto e allenamenti.
* (primo IACC di quarta generazione a prendere il mare.)

Fine luglio 2002 sempre ad Auckland il varo della seconda barca SUI-75 che non verrà però utilizzata in regata.
Tra la fine della Louis Vuitton e l'Unveil la prua di SUI-65 subisce sostanziali modifiche.

 
Alinghi - SUI 65 e SUI 75

Victory Challenge - Con l'acquisto a luglio 2000 di NZL-38 (New Zealand 2), ribattezzato "Cristina", muove i primi passi il consorzio svedese presieduto da Jan Stenbeck magnate di radio, televisione, telefonia e carta stampata. Lo skipper è Mats Johansson (olimpionico a Sidney nella Classe Star) raggiunto a dicembre dal danese Jesper Bank (oro nel Soling a Sidney) e da Magnus Holmberg (esperto in Match Race). Il team, composto da trentaquattro elementi è il più titolato con un palmares di ventisei titoli mondiali più quattro ori e due bronzi olimpici.
Il Club sfidante è il Gamla Stans Yacht Sällskap di Götheborg base dei primi allenamenti. Scartata l'ipotesi di una base permanente all'isola d'Elba questi proseguiranno nel Solent e a Séte. Novembre 2001 il Team si trasferisce ad Auckland.

La barche in costruzione a Götheborg nel cantiere Victory Challenge sono progetti di German "Manie" Frers Jr. delle studio German Frers. La prima Örn (serpente) SWE-63 dopo il battesimo del 27 ottobre 2001 è imbarcata su un Antonov con destinazione Auckland dove viene allestita; il varo avviene il 10 dicembre e inizia la messa a punto e gli allenamenti con Jesper Bank al timone. Il varo della seconda, Orm (aquila) SWE-73, si tiene ad Auckland il 20 agosto 2002 con una mesta cerimonia causa l'avvenuta scomparsa di Jan Stenbeck. Örn sarà utilizzata solo nel primo Round Robin.
Sponsor principale della sfida svedese la società telefonica e televisiva TELE2.

Victory Challenge - Orm SWE 73 e Örn SWE 63


OneWorld - Il sindacato "OneWorld" giudato da Craig McCaw, imprenditore leader nella telefonia mobile americana, si appoggia al Seattle Yacht Club per la seconda sfida della città di Seattle. Nel sindacato trasmigrano a suon di dollari il progettista Larry Davidson, Craig Monk, Richard Dodson, Kelvin Harrap e Kevin Shoebridge, tutti ex Team New Zealand, più gli australiani Peter Gilmour ex skipper di Nippon e James Spithill. Ingaggiato per ultimo (gennaio 2001) Ben Ainslie, oro nei Laser a Sydney, che dopo qualche mese abbandona il consorzio. Sponsor principali Nextel Communication e Tech TV, co-sponsor la Microsoft e la Ralph Lauren Corp. Il budget dichiarato è di 70 milioni di dollari.

Acquistata a giugno, dal Cortez Racing Association/Team Dennis Conner, Star and Stripes USA-55 alla quale si aggiungerà, a dicembre 2000, USA-51 del sindacato America True già in storage ad Auckland.
Il progetto dei due scafi è affidato al trio Larry Davidson, Bruce Nelson e Phill Kaiko. Le due barche sono costruite quasi in contemporanea nel cantiere One World - Pacific NorthWest a Sedro-Woolley. USA-65 parte per Auckland a fine dicembre dove verrà assemblato con la chiglia proveniente dalla Ford Michigan e l'albero costruito nel Nevada. Stesso iter per USA-67 che lascia il cantiere a metà gennaio 2002. Ai primi di marzo il varo di USA-65 e a fine marzo quello di USA-67. Anche le vele sono assemblate sul posto.
Lo "scandalo spionaggio" scoppia quando l'avvocato neozelandese Sean Reeves, licenziato dal consorzio OneWorld, tenta di vendere al Team Prada e ad Oracle Racing dei disegni in suo possesso; sia Bertelli che Ellison denunciano il fatto; dalla successiva indagine emerge che i piani in questione si riferiscono agli scafi del Team New Zealand e che provengono dagli archivi del suo ex datore di lavoro. Risultato, l'Arbitration Panel giudica OneWorld colpevole di aver utilizzato materiale proveniente da Team New Zealand e lo condanna ad un punto di penalità in ciascuno dei due Round Robins.
All'inizio dei quarti di finale, su protesta congiunta del New York Yacht Club e del Yacht Club Punta Ala, con l'accusa di infrazione alla regola 2 dello "Racing Rules of Sailing" (comportamento sportivo e fair play di un concorrente), il caso viene riaperto dalla Giuria Internazionale. Le prove proseguono in attesa della sentenza. Dopo giorni di camera di consiglio; OneWorld è multato di 65.000 US $ e penalizzato di un punto in ogni turno di regate.

OneWorld - USA 65 e USA 67

Oracle BMW Racing - L'ultima, in ordine di tempo, delle sfide accettate dal Team New Zealand è quella presentata il 9 maggio 2001 dal Team Oracle.
Larry Ellison patron della Oracle, multinazionale delle nuove tecnologie della Silicon Valley, buon timoniere, armatore del Sayonara il maxi-yacht vincitore dell'edizione 1998 della Sydney-Hobart (tragicamente ricordata per le vittime e i naufragi), dal luglio del 2000 mette su una squadra internazionale per la conquista della Coppa.

Il Sindacato è presentato dal St. Francis Yacht Club, sfidante nell'edizione appena conclusa con America One e dal quale Oracle acquista USA-49 e USA-61. Ingaggiato Bruce Farr come capo progettista, Ellison nomina skipper Paul Cayard e Chris Dickson timoniere.
L'assetto originale dura poco, dopo il trasferimento ad Auckland e i primi allenamenti nella baia di Auraki con Cayard al timone di USA-61, Paul è sbarcato e sollevato da ogni incarico operativo. Per impedirgli un eventuale accasamento in altro Team gli viene mantenuto lo stipendio e assegnato l'incarico pro-forma di osservatore. Chris Dickson, passa da timoniere titolare a timoniere della barca lepre. Ridisegnato il pozzetto. Peter Holmberg è lo skipper/timoniere con John Cutler e Cameron Dunn alla tattica, Tommaso Chieffi stratega mentre Ian Burns e Matt Wachowicz si dividono quello di navigatore. Nell'ultima fase della Louis Vuitton Cup Chris Dickson, riabilitato, ridiventa timoniere titolare.  
Il sodalizio con il St. Francis Y.C. si interrompe a gennaio 2001 e il Team passa sotto i colori del Golden Gate Yacht Club sempre di San Francisco.
Il 12 giugno 2002 varo ad Auckland di USA-71 seguito il 4 luglio da USA-76 con l'annuncio dell'ingresso come sponsor della BMW. La ragione sociale passa da Oracle Racing a Oracle BMW Racing

 
Oracle BMW - USA 71 e USA 76

Star and Stripes - Giugno 2000 Dennis Conner annuncia il suo ritorno al NYYC e inizia la ricerca affannosa di sponsors e finanziatori.
A novembre 2000 Computer Associates entra nel sindacato come sponsor di riferimento.
Coinvolti nella nuova sfida di Stars and Stipes oltre, ovviamente, Dennis anche Ken Read (skipper e timoniere), Terry Hutchinson, Peter Isler, Vince Brun, Mike Toppa e Tom Whidden, presidente del gruppo North.

Il progetto degli scafi è affidato allo studio Reichel & Plug e il cantiere prescelto è il New England Boatworks di Portsmouth Rhode Island con assemblaggio finale nella filiale californiana di Long Beach. Il 9 gennaio 2002 a Manhattam, nei saloni, sulla 44ma strada, del New York Yacht Club battesimo di Stars and Stripes US-66, madrina la Signora Rose Dana consorte del Commodoro. Il 22 maggio varo del secondo Stars and Stripes USA-77.

8 gennaio 2002 - USA 66 parcheggiata sulla 44ma strada davanti alla sede del New York Yacht Club

Le due barche si allenano nella baia di San Diego. A fine luglio naufragio di USA-77. Al rientro dalla sessione la barca perde il timone e affonda. Recuperata lo stesso giorno sono prontamente riparate le falle aperte su ambo le fiancate a poppavia dell'albero.
 

fasi del recupero

Fine agosto Team e barche si trasferiscono ad Auckland.

 
Stars and Stripes - USA 66 e USA 77
 

Le Dèfi - Sempre all'affannosa ricerca di fondi il Team francese annuncia a sorpresa nel gennaio 2001 l'acquisto di Black Magic NZL-32, la barca che ha soffiato agli americani la Coppa nel 1995. La partecipazione era già stata confermata a luglio 2000 quando, in conferenza stampa Luc Gellusseau dichiarava di disporre dei fondi necessari sia per modificare radicalmente FRA-46 che per approntare un nuovo scafo.

A gennaio 2002 entra come sponsor di riferimento la società AREVA, (ente a partecipazione statale per l'energia nucleare). Immediata la protesta di ecologisti e amministrazione comunale di Lorient (porto bretone sull'atlantico base di Le Défi), con minacce di boicottaggio e di blocco del cantiere Multiplast dov'è in fase avanzata di costruzione il nuovo scafo, progettato da Bernard Nivelt, Daniel Andrieux e Luc Gellusseau.
FRA-69 scende in mare il 12 maggio 2002. Dalle minacce si passa ai fatti con l’attacco di attivisti di Greenpeace nel porto di Lorient. Un gommone lanciato a forte velocità sperona FRA-69 all'altezza dell'attacco delle sartie causando gravi danni allo scafo. Gli ambientalisti autori dell'attacco vengono arrestati. La barca è ferma per le riparazioni che dalle dichiarazioni di Luc Gellusseau, si annunciano difficoltose.
Pochi giorni prima dello speronamento FRA-46 entra in cantiere per le modifiche strutturali annunciate, modifiche tanto drastiche da toccare oltre il 50% delle strutture. Della vecchia barca rimane solo albero, vele e attrezzatura di coperta. Allo scafo ristazzato, è assegnato il numero velico FRA-79; varo il 10 luglio 2002. Il 13 luglio il Team ha a disposizione le due barche e inizia i test comparativi.
Nel pozzetto uomini di ottimo livello; Philippe Presti e Luc Pillot timonieri, Sebastien Destremau e Dominique Vittet tattici, Luc Gellusseau navigatore e Sebastien Col stratega; manca Bertrand Pacé passato a metà del 2000 con il Team New Zealand.

Le Défi AREVA - FRA 69 e FRA 79

GBR Challenge - Tra anticipazioni e smentite va avanti il tormentone del rientro inglese in coppa. A gennaio 2001 circola la notizia dell'acquisto da parte di un sindacato inglese delle due barche del Team Nippon, Idatem JPN-44 e Assura JPN-52. La notizia trova la sua conferma a fine febbraio con l'annuncio del New Zealand Yacht Squadron dell'accettazione della sfida lanciata dal Royal Ocean Racing Club (RORC) per conto di GBR Challenge.

Dopo quindici anni rientra in Coppa un Team inglese grazie a Peter Harrison e alla fortuna accumulata investendo sulle nuove tecnologie, internet e telefonia mobile. I primi allenamenti con le due barche giapponesi si svolgono al largo di Cowes, base del Team.
Progettista capo Derek Clark, Direttore generale il neozelandese David Barnes, skipper Ian Walker e nel pozzetto: Andy Green e Andy Beadsworth timonieri, Derek Clark e Julian Salter navigatori, Adrian Stead e Paul Stanbrige tattico e stratega.
Il 12 aprile 2002, varo della prima barca uscita dal cantiere GBR Challenge Boatyard di Cowes, Wight Lightning GBR-70, madrina la Principesse Anna. Il secondo scafo Wight Magic, GBR-78, scende in mare il 16 settembre 2002 pochi giorni dall'inizio dei Round Robins.

GBR Challenge - Wight Lightning GBR 70 e Wight Magic GBR 78

Le sfide non andate a buon fine.

Seattle Challenge - Aprile 2000 - "Il Seattle Yacht Club e il consorzio Seattle Challenge, guidato da Russel Belden, hanno annunciato di aver acquistato Il Moro di Venezia V (ITA-25), ribattezzato "Spirit of Seattle". La barca iniziera' i test in loco per poi essere trasferita ad Auckland. Gia' operativo il sito Internet". Questo il flash d'agenzia col quale si presenta il nuovo sindacato che due mesi dopo cambia Yacht Club sfidante passando con il "Corinthian Y. C.". Difficoltà organizzative e finanziarie ne impediscono il decollo. "Il Moro di Venezia V" è ceduto a Bill Koch.

Illbruck Challenge - Novembre 2000 - Ufficializzato al Salone Nautico di Amburgo l'ingresso di un Consorzio Tedesco nella Coppa America. La sfida è lanciata dal Düsseldorf Yacht Club; Il consorzio è l'Illbruck Challenge guidato da Michael Illbruck e da Peter Strosek (Presidente dello Yacht Club sfidante). Skipper John Kostecki. In programma la costruzione a Leverkusen di una sola barca il cui progetto è affidato a Michael Richelsen, Friedrich Judel e Torsten Conradi. Previsto a giugno del 2002 la fase degli allenamenti ad Auckland. Formalizzate sfida e iscrizione alla Louis Vuitton Cup. Sistemata la base nel Viaduct Basin. A fine marzo 2002 la notizia "Team ILLBRUCK rinuncia alla Coppa". A giugno, dopo la vittoria della Volvo Ocean Race, Team Illbruck annuncia che la partecipazione alla Coppa è solo rimandata alla prossima edizione. La sfida sarà presentata con il nome di Pinta Challenge. La base di Auckland è rilevata da Le Défi Areva.
- 12 dicembre 2004 varo ad Auckland di NZL-68 ex GER-68. Lo scafo acquistato in gran segreto da Emirates Team New Zealand è ultimato nei cantieri Coockson di Auckland. Il Team conta di utilizzarlo nella stagione 2005.-

Il Defender

Team New Zealand - Con l'uscita della vecchia guardia New Zealand si trova a dover rifondare il gruppo. I talenti non mancano ma manca il carisma di Sir Peter Blake che, dal termine dell'edizione 2000, gira i mari a bordo della sua barca laboratorio la "Seamaster" collaborando con la fondazione Cousteau. Il 6 dicembre 2001 in navigazione sul Delta del Rio delle Amazzoni Peter rimane ucciso da una banda di pirati.

Alla direzione del Team il vecchio eclettico guru, Tom Schnackenberg, che si occupa della progettazione, delle vele e ricopre, a bordo, il ruolo di navigatore. Il timone è nelle mani del giovane allievo e erede di Russell Coutts, Dean Barker, allenato da Bertrand Pacé  passato, a settembre 2000, da Le Dèfi al team New Zealand.
Fanno parte dell'afterguard nel ruolo di stratega al fianco di Peter Evans, Adam Beashel, l'australiano campione del mondo classe 49er estromesso dalla sua federazione dai giochi olimpici di Sydney 2000, Erle Williams e Clay Oliver; i tattici Hamish Pepper e Tom Dodson, il secondo navigatore Mike Drummond e il secondo timoniere Cameron Appleton; tutti neozelandesi (tranne Pacé e Beashel) i "Loyals" che la stampa locale contrappone ai traditori prezzolati Coutts, Butterworth e soci.
Sotto la supervisione di Tom Schnackenberg il team progettuale guidato da Clay Oliver e Mike Drummond.
Il cantiere è l'ormai famoso Cookson Boats. Sponsor principali: Steinlager, Telecom New Zealand, Toyota, Loto e American Express.
Il 27 agosto 2002 varo di New Zealand NZL-81 e il 21 ottobre quello di NZL-82.
 

Team New Zealand - New Zealand NZL 81 e NZL 82
 
Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno utilizzo Designers Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
New Zealand Royal New Zealand
Yacht Squadron
Team New Zealand

Tom Schnackenberg
New Zealand
NZL 81
25 Ago
2002
  Clay Oliver

Mike Drummond –
Phil Douglas

Barry McKay

Andew Kensington
North Sails

Tom
Schnackenberg
Cookson
Boats
Dean Barker Clay Oliver
Bertrand Pacé
Hamish Pepper
Mike Drummond
Dan Slater
Erle Williams
Peter Evans
Tom Dodson
Adam Beashel
Cameron Appleton
Tom Schackenberg
Steinlage
SAP
Toyota
Telecom
LOTO
New Zealand
NZL 82
21 Ott
2002
NO


La Louis Vuitton Cup 2002 / 2003

Le forze in campo

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno utilizzo Designers Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
England Royal Ocean
Racing Club
GBR Challenge
2000

Peter Harrison
Wight Lightning
GBR 70
12 Apr 2002   Derek Clark

Rob Humpreys

Ian Walker

Andy Beadsworth
  GBR Challenge Boatyard Ian Walker Andy Green
Andy Beadsworth
Derek Clark
Julian Salter
Adrian Stead
Paul Stanbrige
P&O
Nedlloyd
Wight
 Magic
GBR 78
16 Set
2002
NO
France Union Nazionale
pour la Course
au Large
Le Défi AREVA

Luc Gellusseau
AREVA
FRA 69

12 Mag
2002
  Bernard Nivelt
 –
Daniel Andrieu
 –
Luc Gellusseau
North Sails Multiplast Lorient Xavier de Lesquen Philippe Presti
Luc Pillot
Sebastien Destremau
Luc Gellusseau
Sebastien Col
AREVA
Groupe Legris Industries
Bouygues Telecon
Devoteam
AREVA
FRA 79
(ex FRA 46)
10 Lug
2002
NO
Italia Y. C.
Punta Ala
Prada Challenge 2003

Patrizio Bertelli
Luna Rossa
ITA 74

20 Mag
2002
 
Doug Petreson

Andrea Avaldi
North Sails –
Prada Challenge
Prada Boatyard Francesco
de Angelis
Rod Davis
Gavin Brady
Torben Grael
Michele Ivaldi
Francesco Bruni
Lorenzo Mazza
Matteo Plazzi
Dario Malgerise
Pietro D’Alì
Prada
Luna Rossa
ITA 80
30 Ago
2002
NO
Reale Y.C.
Canottieri Savoia
Mascalzone Latino
Challenge

Vincenzo Onorato
Mascalzone
Latino XII
ITA 72
4 Mag
2002
  Giovanni
Ceccarelli
North Sails Tencara Vincenzo Onorato Paolo Cian
Flavio Favini
Silvio Arrivabene
Pierluigi Fornelli
TIM
Suisse Société Nautique de Genève Team Alinghi

Ernesto Bertarelli
Alinghi
SUI 64
20 Nov
2001
  Rolf Vrolijk North Sails Decision S.A. Russell Coutts Ernesto Bertarelli
Brad Butterworth
Andrew Cape
Warwick Fleury
Murray Jones
Jochen Schuemann
UBS
Audemar Piguet RiRi
Alinghi
SUI 75
Lug
2002
NO
Sweden Gamla Stans
Yacht Sällskap
Victory Challenge

Jan Stenbeck
Örn
SWE 63
27 Ott
2001
R.R.1 Mani Frers North Sails Victory Challenge
Boatyard
Mats Johansson Jesper Bank
Magnus Holmberg
TELE2
Metro
Orm
SWE 73
20 Ago
2002
 
USA
Seattle
Y. C.

OneWorld

Craig McCaw
OneWorld
USA 65
Mar
2002
  Larry Davidson

Bruce Nelson –
Phill Kaiko
OneWorld OneWorld
 Pacific NorthWest
Don Wyatt Peter Gilmour
Mark Chisnell
James Spithill
Charlie McKee
Morgan Larson
Kelvin Harrap
Craig Monk
Larry Davidson
SAIC
techtv
NEXTEL
ICO
Lincoln
DreamWorks
OneWorld
USA 67
Mar
2002
R.R.
Golden Gate
Y. C.
Oracle BMW Racing

Larry Ellison
Oracle BMW
USA 71
12 Giu
2002
NO Bruce Farr
 –
Russ Bowler
North Sails Oracle

Ventura Boatyard
Larry Ellison Peter Holmberg Chris Dickson
John Cutler
Tommaso Chieffi
Ian Burns
Oracle
BMW
TagHeur
Oracle BMW
USA 76
4 Lug
2002
 
New York
Y. C.
Stars & Stripes

Dennis Conner
S & S
USA 66
9 Gen
2002
R.R. Reichel & Plug North Sails New England Boatworks Ken Read Terry Hutchinson
Tom Whidden
Peter Isler
Vince Brun
Mike Toppa
Computer Associated
Airgas
Citizen
Viagra
Bugatti
S & S
USA 77
 
22 Mag
2002
 
GER 68 numero velico assegnato costruzione sospesa

Il formato - La selezione si basa su due Round Robins iniziali al termine dei quali lo sfidante con meno vittorie è eliminato. I restanti otto passano ai quarti suddivisi, in base al punteggio acquisito nei due Round Robins, Single e Double Chance. Nel Single Chance i perdenti sono eliminati; i vincenti passano alla serie di ripescaggio con i perdenti del Double Chance. Stessa formula nelle semifinali. La finale si gioca tra i due vincenti. Sette prove per quarti e semifinali mentre la finale si corre su nove.


i campi di regata

Le selezioni

Il primo ottobre 2002 ha inizio la lunga serie di regate che porterà alla ribalta lo sfidante di questa trentunesima edizione di Coppa America.
Al termine dei due Round Robins esce di scena Mascalzone Latino battuto in extremis da Le Défi Areva in una regata di spareggio essendo  i due team a pari punti in fondo alla classifica.
Luna Rossa ITA 74 non brilla particolarmente mostrando preoccupanti limiti in bolina.
Le due più performanti sono SUI 64 e USA 67 rispettivamente Alinghi e OneWorld che avendo un punto di penalizzazione, comminato dal Jury internazionale per motivi di spionaggio, è retrocesso al terzo posto a pari punti con Oracle..

tempo pessimo

A caratterizzare i dei due Round Robins è la serie di rinvii e annullamenti per avverse condizioni meteo tanto da doverli protrarre al 3 novembre, ben oltre lo stabilito 31 ottobre.

L’ultimo match del secondo Round Robin incrociano Mascalzone Latino/Le Défi in uno scontro per la sopravivenza dato che chi perde và a casa. Dopo una battaglia con alterne vicende soccombe Mascalzone. L’esperienza gioca a favore dei francesi.

Areva elimina Mascalzone Latino

Quarti di finale dal 12 al 19 novembre.
Divisi in due gironi si incontrano: nel single chance Orm (SWE 73) / Le Défi Areva (FRA 69) e Stars and Stripes (USA 77) / Wight Lightning (GBR 70) mentre nel double chance troviamo  "Alinghi" (SUI 64) / "Prada" (ITA 74) e "OneWorld" (USA 65) / "Oracle BMW Racing" (USA 76).
Eliminati FRA 69 e GBR 70.

Victory Challenge elimina le Défi
Stars and Stripes elimina GBR Challenge

A Luna Rossa le cose non giranno nel verso giusto. Dopo la terza sconfitta consecutiva, in conferenza stampa, de Angelis annuncia il ritiro di ITA-74 dai quarti di finale per potersi dedicare alle modifiche e alla messa a punto in tempo per la sessione di ripescaggio.

Luna Rossa ITA 74: vecchia prua....
nuova prua (23/11/02)

23 al 29 novembre, quarti di finale di ripescaggio.
Luna Rossa (ITA 74) elimina Orm (SWE 73) per 4 a 0 e OneWorld (USA 67) manda a casa Dennis Connors/Stars and Stripes (USA 77) sempre per 4 a 0.

Luna Rossa elimina Victory Challenge
OneWorld elimina Stars and Stripes

Semifinali 9 al 16 dicembre.
Alinghi si assicura l'entrata in finale battendo Oracle 4 a 0 mentre OneWorld elimina Luna Rossa per 3 a 2.
Condizioni meteo sempre avverse, quattro le giornate perse per assenza o troppo vento; per recuperare il Comitato fa disputare due prove giornaliere su percorso ridotto.

la bonaccia
e il
troppo vento

OneWord elimina Prada
Alinghi batte Oracle

Dal 20 al 23 dicembre si incontrano OneWorld e Oracle per determinare il  secondo finalista.
Prevale Oracle per 4 a 0. 
Oracle elimina OneWorld
 
incontro

L'unveil

Il sette gennaio Alinghi e Oracle, i due finalisti della Louis Vuitton Cup, e il Defender New Zealand svelano al pubblico le segrete appendici sommerse. Le tre basi sono aperte alla stampa e alla folla di visitatori.  

SUI 75
SUI 64

il bulbo di Oracle USA 76

NZL 82
l'enorme bulbo di New Zealand 82....

...a forma di squalo
la "HULA"

Le appendici di New Zealand fanno discutere per il bulbo di sei metri a forma di squalo e per la "HULA" una sorta di di prolungamento poppiero lungo sette metri staccato di pochi millimetri dallo scafo.

Dall'11 al 21 gennaio la finale per aggiudicarsi la Louis Vuitton Cup e il titolo di Challenger della XXXIa Coppa America.
Alinghi non lascia ad Oracle alcuna possibilità e per 5 a 1 conquista il diritto di contendere al Team New Zealand l'America's Cup.

Alinghi batte Oracle e vince la Louis Vuitton Cup

Coutts, Bertarelli e la Louis Vuitton Cup


L'area di regata dell'America's Cup

Il 10 Febbraio New Zealand dichiara che regaterà con NZL 82, l'ultima delle barche costruite. Per regolamento Alinghi deve mantenere la barca usata nelle finali della Louis Vuitton Cup. Il 12 l'Unveiling day per Alinghi e New Zealand. Il 14 viene siglato l'accordo che non prevede alcun limite di vento. Sarà il Principal Race Officer, Harold Bennet, l'unico in grado di fare o non fare partire una regata.

Alinghi ha subito leggeri ritocchi, la prua è di poco più corta e per riflesso porta qualche metro quadro di tela in più.

Il secondo Unveil
 

L'America's Cup 2003

- Il 15 febbraio iniziano le regate. Partenza puntuale alle ore 13.15' vento da 200° 22 nodi. Alinghi parte centro linea sopravento. Pochi minuti di navigazione e si intravedono problemi per New Zealand, imbarca acqua in modo anomalo dalla falchetta. La regata prosegue e al primo incrocio Alinghi si presenta con un leggero vantaggio, poi improvvisamente il genoa di New Zealand esce dalla canalina .... si strappa la base della randa ...si rompe la parte terminale del boma. Lavoro frenetico per minimizzare i danni e proseguire ma la barca continua ad imbarcare acqua in modo preoccupante. Indispensabile il traino per rientrare in base.. Alinghi prosegue in solitario e porta a casa il primo punto.
Inizio di Coppa al di là di ogni immaginazione, sorprende la fragilità di New Zealand NZL 82 in condizioni non particolarmente proibitive.

New Zealand imbarca acqua....
....si corre ai ripari
....cede il genoa
....crolla la randa
......sistemata l'attrezzatura
.....rientro al traino

- Secondo match il 16. Il vento fa i capricci; la partenza viene data con tre ore di ritardo. New Zealand si difende bene e mantiene la testa fino all'ultima poppa dove Alinghi manovrando in maniera impeccabile riesce a ribaltare la situazione chiudendo la regata con 07" di vantaggio.

il tifo neozelandese.....
quello pubblicitario.....
.....e il tifo
.....svizzero

- Terzo match il 18. Condizioni ottimali vento da 330° dai 12 ai 16 nodi, partenza in orario. Sin dalle prime battute la regata è nelle mani di Alinghi. New Zealand è costretta ad inseguire. Pagherà all'arrivo un ritardo di 23".

- 20, 22, 23, 24, 25 e 26 febbraio sei giornate perse per assenza di vento o condizioni avverse.

le giornate perse...

- Il 28 si riprende in orario. Vento da 030° 16 nodi. Alinghi passa la boa 1 con 08" di vantaggio. "New Zealand" attacca nel lato di poppa; navigando sull'onda di scia di Alinghi, ingavona ripetutamente imbarcando acqua dal tambuccio. Al passaggio della boa 2 il vento raggiunge i 21 nodi con onda formata. New Zealand soffre le condizioni, mette più volte giù la falchetta e imbarca acqua. Alle 14:12, vento a 23 nodi, New Zealand batte ripetutamente sull'onda; l'albero cede spezzandosi poco sotto la seconda crocetta. Momenti concitati, randa e alberatura in acqua; un gommone appoggio accosta per prestare soccorso; chi è rimasto a bordo taglia tutto il possibile per liberare il moncone dell'albero da sartiame e vela. Sconcertante la fragilità della barca neozelandese. - Rientro di New Zealand al traino. - Alinghi prosegue la regata in solitario e la porta a termine in 1:55':18".

 cede l'albero....
Alinghi prosegue sotto spi mentre.....
Dean Baker incredulo guarda i danni....
rientro in porto

- Quinta prova il 1° marzo. Soliti capricci del vento, non più di tre nodi. Alle ore 15:16 il Comitato issa "Intelligenza su A" e rinvia al giorno dopo il sospirato riscatto di New Zealand.
 
l'attesa del vento sulla barca Comitato

Svanisce alle ore 15:18' del 2 marzo 2003 la certezza, prima, e il sogno, poi, di mantenere la Coppa nella bacheca del Royal New Zealand Yacht Squadron.

 
02/03/2003 - Fasi del quinto match
 
Alinghi taglia la linea d'arrivo è entra nella storia

Ernesto Bertarelli, Russell Coutts, Brad Butterward, Murray Jones, Jochen Schuemann, e il Team Alinghi riportano dopo 152 anni la vecchia brocca, 'the Auld Mug' (così chiamata in modo confidenziale da Sir Thomas Lipton), in Europa.

New Zealand / Alinghi (0 - 5)
Royal New Zealand Yacht Squadron
“New Zealand”
Sloop Classe IACC di quarta generazione
Progetto: Tom Schnackenberg
N° Velico: NZL 82
Cantiere: Cookson Boats
Vele: North Sails NZ
varo: 21 ottobre 2002
LOA: 24,07 m; LWL: 18,28 m; beam: 4,11 m; sail area: - m2
Costruzione: fibra di carbonio rinforzata con Nomex a nido d'ape

"Team New Zealand"
Presidente: Ross Blackman
Skipper: Dean Barker
Timoniere: Dean Barker - Caneron Appleton
Navigatore: Tom Schnackenberg - Mike Drummond
Tattico: Tom Dodson - Peter Evans
Stratega: Adam Beashel
Randa: Tony Rae
Prua: Jeremy Lomas - Richard Meacham
Equipaggio: 16 elementi + 1
Société Nautique de Genève
"Alinghi"
Sloop Classe IACC di quarta generazione
Progetto: Rolf Vrolijk
N° Velico: SUI 64
Cantiere: Decision SA
Vele: North Sails (SUI)
varo: 20 novembre 2001
LOA: 24 m; LWL: 18 m; beam: 4 m; sail area: 350 m2
Costruzione: fibra di carbonio

“Alinghi Challenge”
Presidente: Ernesto Bertarelli
Skipper: Russell Coutts
Timoniere: Russell Coutts - Jochen Schuemann
Navigatore: Ernesto Bertarelli
Tattico: Brad Butterworth
Stratega: Murray Jones
Randa: Warwick Fleury
Prua: Yves Detrey
Equipaggio: 16 elementi + 1
trionfale rientro in porto

la folla al rientro di Alinghi
festeggiamenti in banchina

Premiazione - Ernesto Bertarelli prende in consegna l'America's Cup

Festeggiamenti a Ginevra

 


Considerazioni

Il golfo di Hauraki ci ha regalato attese snervanti (perse 21 giornate per assenza o troppo vento), poco spettacolo e per lo più regate, dove vinta la partenza, il risultato era scontato. Solo in rarissime occasioni si sono viste manovre degne di un match race e è stata data opportunità d'intervento agli umpires. Luna Rossa ha deluso; Mascalzone Latino si è battuto dignitosamente ma con la poca esperienza non è riuscito a superare i Round Robins; i francesi di Areva e gli inglesi di GBR Challenge non hanno brillato; dignitosa la prestazione di Victory Challenge mentre Stars and Stripes è stata una comparsa; Oracle e OneWorld hanno dimostrato che gli americani continuano a crederci.
La delusione maggiore, superiore alle più nere aspettative, è la catastrofica prestazione del Team New Zealand.
La vecchia Brocca torna in Europa in mani non più anglosassoni e, ironia della sorte, finisce nella bacheca d'uno Yacht Club lacustre al quale il "Deed of Gift" non dà titolo di sfidante.

.l futuro

Archiviata la XXXIª edizione si buttano immediatamente le basi della successiva.
Il 5 marzo conferenza stampa ad Auckland di Michel Bonnefous, direttore esecutivo di 'ALINGHI', con oggetto il Protocollo che governerà la XXXIIª edizione di Coppa America.
Nominato Challenger of Records il Golden Gate Yacht Club di San Francisco. La gestione dell'evento è di competenza della Société Nautique de Genève e in accordo con il Golden Gate Y. C. sceglierà la Giuria Internazionale, il Regatta Director e il Technical Director. L'evento si terrà presumibilmente nel 2007. La scelta della sede avverrà tenendo conto di parametri quali condizioni meteo, strutture, ospitalità e sarà comunicata non oltre il 15 dicembre 2003.
Percorso sempre a bastone con lunghezza e numero di lati da stabilire.
Riconfermato il Classe Coppa America standardizzando alcuni parametri, confermata la norma che limita la costruzione a soli due scafi da impostare e assemblare nel paese di origine del Challenger, lasciando libere tutte le altre attrezzature; eliminato il concetto di nazionalità per i componenti l'equipaggio (un ritorno allo spirito originale interrotto con l'introduzione dei 12 m SI) e aumentandolo di una unità.
Non definito il formato della selezione dei Challenger.
La tassa d'Iscrizione è fissata in 450.000 € per le sfide presentate entro il 15 dicembre 2004; per quelle presentate dopo tale data e entro il 29 aprile 2005 sarà applicata una sovratassa di 200.000 €.
Tutti i proventi e in particolare quelli televisivi saranno gestiti dallo Yacht Club Defender che, tolte spese e commissioni, provvederà a ridistribuirlo 50% al Defender e 50% in parti uguali agli sfidanti.

 

Arrivederci a Valencia


(IV revisione © maggio 2011)
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
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