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Coppa America la XXXª edizione
Auckland 2000
Si regata agli antipodi
La terza sfida italiana.
Patrizio Bertelli. Aretino, industriale, appassionato di vela, armatore di barche d'epoca (tra le quali il Linnett del 1905, progetto Herreschoff e Nyala il 12m del 1938 gemello di Vim) con un breve trascorso agonistico sui Sesta Classe, si fa coinvolgere da German Frers al quale aveva commissionato una barca da crociera. Il morbo lo contagia a tale punto che, dopo una rapida valutazione del budget da stanziare (90 miliardi di Lire) e della ricaduta, in termini d'immagine per il marchio Prada, (affermata azienda della consorte la stilista Miuccia Prada), si butta a capo fitto nell'avventura Coppa America. Tratta con Bill Koch l'acquisto di Kanza e Mighty Mary ed il noleggio di America3; da l'incarico del progetto a Frers affiancato da Doug Peterson e David Egan; forma l'equipaggio con il meglio disponibile, (solo per citarne alcuni, gli olimpionici Michele Ivaldi (470), Sandro Montefusco (470), Claudio Celon (FD e Soling), Pietro D'Ali campione mondiale 470 e i reduci delle tre campagne italiane di Coppa, Sandro Spazziani e Lorenzo Mazza). Affida il timone con la qualifica di skipper a Francesco de Angelis, (finnista, timoniere e tattico con Paul Cayard di “Brava” di Pasquale Landolfi, vincitore dell'Admiral's Cup del 1995 e di una One Ton Cup più vari titoli mondiali dei quali uno con il J24, tattico su Azzurra IV e per un breve periodo anche su "il Moro" che lascia per incompatibilità caratteriale con i fratelli Chieffi) e quella di tattico al brasiliano Torben Grael (oro olimpico nelle Star).
L'allenatore del gruppo è l'esperto Rod Davis con l'incarico d'insegnare a de Angelis l'arte del Match Race. Per le vele, la scelta ricade sull'esperto Guido Cavallazzi della North Sails Italia.
Durante le regate di barche d'epoca a Portofino, allo scadere del dead line per la presentazione delle sfide fissato al 14 maggio 1996, Bertelli indice una conferenza stampa a Santa Margherita ed annuncia ufficialmente il "Prada Challenge". Il Circolo Challenger è lo Yacht Club Punta Ala dove sarà installata la base. Il cantiere, il Prada/Green Marine, è allestito in provincia di Grosseto, in due capannoni in
aperta campagna. Con l'arrivo dei tre IACC americani, sbarcati a Livorno ai primi di maggio del 1997, iniziano gli allenamenti nel golfo di Follonica, tra l'Elba e Punta Ala.
 Kanza ITA 28 e America3 USA 23 in allenamento |
A gennaio '98 il team, con “Kanza”, si trasferisce ad Auckland per un periodo di ambientamento e ad aprile partecipa alla mini Coppa America, vincendo la selezione sfidanti. Con l'arrivo dell'inverno australe tutta la squadra torna a Punta Ala portando anche “Kiwi Magic KZ 7” per partecipare alle regate dei 12M di Saint Tropez del '98 e del '99. Il secondo periodo di allenamenti svolto ad Auckland nella nuova base operativa inaugurata ad ottobre si conclude a marzo ‘99 con la mini coppa, la “Road to the America's Cup Regatta”, dove il Team Prada affronta in finale per la seconda volta i neozelandesi perdendo la regata decisiva per un solo metro. Rientro in Italia ai primi di aprile.
 Punta Ala 9 maggio 1999 |
 Cerimonia del varo di Luna Rossa ITA 45 |
 Equipaggio schierato, al centro de Angelis e Bertelli |
Il 9 maggio ‘99, madrina Miuccia Prada, varo a Punta Ala di Luna Rossa ITA 45; segue a giugno quello di ITA 48. Ad agosto barche ed attrezzatura sono imbarcate su un Antonov An-124 dell'Aeroflot; il 15 settembre tutto il team si trasferisce ad Auckland dove un mese dopo ha inizio il primo Round Robin della Louis Vuitton Cup. Il Gruppo dei Challenger.
Undici gli sfidanti nel mare di Auckland. Come sempre la partecipazioni dei consorzi americani è la più nutrita. Andiamo dal sempre presente NYYC con "Young America", al S.Francisco YC con "America True", al S. Francis YC con "AmericaOne" al S. Diego YC con "Star & Stripes" e per finire al Waikiki Y.C. con "Abracadabra". La flotta del pacifico è presente con i datati Sydney ’95 (AUS 29) e “One Australia” (AUS 31) ora con i colori del Cruising Y. C. of Australia per il sindacato "Young Australia" guidato da Syd Fisher ed il consorzio giapponese Nippon 2000 con "Asura" e "Idaten". La comitiva europea è formata dal francese "6emeSens/Le Defì Bouygues" frutto della fusione di Le Defì France/Pacifique e Yaka France, dallo svizzero Fast 2000 "bE hAPpy", lo spagnolo "España" e l'italiano "Prada - Luna Rossa", del
patron Patrizio Bertelli. Assenti gli inglesi; la sfida del Royal Dorset Y.C. per mancanza di fondi non si concretizza ed il loro "Spirit of Britain" rimane a casa. Altri due consorzi che in un primo momento avevano dato il loro assenso, sempre per lo stesso motivo, non si presentano; sono l'Aberdeen Y.C. con "Spirit of Hong Kong" ed il St.Petersburg Y.C. con "Age of Russia", stranamente con sede legale a New York.
| Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
Sponsor |
| Australia |
Cruising Yacht Club of Australia |
Young Australia 2000 – Syd Fisher |
Young Australia AUS 29 |
1994 |
Jim Plug |
North Sails |
McConaghy Boats |
James Spithill |
Campbell Knox – Rob Brown – Ed Smythe |
Line 7 – Toshiba |
Young Australia AUS 31 |
| España |
Monte Real Club de Yates de Bayona – Real Nautico Club de Valencia |
Spanish Challenge 2000 – Miguel Aguilo |
Bravo España ESP 47 |
1999 |
Rolf Vrolik – Joaquin Coelo – Javier Pamies |
North Sails |
Richard Gilies – Tim Smyth |
Pedro Campos Calvo Sotelos |
Luis Doreste – Joan Vila |
Endesa – RTVE – Bazan –br>Anema |
Bravo España (*) ESP 56 |
1999 |
| France |
Union Nazionale pour la Course au Large |
Le Défi Bouygues – Jean Marie Vidal |
6ème Sens FRA 46 |
18 Jun 1999 |
Daniel Andrieu – Hervè Devaux |
North Sails |
Multiplast |
Bertrand Pacé |
Thierry Peponnet – Marcel van Triest |
Boygues Telecom – Transiciel |
| Italia |
Punta Ala Y. C. |
Prada Challenge 2000 – Patrizio Bertelli |
Luna Rossa ITA 45 |
9 May 1999 |
German Frers – David Egan – Doug Petreson |
North Sails – Prada Challenge |
Green Marine – Prada Challenge |
Francesco de Angelis |
Torben Grael – Michele Ivaldi – Matteo Plazzi – Dario Malgerise – Pietro D’Alì |
Prada |
Luna Rossa ITA 48 |
Jun 1999 |
| Japan |
Nippon Y.C. |
Nippon Challenge – Tatsumitsu Yamasaki |
Assura JPN 44 |
1999 |
Hideaki Miyata |
North Sails |
Nippon Challenge Team |
Peter Gilmour |
Makoto Kikuchi – Masanobu Katoti |
Yamaha – Toyota – Tokio News – New Yorker |
Idaten JPN 52 |
1999 |
| Suisse |
Club Nautique de Morges |
Fast 2000 – Raimond Bombard |
bE hAPpy SUI 59 |
1999 |
Philipe Briand – Peter van Oossanen |
North Sails |
Decision S.A. |
Marc Pajot |
Jochen Schumann – Enrico Chieffi – Luc Dubois |
Audemar Piguet – Mediterranean Shiping Co. |
| USA
|
St. Francis Y.C. |
AmericaOne – George Jewett |
AmericaOne USA 49 |
1999 |
Bruce Nelson |
North Sails |
Westerly Marine |
Paul Cayard |
John Kostecki – Alexis Gahagan – Gavin Brady |
SAIC – Ford – Hewlett Packard – Nextel – Telecordia |
AmericaOne NZL 61 |
17 Nov 1999 |
Waikiki Y. C. |
Abracadabra 2000 Aloha Racing Foundation – James Andrews |
Aloha I USA 50 |
1999 |
Andrew Dovell – Ian Burns |
Quantum |
Aloha Racing Foundation |
John Kolius |
Chris Larson – Ian Burns |
MCI Worldcom – Healthsouth |
Aloha II USA 54 |
1999 |
The San Francisco Y. C. |
America True – Dawn Riley |
America True USA 51 |
1999 |
Phil Kaiko |
North Sails – Halsey-Lidgard |
James Betts Enterprises |
Dawn Riley |
John Cutler – Leslie Egnot – Kelvin Harrap |
Quantas – Polycom – DLJ direct |
New York Y. C. |
Young America – John K. Marshall |
Young America USA 53 |
1999 |
Bruce Farr – Duncan MacLane |
North Sails |
Goetz Custom Boats |
Ed Baird |
Jim Brady – Ed Adams – Kimo Worthington |
Yahoo – Brown & Shape |
Young America USA 58 |
1999 |
| Cortez Racing Association |
Team Dennis Conner – Dennis Conner |
Stars & Stripes USA 55 |
1999 |
John Reichel – Jim Pugh |
North Sails |
New England Boatsworks |
Dennis Conner |
Ken Read – Thomas A. Whidden – Peter Holmberg – Peter Isler |
Citizen – Airgas – Value America |
(*) ESP 56 ex ESP 42 riadattato e ristazzato RUS 62 numero velico assegnato forse ad ex RUS 24 riadattato. |
La Louis Vuitton Cup 1999 / 2000
Il percorso nei tre Round Robin eliminatori è di 12 miglia mentre nelle semi finali e nella finale è di 18 miglia con le due boe posizionate a 3,25 una dall’altra. Il tempo massimo di durata del match è di quattro ore. Il punteggio assegnato è di un punto nel primo, quattro nel secondo e nove nel terzo, al termine i primi sei classificati passano in semi finale. Il primo Round Robin eliminatorio inizia il 18 di ottobre e termina il 23. Luna Rossa lo chiude al primo posto con 10 punti. Il secondo prende il via il 6 novembre e Prada subisce la prima battuta di arresto da parte di “S.& S.”. “AmericaOne” perde con “Prada”, Stars and Stipes” ed “America True”. “Young America” (USA 53) spacca il ponte nella regata che la
vede in vantaggio su “Nippon”. Il girone si chiude con "Luna Rossa" prima con 46 punti.
| Si sente il “crack” … |
Young America si spezza 9 / 11 / 1999 |
le operazioni di recupero |
| USA 53 al traino… |
….rientro in banchina |
Il terzo inizia il 2 dicembre; de Angelis, forte del punteggio acquisito porta in regata “Luna Rossa” (ITA 48) subendo due sconfitte ad opera di “Nippon” ed “AmericaOne”, mantenendo tuttavia la testa della classifica con 109 punti, seguito nell’ordine da “Nippon”, “America True”, “AmericaOne”, “Stars & Stipes” e “Le Defi”.
Questi i semifinalisti.
Piccole considerazioni sui Consorzi eliminati. Gli svizzeri, dopo la rottura dell'albero non avendone uno di ricambio, sono costretti al ritiro prima della fine del 3° R.R.; a loro spetta il palmares della barca più lenta e meno manovriera, l'uso del doppio timone prua-poppa, già sperimentato sui 12 metri ed in parte anche su New Zealand NZL 20 del ‘92, si è rivelato un sostanziale disastro. Gli australiani, con le loro barche edizione ‘95 hanno fatto far esperienza al giovanissimo timoniere James Spithill. Gli spagnoli, alla loro seconda esperienza in coppa, non hanno migliorato il loro rendimento. Le "Abracadabra" del consorzio hawaiano, pur avendo un John Kolius al timone, hanno, al termine
dei R.R., un bilancio del tutto fallimentare. Young America, pretendente predestinata, dopo il parziale affondamento di USA 53 è affondata anche come Team.
 Idaten JPN 52 - USA 55 |
 Aloha USA 50 con il bompresso 3° Round Robin |
 Stars & Stripes USA 55 - Young Australia AUS 29 |
Il 2 gennaio le semifinali. Si corrono su due manche andata e ritorno. Lo lotta si fa serrata. Emergono le prime battute di arresto e le prime sconfitte
che fanno sorgere dubbi. Prada scende in campo riproponendo ITA 45 e, nella terza regata contro AmericaOne, che si sta dimostrando il più temuto concorrente, spezza l'albero. Nel successivo scontro (ottava regata) proteste a non finire sull'ultimo lato di poppa Luna Rossa prende la prima penalità prosegue nell'attacco e costringe Cayard all'errore. Penalità pareggiate. Purtroppo gli americani sono più veloci nella manovra, guadagnano una lunghezza e la mantengono fino all'arrivo. "AmericaOne" allunga il passo, "Stars & Stripes" ci sta con il fiato sul collo; tagliati fuori sono Nippon, 6eme Sens e "America True".
 Prada disalbera - 5 gennaio 2000 |
 Round Robin 2 - Nippon disalbera |
 gli spi verdi di AmericaOne |
Conner, come al solito viaggia al limite del regolamento; è già stato penalizzato, perdendo il punto acquisito nella prima regata contro “Nippon” per avere usato un timone fatto costruire in Australia e, si vocifera, che albero e vela siano presi in prestito da “Young America”. La penultima regata, persa da “AmericaOne” con Stars & Stripes, fa tacciare Cayard di "Pinocchio" e nascere sospetti maligni; "Non è che gli americani facciano melina per estromettere Luna Rossa è portare due delle loro barche in finale?".
| Partenza le Défi - Nippon |
le Défi - America True |
America True - Prada |
Al termine dei Round Robin un punto separa “Luna Rossa” e “Stars & Stripes”, che però deve recuperare la regata rinviata con "America True". La sua vittoria, pressoché scontata (i pronostici sono purtroppo unanimi), porterebbe “Luna Rossa” allo spareggio aumentando, di molto, le probabilità di una barca americana in Coppa. L'imponderabile qualche volta succede, vento, mare e l'orgoglio dei rappresentanti del San Francisco Y.C. fanno il miracolo. Il quattordici gennaio, dopo un match al
cardiopalma, Stars & Stripes va a casa. La Louis Vuitton Cup si corre tra AmericaOne e Prada Luna Rossa.
 Il match di "Pinocchio" vinto da Stars & Stripes |
 L'orgoglio di America True |
Finale Louis Vuitton Cup
Il 20 gennaio si dichiarano le barche ed il 21 la cerimonia dell’unveil. Oltre ai due finalisti anche Black Magic mostra le sua chiglie.
 AmericaOne USA 61 |
 Black Magic |
 Luna Rossa ITA 45 |
Il 25 gennaio il primo match. Le cose si mettono bene. Luna Rossa vince il prima match con un distacco di 24"; il secondo, il 27, se lo aggiudica AmericaOne per 1'33", ma nel terzo, il 29, si deve ritirare.
| Arrivo del primo Match |
strapoggia di USA 61 |
battaglia sotto spi |
Si va al quarto match sul 2-1 per Prada. Cayard parte bene e de Angelis insegue senza poter uscire dalla stretta marcatura dell'americano che vira la prima boa di bolina con pochi secondi di distacco. La poppa vede le due barche ingaggiate con Cayard sotto vento quando, superata la metà del lato, perde lo spi e parte all'orza. Luna Rossa con lo spi che porta, deve rispondere. La brusca manovra porta la barca in straorza fino a toccare l'acqua con il boma. AmericaOne approfitta del momento di sbandamento si allunga e supera la boa con 37' di vantaggio. A Luna Rossa non resta che inseguire impegnandosi per limitare al massimo i danni. L'ultima poppa tiene tutti
col fiato sospeso, "Luna Rossa" sulla scia di "AmericaOne", lo copre, recupera e, a cinquecento metri dall'arrivo, in una contro strambata lo costringe all'errore; lo spi di Cayard tocca la vela di "Luna Rossa" ed è penalizzato. Il tempo disponibile per i 270° e troppo esiguo, non gli resta che tirare fino all'arrivo sperando nella buona sorte che questa volta non l'aiuta. La penalità deve essere svolta lasciando via libera a Luna Rossa che taglia con 2’32” di vantaggio. Siamo così sul 3-1. Poi la doccia fredda. Nelle tre regate successive, l’uno, il due ed il quattro febbraio Cayard si impone con 34" nella quinta, 9" nella sesta ed 1'06" nella settima. Siamo 4-3 per la barca americana.
La memorabile sfuriata di patron Bertelli, per le scelte avventate del team, dà i suoi frutti. Ottava regata sabato cinque febbraio, il match della verità, se vince AmericaOne andiamo a casa.
Luna Rossa partita bene passa la boa 1 con 20' margine; Cayard l'attacca sul lato di poppa con una serie di strambate. Le due barche sono vicinissimi ma non ingaggiati. In prossimità della boa 2 de Angelis per rientrare stramba da sottovento e orza; Cayard risponde con ritardo ed è penalizzato. Luna Rossa, passata la boa con 19" di vantaggio, mette AmericaOne sotto stretta marcatura e taglia la linea d'arrivo con 37" di vantaggio. Pareggio. Siamo sul 4-4.
L’ultimo match, il sei febbraio, è senza storia. "Luna Rossa" parte bene, controlla e vince con 49" di vantaggio. 5 – 4 è fatta; la "Louis Vuitton Cup" è vinta.
| Paul Cayard |
Torben Grael e Francesco de Angelis |
| Rientro dopo la vittoria |
Doug Peterson, Patrizio Bertelli, Germans Frers |
Il Team Prada è il Challenger della trentesima edizione di Coppa America.
| Torben Grael, Patrizio Bertelli, Francesco de Angelis |
La gioia dell’equipaggio |
Ora non resta che affrontare "Black Magic" e i suoi Kiwi.
Il Defender
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NZL-57/60 Black MagicLe barche ed il team - Varo di NZL 57 il 9 settembre 1999, madrina Lady Pippa Blake che al posto della tradizionale bottiglia di champagne, infrange sulla prua del nuovo scafo una bottiglia di Steinlager, la birra neozelandese principale sponsor di Team New Zealand. Cinque settimane dopo varo di NZL 60. Progetti di Laurie Davidson e di Clay Oliver per la parte analisi delle simulazioni computerizzate; coordinatore progettuale Tom Schnackenberg. Vele, in 3DL (due pellicole incollate con trama interna in fili di carbonio), sono della North NZ su progetto
Schnackenberg. Coordinatore, selezionatore, motivatore, direttore e anima del Team, Sir Peter Blake. Filosofia progettuale: “basta che la barca sia veloce”. |
| Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
Sponsor |
| New Zealand |
Royal New Zealand Yacht Squadron |
Team New Zealand 2000 – Sir Peter Blake |
Black Magic NZL 57 |
9 Set 1999 |
Laurie Davison – Clay Oliver – Mike Drummond |
North Sails |
Cookson Boats |
Russell Coutts Dean Barker |
Brad Butterworth– Tom Schnackenberg– Tom Dodson – Mike Drummond – Murray Jones – Warwick Fleury – Hamish Pepper – Tony Rae |
Steinlager – Loto – Touota – Telecom – One |
Black Magic NZL 60 |
Nov 1999 |
 Varo NZL 60 |
 NZL 57 e NZL 60 in allenamento |
 NZL 60 |
Coppa America 2000Le regateIl 14 febbraio il Defender dichiara lo scafo prescelto per le regate di Coppa America ed il 15 l'Unveil, le due barche mostrano le appendici immerse.
 NZL 60 |
 ITA 45 |
| Laurie Davidson, Tom Schnackemberg, Nick Holroyd e Mike Drummond |
Doug Peterson, Miguel Costa, Claudio Maletto, David Egan, German Frers Jr., Giovanni Belgrano e Andrea Avaldi |
 ITA 45 unveil 21-01-2000 |
 ITA 45 unveil 15-02-2000 |
 Peter Blake autografa i posters durante la cerimonia dell'unveil |
- Il 19 febbraio la prima regata di Coppa America. Comitato e campo di regata sono cambiati. Team New Zealand schiera l'ultima barca costruita, NZL 60 mentre il Team Prada utilizza la collaudata ITA 45. Lunga attesa per il vento che non si alza. Tutto è rimandato al giorno dopo. - Il 20 tutto regolare. Si regata con vento da 8 a 12 nodi. Coutts vince la partenza è controlla. Il distacco di 22" alla prima bolina salirà a 1'17 all'arrivo. Black Magic - Luna Rossa 1-0.
- Il 22 seconda regata, vento di direzione variabile, 8 ai 12 nodi. Partenza vinta da Black Magic, Luna Rossa in rimonta. A metà della prima bolina è costretta a fermarsi deve mandare un uomo in acqua per liberare la chiglia da un brandello di plastica.
Nella concitazione del momento il prodiere Max Sirena si procura un taglio al cuoio capelluto e deve essere sbarcato. Coutts passa la prima boa con 2'35" di vantaggio e taglia la linea di arrivo con 2'43". Black Magic - Luna Rossa 2-0
- Il 24, vento poco ma costante 5-8 nodi. Il Comitato non dà la partenza.
- Il 26, terza prova. Vento costante 10-14 nodi. Partenza vinta da NZL. Niente da fare per Luna Rossa La barca neozelandese si conferma più veloce. Il distacco di 19" della prima bolina sale a 1'39" all'arrivo. Black Magic - Luna Rossa 3-0
- Il 27 regata rinviata per assenza di vento.
- Il 29 altro rinvio per assenza di vento.
- Il 1° marzo, dopo l'ennesimo rinvio, si anticipa la regata prevista per il 2. Vento leggero 6-9 nodi. Neanche a dirlo partenza rivinta dai neozelandesi. Luna Rossa non molla e rimonta. Per la prima volta a metà della bolina incrocia NZL che sceglie di passarla di poppa portandosi sul lato destro del percorso mentre Luna Rossa prosegue sul lato sinistro. Scelta fatale il vento non gira e Luna Rossa gira la prima boa con 45" di ritardo. Nella seconda bolina Luna Rossa è riuscita ad annullare lo svantaggio ma incappa in un buco di vento che la porta a 1'39"da NZL; 1'49" all'arrivo. Kiwi fantastici, niente è lasciato al caso, manovre perfette e barca sempre al massimo. Black Magic - Luna Rossa 4-0
- Il 2 si regata con vento di 14-16 nodi. Unica speranza rimasta a Luna Rossa è quella di ben figurare. Coutts lascia il timone al suo successore Dean Barker che in partenza dimostra inequivocabilmente di esserne degno costringendo de Angelis a due virate prima di tagliare la linea. Luna Rossa non demorde ma il vantaggio accumulato in partenza permette a NZL di controllare sempre al meglio. Dai 24" di ritardo alla prima boa ai 48" sulla linea di arrivo. Black Magic - Luna Rossa 5-0
Black Magic / Luna Rossa (5 - 0)
Royal New Zealand Yacht Squadron “Black Magic”
"Team New Zealand" Presidente: Sir Peter Blake Skipper: Russell Coutts Progetto: Laurie Davidson N. velico: NZL 60 Cantiere: Cookson Boats Vele: North Sails varo: novembre 1999 LOA: 25,80 m; LWL: 18,30 m; beam: - m; sail area: 325,30 mq.
Timoniere: Russell Coutts - Dean Barker Navigatore: Mike Drummond / Tom Schnackenberg Tattico: Brad Butterworth / Murray Jones
Stratega: Peter Blake Randa: Warwick Fleury Prua: Joe Allen | Punta Ala Yacht Club "Luna Rossa" “Prada Challenge” Presidente: Patrizio Bertelli Skipper: Francesco de Angelis Progetto: German Frers, Doug Peterson N. velico: ITA 45 Cantiere: Prada / Green Marine
Vele: North Sails (I) varo: Punta Ala - 9 maggio 1999
LOA: 24,17 m; LWL: 18,17 m; beam: 4,30 m; sail area: 330 mq.
Timoniere: Francesco de Angelis
Navigatore: Matteo Plazzi / Dario Malgarise
Tattico: Torben Grael Stratega: Michele Ivaldi
Randa: Pietro D'Ali / Sandro Montefusco
Prua: Paolo Bassani / Paolo Bottari |
 Russell Coutts e Dean Barker |
 Peter Blake |
 applausi a Coutts e Barker |
 la folla al rientro di Black Magic |
Considerazioni.
Il risultato rispecchia fedelmente le forze in campo. Luna Rossa barca ha espresso tutte le sue potenzialità nelle boline ed i suoi limiti nelle andature di poppa, mentre per Luna Rossa equipaggio si è evidenziata la poca esperienza nel Match Race. Senza togliere niente a Black Magic (sul campo ha dimostrato inequivocabilmente di essere il Team migliore), una piccola constatazione è d'obbligo. I vantaggi dati dal Regolamento al Defender non sono trascurabili; le regate della Louis Vuitton Cup gli forniscono un infinità di dati permettendogli un graduale affinamento delle proprie barche, e, conoscendo a priori il comportamento dell’avversario, affrontarlo con la più adatta, inoltre ha la facoltà di scegliere,
a secondo delle condizioni meteorologiche, il campo regata, utilizzando uno, tra i trenta nuovi giochi di vele a sua disposizione. L'avversario deve regatare con la barca usata nella finale Challengers, utilizzando uno dei quindici giochi di vele a disposizione. Al Challenger tocca solo accettare le condizioni dettate dal Defender che rimane, lui, un mistero tutto da scoprire. Comunque con la dichiarazione anticipata della barca da portare in Coppa, un miglioramento rispetto alle precedenti edizione vi è stato, ricordiamo il comportamento scandaloso di Conner nella Coppa del 1995 che, vinta per un soffio la selezione Defender con la barca peggiore, si presenta sulla linea di partenza con la barca
reputata migliore presa in prestito dal sindacato rivale.
Si archivia così la XXXª edizione di Coppa America. La vecchia Brocca rimane esposta nella bacheca del Royal New Zealand Yacht Squadron. Al Team Prada - Luna Rossa l'orgoglio di aver vinto la "Louis Vuitton Cup" ed il rammarico di aver fallito il tentativo di riportare la Coppa in Europa. A noi tifosi dopo le notti insonni, resta un pò d'amaro, avevamo sognato e sperato un epilogo diverso.
E nell'attesa del 2003 tiriamo le somme.
In queste trenta edizioni, lunghe 149 anni l'Inghilterra è il paese che più di ogni altro ha tentato di strappare la Coppa ai cugini Nord Americani, ci ha provato per ben 18 volte senza mai riuscirci e dal 1970, da quando si corrono le selezioni dei Challenger, non ha mai regatato nella America's Cup. Segue in ordine cronologico il Canada con quattro comparse e nessuna affermazione. Poi la Francia presente in nove edizioni e solo due volte in finale sfidanti; la Svezia quattro partecipazioni ed una in finale sfidanti; il Giappone, tre sfide è sempre in semifinale ed infine il magro risultato della Spagna, tre eliminazioni nei Round Robins.
Dopo averci provato sei volte l'Australia strappa per prima la Coppa agli Stati Uniti, non si
ripete però nelle edizioni successive. Ai Neozelandesi la miglior differenza sfide/vittorie 4-1 con un palmares invidiabile 50 vittorie su 53 regate corse nel '87 e 50 su 54 nel '92. Il bilancio degli USA fuori casa è di una vittoria ed una eliminazione nella finale sfidanti (per la prima volta "DNC" nelle regate dell' America's Cup). All'Italia va sicuramente il miglior rating partecipazione/risultato. Presenti in quattro edizioni siamo entrati in semifinale una volta, abbiamo vinto due volte la Louis Vuitton Cup e conteso due volte l'America's Cup.
Dove sono ora“Prada”, Luna Rossa ITA 48.Nel gennaio 2004 ITA 48 è venduta al nascente Team sudafricano del Comandante Salvatore Sarno.
 ITA 48 (RSA 48) con i colori del Team Shosholoza durante il "Louis Vuitton Act 1" di Marsiglia 2004. |
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