Storia della Coppa America
1995

San Diego


(29ª edizione)

La Coppa America torna agli antipodi.

 

Noi non ci siamo.

Scomparso tragicamente Raul Gardini, nessun consorzio italiano ha avuto il coraggio di riproporre la sfida. La XXIXa edizione non ci vede in veste di challenger nelle acque di Point Loma. Data la poca esperienza del team spagnolo la rappresentanza della vela europea è nelle mani poco convincenti, dato i trascorsi, della Francia. Il Pacifico, presente in forza con tre consorzi australiani e due neozelandesi, ripropone anche il team giapponese.
L’IYRU, con il nuovo Regolamento di Regata in vigore per il quadriennio 1993/1996, introduce nell’Appendice “B6” la figura dell'umpire, che non è più solo un giudice con grande esperienza e conoscenza del Regolamento ma l’arbitro per regate a Squadre e Match Race.
Scomparsi laschi e traverso, il percorso è di tre bastoni per un totale di 18,5 miglia con boe a dritta.

 


 

 i Challengers

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
Australia
Cruising Yacht Club
of Australia
Sydney ‘95
Australian Challenge

Syd Fisher
Sydney ‘95
AUS 29
1994 Jim Plug North Sails McConaghy Boats Chris Law Syd Fisher
Michael Coxon
Neal McDonald
 
Southern Cross
Y.C.
One Australia
Challenge

John Bertrand
OneAustralia
AUS 31
1994 Jim Pugh
 –
David Barnes –
Ian Murray
North Sails McConaghy
Boats
John Bertrand Roderick H. “Rod” Davis
David Dellenbaugh
Ian Burns
Andrew Cape
Glenn Bourke
Kraft
Fosters
OneAustralia
AUS – 35
1995
España Monte Real
Club de Yates
de Bayona
Copa America ‘95
Desafio Español

S.A.R. Juan Carlos
Rioja de España
ESP 42
1995 Joaquin Coelo –
Javier Pamies
Diamond Esp.

Toni Tio
Rodman–
Polyships
Pedro Campos
-
Calvo Sotelos
Alejandro Abascal
Joan Vila
Gamesa
France Yacht Club
de Sète
France America’s

François Pascal
France 2
FRA 33

1994
Philippe Briand
 –
Bernard Nivelt
North Sails
Elvstrom
Jeanneau Marc Pajot Bertrand Pacé
Christian Dumard
Laurent Delage
France Television
Stardust Marine
France 3
FRA 37

1995
  Défi France
-
Jacques Dewailly
Harmonie
FRA 40 (*)
             
Japan Nippon Y.C. Nippon Challenge

Tatsumitsu Yamasaki
Nippon '94
JPN 30
1994 Ichiro Yokoyama Diamond Jpn Yamaha John Cutler Peter Gilmour
Makoto Namba
Mark Chisnell
Bill Campbell
Peter Evans
Pocari Sweat
Yamaha
Daidoh
New Zealand Royal New Zealand
Yacht Squadron
Team New Zealand

Peter Blake
Black Magic
NZL 32
1994 Doug Peterson
 –
Chris Dickson –
Laurie Davidson
North Sails McMullen & Wing Russell Coutts Peter Blake
Ed Baird
Tom Schnackenberg
Brad Butterworth
Richard Dodson
Murray Jones
Toyota
Loto
Enza
TVNZ
Steinlager
Black Magic
NZL 38
1995
Tutukaka South Pacific
Y. C.
Win New Zealand
Tag Heuer

Rusty Gould
Tag Heuer
NZL 39
1995 Bruce Farr Lidgard Cookson Boats Chris Dickson Peter Lester
Jon Bilger
Gavin Brady
Tag Heuer
ASB bank
(*) non completata

 

La Louis Vuitton Cup

 

“Nippon Challenge” - JPN 30
“Rioja de España” - ESP 42
“Team New Zealand” - NZL 38
(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)

Il calendario della Louis Vuitton Cup prevede quattro Round Robin, con inizio il 12 gennaio. In acqua i consorzi: “Team New Zealand” con NZL-38, “Win New Zealand TAG Heuer” NZL-39, “One Australia Challenge” AUS-31, “Sydney Australian Challenge” AUS-29, “France America” FRA-33, “Copa America 95 Desafio Español” ESP-42 e “Nippon Challenge” JPN-30.

“Win New Zealand TAG Heuer” - NZL 35
(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)
“One Australia Challenge” - AUS 31
“Sydney Australian Challenge” - AUS 29

Il 5 marzo, durante il quarto match del 4° Round Robin che la oppone a NZL 38 a "Tag Bew Zealand", AUS 35 scricchiola, si spacca poco dietro l'albero e affonda nel giro di tre minuti. L'equipaggio è salvo, ma gran parte delle vele in dotazione finiscono in fondo al mare. Nella stessa giornata, France 3 (FRA 37) spezza l'albero; secondo incidente per i francesi dopo quello avvenuto il 20 febbraio, quando, alla vigilia del termine del terzo Round Robin France 2 si sdraia per la perdita della chiglia.

One Australia affonda – 05/03/1995
FRA 33 - France 2 sdraiata
FRA 37 – albero spezzato

Dalla la prima scrematura dei Round Robins escono in maniera poco esaltante “France”, “España” e “Sydney 95”; quest’ultima, si dice, messa in acqua solo per aggirare la regola che impone la costruzione di massimo due barche per consorzio.

France3 – FRA 37
Rioja de España – ESP 42
Sidney 95 – AUS 29

L'accesso alle semifinali, che iniziano il 18 marzo, vede nell'ordine “New Zealand”, “One Australia”, “Nippon” e “TAG Heuer” (Win New Zealand). In questa fase “Black Magic”, come ormai è stato soprannominato il team neozelandese, fa esordire NZL-32 (la prima barca costruita varata nel settembre 1993); gli australiani scendono con AUS-31, unica disponibile dopo la perdita di AUS 35, “Nippon” con JPN-41 e “TAG Heuer” con NZL-39.

Nippon – Tag Heuer
Black Magic – One Australia
Black Magic – Tag Heuer

Dei quattro Challenger due passeranno alla fase successiva. Come era evidente sin dai Round Robin, il posto di Challenger è un affare tra "Black Magic" e “One Australia” che, il 27 marzo, senza grossi patemi passano in finale.
Con le stesse modalità, su un campo diverso, si corre la Citizen's Cup, i Round Robins dei tre pretendenti defender.
Più che una selezione sono intensi allenamenti in quanto, per regolamento, sono previste semifinali e finali, e nessuno di loro può essere eliminato in questa fase.
Introdotta in questa edizione la cerimonia dell'Unveil, e il 9 aprile Challengers e Defenders mostrano al pubblico le segrete chiglie.

Black Magic NZL-32
Black Magic - bulbo
Mighty Mary US-43
Stars and Stripes US-34
Young America US-36

Dal 11 Aprile si regata per l'assegnazione della Louis Vuitton e della Citizen Cup.
“Black Magic” si aggiudica la Louis Vuitton battendo nettamente, 4-1, “One Australia”.
L'unica vittoria degli australiani è dovuta all’abilità di Rod Davis che, costretto Coutts ad una partenza anticipata, lo marca inesorabilmente per tutte le 18 miglia del percorso.
Il record di Black Magic è impressionante, quarantun vittorie su quarantadue match corsi.

One Australia / New Zealand
festeggiamenti a bordo di Black Magic
Circling
Peter Blake alza la Louis Vuitton Cup
festeggiamenti a terra
 

Citizen's Cup

La Citizen's Cup, i Defenders

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
USA
New York Y.C Pact ’95

Vincent Meryersoms
Young America
USA 36
Jan.
1994
Bruce Nelson North Sails Eric Goetz
Custom Saiboats
Kevin Mahaney John Kostecki
Bruce Nelson
Robert Hopkins
Ken Read
Ford
SAIC
Unum
San Diego
Y. C.
America3 Foundation
for the ’95
America’s Cup

William
“Bill” Koch
America3
USA 23 (*)
1992       John Kolius Dawn Riley
Leslie Egnot
Dey Egnot
Jennifer "JJ" Isler
Chevrolet
Yoplait
L’Oréal
HP
Mighty Mary
USA 43
1995 Jerome Milgram –
America3
design team
Sobstad Eric Goetz Custon
Sailboats
John Kolius Dawn Riley
Leslie Egnot
Dey Egnot
Jennifer "JJ" Isler
Courtney Becker
Annie Nelson
David Dellenbaught
Team
Stars & Stripes ‘95

Dennis Conner
Stars and Stripes
USA 34
1994 David Pedrick North Sails Eric Goetz Custom Sailboats Paul Cayard Tom Whidden
Paul Cayard
Jim Brady
General Electric
American Airlines
(*) corso i primi tre Round Robins

Si affrontano per la difesa tre consorzi; “PACT ‘95” capitanato da John Marshall è il sindacato formato da soci del New York Yacht Club, mentre Team Stars & Stripes di Dennis Conner e America Cube Foundation di Bill Koch regatano sotto il guidone del San Diego Yacht Club.

In acqua “Young America” USA-36, Stars & Stripes USA-34 e il vecchio America3 USA 23, portato da un equipaggio tutto femminile formato dalle sorelle Dey e Leslie Egnot che si alternano al timone, Annie Nelson navigatrice, Dawn Riley alle regolazioni, J.J. Isler, Courtenay Becker e un unico uomo, John Kolius,  in qualità di skipper.
Al termine del terzo Round Robin la classifica vede America3 ferma a 21 punti mentre Young America e Stars & Stripes sono alla pari con 46.
Nel quarto e ultimo Round Robin, valido per la qualificazione, Bill Koch schiera la nuova barca Mighty Mary USA-43.
I Defender ora si battono sul serio. Da questa serie di regate uscirà chi correrà questa XXIXa edizione in difesa della Coppa.

“Young America” con John Kostecki domina Stars & Stripes ma cede il passo nelle battute finali.
“Mighty Mary”, grazie anche a Dave Dallenbaugh, imbarcato come tattico e timoniere di partenza, da ottime prestazioni; nell'ultima regata decisiva (sul punteggio di 4-4) passa con più di 4 minuti di vantaggio l’ultima boa di bolina poi, nel lato di poppa, incappa in un buco di vento che gli fa tagliare il traguardo con 52" di ritardo. E' il 5-4 a favore di Stars & Stripes.

Pur con la barca peggiore, Conner si ritrova ad essere il Defender e ancora una volta il regolamento (il defender dichiara la propria barca a pochi giorni dall’inizio dei matchs),  gioca a suo favore, permettendogli di schierare contro New Zealand, non il suo ferro da stiro “Stars & Stripes” ma “Young America”, l’ottima barca del rivale New York Yacht Club “Pact ‘95” con in più l'apporto, di Bruce Nelson, John Kostecki e Ken Read.

Young America - Mighty Mary
Young America - Mighty Mary
Young America - Stars & Stripes
Mighty Mary e America Cube in allenamento
Stars and Stripes sgotta l'acqua imbarcata
 
Stars and Stripes - America Cube
Stars and Stripes e Mighty Mary in finale
Dennis Connor contratta l'utilizzo di
Young America
l'equipaggio femminile di Mighty Mary
 
 
   

L'ultima Coppa America a San Diego.

Il 6 maggio trasbordati su “Young America”, equipaggio e spinnakers (con i marchi degli sponsor), Paul Cayard al timone e Conner alla tattica, iniziano il circling contro "Black Magic" di Coutts e Butterworth.

 
Circling in patenza

Solo le partenze, tranne la terza pareggiata, sono vinte da Young America.
Black Magic / Russell Coutts infligge a Dennis Conner distacchi (nell'ordine) di 2'45" - 4'14" - 1'51" - 3'37" - 1'50".
Cinque limpide vittorie senza aver mai visto, da prua, la poppa del Defender.
Il 13 maggio 1995 il Royal New Zealand Yacht Squadron vince la Coppa America che, per la seconda volta nella sua lunga storia, trasmigra nel Sud Pacifico.

NZL 32 – USA 36
Black Magic – Young America
NZL 32 – USA 36
Young America / Black Magic (0 - 5)
San Diego Yacht Club
“Young America”
Sloop Classe IACC di seconda generazione
Progetto: Bruce Nelson
N. velico: USA 36
Cantiere: Eric Goetz Custon Sailboats
Vele: North Sails
varo: 7 gennaio 1994
LOA: 23,62 m; LWL: 17,98 m; beam: 4,57 m;
sail area: 328 m2
Coostruzione: fibra di carbonio

Pact 95 “Young America”
usata daTeam Stars & Stripes
Skipper: Dennis Conner

2° Timoniere e tattico: Paul Cayard
Navigatore: Jim Brady
Tattico: Tom Whiden
Stratega: Bruce D. Nelson
Randa: Jud Smith
Prua: Greg Prussia
Equipaggio: 16 elementi + 1
Royal New Zealand Yacht Squadron
“Black Magic”
Sloop Classe IACC di seconda generazione
Progetto: Doug Peterson, Laurie Davidson
N. velico: NZL 32
Cantiere: McMullen & Wing (Auckland)
Vele:Team New Zealand – North Sails NZ
varo: Auckland - settembre 1993
LOA: 24,24 m; LWL: 18,04 m; beam: 4,48 m;
sail area: 330 m2
Costruzione: fibra di carbonio

“Team New Zealand”
Responsabile: Peter Blake
Skipper: Peter Blake
Timoniere: Russell Coutts
Navigatore: Tom Schnakenburg
Tattico: Brad Butterworth
Stratega: Peter Blake / Murray Jones / Richard Dodson
Randa: Warwick Fleury
Prua: Joe Allen
Equipaggio: 16 elementi + 1

Dennis Conner non si scoraggia, pur perdendola due volte, conta di riconquistarla nella prossima edizione.
Il 24 maggio, Auckland in festa riceve trionfalmente i Black Magic. Peter Blake, cervello di tutta la spedizione, è nominato Baronetto dalla Regina Elisabetta II.


da sinistra Murray Jones, Russell Coutts, Brad Butterworth, Peter Blake e Richard Dodson
Peter Blake saluta la vittoria
Peter Blake e Bill Koch
Russell Coutts, Brad Butterworth e Peter Blake alzano l'America's Cup
Dennis Conner, Russell Coutts e Peter Blake
 
 

I "Red Socks".

In un'intervista Peter Blake racconta di aver avuto in regalo dalla moglie, Pippa, un paio di calzini rossi e di averli sempre portati tranne che nella regata persa contro "One Australia". La storia di questa coincidenza diventa legenda e i calzini rossi diventano il simbolo della vittoria e il portafortuna dei Kiwi del Team New Zealand.

 

Arrivederci ad Auckland


Nel marzo del 1997 la Coppa, esposta nel salone del New Zealand Yacht Squadron, è seriamente danneggiata dalle martellate inferte da uno squilibrato; arrestato, l’individuo dichiara averlo fatto per motivi politici.
I danni al trofeo sono tali da essere giudicate in un primo tempo irreparabili.
Il suo recupero è stato possibile grazie al paziente lavoro, durato tre mesi, degli orafi della “Garrard”, la stessa casa d’argentieri che l’aveva costruita nel 1848.
Il restauro, trattandosi dell’America’s Cup, è stato fatto senza alcun compenso.


Dove sono

“Pact ’95”, Young America la sirena.

La fiancata di Young America con la sua bionda sirena dipinta dall’artista pop Roy Lichtenstein è considerata un capolavoro d’arte contemporanea tanto di meritare di essere esposta in modo permanente presso il museo Strom King Art Center di Mountainville (N.Y.).

 
Young America “the Mermaid” la sirena di ventidue metri opera del pittore Roy Lichtenstein.
 
 
 
In esposizione a Auckland 2000

 


(VII revisione © maggio 2011)
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
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