Storia della Coppa America
1992

San Diego


(28ª edizione)

1990 la nuova Classe "I.A.C.C."

 

Dopo gli strascichi giudiziari seguiti alla sfida improponibile del 1988 tra il catamarano di Dennis Connor e il maxi di Michael Fay, Sindacati e IYRU si accordano sulla necessità di definire una nuova Classe e nuove regole per le regate di Coppa America.
E’ richiesto ad un gruppo di architetti navali lo studio di una barca in materiale composito, più leggera, più grande e più invelata dei datati 12 metri J.I..
Il loro lavoro porta alla formula:

L + 1.25 X ²V¯S - 9.8 X ²V¯DSP = 24.000 meters
0.679

base progettuale dell'International America's Cup Class.
 

Caratteristiche della International America's Cup Class
L.O.A. 23/24 m - L.W.L. 17/18m - DSP 16/25 tn - Largh. 4/5 m - Albero 32/33 m - Bulbo circa 20 tn. - Superfice velica: bolina 280/350 m2; andature portanti 180/220 m² più spi 420/480 m²
Equipaggio: 16 persone più un passeggero.

Cosa cambia nell'America's Cup  nel 1992

La Louis Vuitton sponsorizza la selezione sfidanti con il suo marchio e non più tramite la consociata "Champagne Mumm". La copertura televisiva è integrale, collegamenti diretti con le barche, tracciati GPS, commenti da studio e aggiornamenti diretti dal campo di regata. Nel caso nostro le regate, trasmesse da Tele Montecarlo, hanno il commento di Cino Ricci e Mauro Pellaschier.
Enorme successo televisivo.

Nel Regolamento di Regata, valido per il quadriennio Olimpico 1989/1992, l’IYRU, nell’Appendice 4 che regola le Regate a Squadre, aggiunge la Sezione “B” con modifiche alle regole di regata specifiche per le regate a Match Race, e introduce la figura del giudice-arbitro con potere di sanzionare sul campo eventuali infrazioni. Il Match Race è disciplina olimpica a Barcellona ’92 e Atlanta ’96; le medaglie della classe Soling sono assegnate dopo uno spareggio uno contro uno tra i primi quattro classificati della serie di regate di flotta.

Le regate di coppa si adeguano quanto stabilito dalle Regole di Regata IYRU.
Il triangolo olimpico è sostituito da un particolare bastone con partenza di bolina e arrivo in poppa con l'aggiunta di due corti laschi posti a metà percorso. Sei lati per complessive 22,6 miglia, lasciando le boe di bolina e di poppa a sinistra, le due del traverso, la prima a sinistra e la seconda a destra. Le lunghe proteste dopo l'arrivo sono eliminate; due arbitri giudici, seguono le barche e, in caso di infrazione, assegnano sul campo la penalità che consiste in un semi giro di 270° da compiersi in qualsiasi momento prima dell'arrivo e immediatamente nel caso di una seconda penalità. Tutto si risolve al momento e a insindacabile giudizio degli arbitri.

 



Raul Gardini a San Diego premiato per la
 vittoria nel Campionato Mondiale Classe AC
del 1991

Raul Gardini, (Ravenna 1933) finanziere cinquantaseienne, Presidente della Montedison, colosso petrolchimico, amministratore dell'impero agro-alimentare (grano e zucchero) del suocero Serafino Ferruzzi, poco prima della sentenza definitiva del tribunale di New York (aprile '90) lancia la sfida a nome della Compagnia della Vela, Circolo veneziano con sede sul Canal Grande, a pochi metri dal campanile di San Marco.
Nel 1970 Gardini, partecipa da armatore alla settimana delle Bocche con l'Orca 43, un seconda classe  costruito in piccola serie su progetto Dick Carter col quale vince il Campionato del mediterraneo del ’71, skipper Angelo Vianello; nel '73 è all'Admiral's Cup con “Naif” un prima classe in lamellare firmato sempre da Dick Carter; nel '75 il primo della serie il Moro commissionato ad un giovane sconosciuto Germans Frers, un Maxi col quale prende parte alle più importanti regate europee e nord americane. Partecipa al Fastnet del 1980, anno nel quale per le pessime condizioni meteo perdono la vita dieci concorrenti; lo stesso anno commissiona a Doug Peterson un two tonner, il Moro Blu, che fallisce la qualificazione alla Sardinia Cup. Nel 1982 ordina a Frers un secondo Maxi, il Moro III sul quale imbarca Paul Canard, il giovane talentuoso di San Francisco che lo segue fino all'avventura in Coppa America.

Inquisito nell’inchiesta “tangentopoli” Raul Gardini muore suicida a Milano il 23 luglio del 1993.

L'avventura Moro di Venezia

Impostato nella primavera del 1989 nel cantiere Tencara/Montedison di Porto Marghera (VE), su progetto di Germans Frers, "il Moro di Venezia I" (AC / I 1) è varato l' 11 marzo 1990 a Venezia sul Canal Grande di fronte a San Marco, in una scenografia sfarzosa curata dal regista Franco Zeffirelli. Infranta la bottiglia di Champagne la gru solleva la barca dal suo invaso posandola sulle acque della laguna; issate le vele, dopo un passaggio davanti a San Marco il Moro punta alle bocche del Lido e entra in Adriatico.

La settimana precedente Marc Pajot vara a Sétes France 1 (AC / F 1), progetto firmato Philippe Briand.

Seguono “Il Moro II” (I 7), varo in Spagna il successivo 7 agosto, poi nell’aprile del ‘91 “Il Moro III” (ITA 15) e il 15 giugno a San Diego “Il Moro IV” (ITA 16), col quale vince il primo mondiale I.A.C.C. e infine il 16 dicembre ‘91 varo sempre a San Diego de “Il Moro V” (ITA 25)

11 marzo 1990 - sul palco prima del varo
il Moro - I 1  transita davanti …
a San Marco
 
Il Moro – I 7 davanti a San Diego
Il Moro – I 1
Il Moro – ITA 15
 
AC/F1 in allenamento con French Kiss
USA 2 (ex F1)
USA 2 (ex F1)

La Louis Vuitton Cup, i Challengers

Otto consorzi al via della Louis Vuitton Cup. Il francese "Ville de Paris", il neozelandese "New Zealand", lo svedese "Tre Kronor", l'italiano "il Moro di Venezia" gli australiani "Challenge" e "Spirit of Australia" e infine due nazioni agli esordi la Spagna con "España 92" e il Giappone con "Nippon", portato nei test con una doppia chiglia [configurazione che mantegono New Zealand e Spirit of Australia nelle selezioni].
Purtroppo nessuna delle sfide mosse dall'Est europeo si è concretizzata. Il consorzio, appoggiato allo sloveno Yacoma Yacht Club, ha completato e fatto stazzare un America's Cup Class in lamellare. Sfidando la guerra civile in atto in Jugoslavia fa giungere lo scafo a Venezia dove rimane accantonato per mancanza di fondi.
Delle due sfide russe il consorzio di Mosca "Age of Russia" sponsorizzata dalla Aerofloth ha la propria barca a San Diego ma senza fondi per poter proseguire; il consorzio "Red Star '92" che si appoggiava all'ex Leningrado Yacht Club ha uno scafo semi completato abbandonato in un cantiere di San Pietroburgo.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
Australia
Royal Sydney
Yacht Squadron
Challenge Australia

Syd Fisher
Challenge
Australia
AUS 17
- Peter
van Oossanen
  Coordinated Marine

McConaghy Boats
Colin Beashel Phil Thompson
David Clark
Hugh Trehane
Ian Walker

Darling
Harbour Y.C.
Spirit of Australia

Iain Murray
Spirit of Australia
AUS 21
- Iain Murray
 –
Andy Dovel
- McConaghy
Boats
Peter Gilmour Iain Murray
Ian Burns
Grant Simmer
-
España Monte Real
Club de Yates
de Bayona
Desafio España
Copa America ‘92

Eduardo Serra Rexach
España ‘92
ESP 22
- Inigo Echenique - Astilleros Españoles Pedro Campos
Calvo Sotelos
Antonio Gorestegui
Joan Vila
Laureano Wizner
-
France Yacht Club
de Sète
Le Dèfì Français

François Giraudet
Ville de Paris
FRA 27
- Philippe Briand –
Gilles Ollier
- Mag, VMG, Pinta Marc Pajot Marc Bouet
Marc Bouet
Laurent Delage
Groupe Legris
Italia Compagnia della Vela Il Moro di Venezia Challenge

Raul Gardini
Il Moro V
ITA 25
1991 German Frersi North Sails Montedison Tencara Paul Cayard Tommaso Chieffi
Enrico Chieffi
Robert Hopkins
Montedison
Japan Nippon Ocean Racing Club Nippon ‘92 Challenge

Tatsumitsu Yamasaki
Nippon
JPN 26
- Ichiro Yokoyama - Yamaha, Arai,
Shizuoka
Chris Dickson John Cutler
Erle Williams
Makoto Namba
-
New Zealand Mercury Bay
Boating Club
New Zealand
Challenge

Sir Michael Fay
New Zealand
NZL 20
- Bruce Farr
 –
Mike Drummond
Grant Lorentz
North Sails
Lidgard
Hood Sails
Cookson Boats –
Marten Marine
David Barnes Rod Davis
Russell Coutts
Mike Quilter
Brad Butterworth
Steinlager
Sweden Stenungsbaden
Y. C.
Swedish America's Cup
Challenge

Tomas Wallin
Tre Kronor
SWE 19
- Peter Norlin
 –
Sven Olaf
- Killian Bushe
Marine
Gunnar Krantz Olle Johansson
Patrick Spangs
Bobo Syversen
SAAB


Il 25 gennaio inizia il primo Round Robin e il 18 marzo termina il terzo. Nel quarto, dal 29 marzo al 9 aprile, valido come semifinale, passano nell'ordine "Nippon", "New Zealand", "Il Moro" e "Ville de Paris". Come al solito non mancano le polemiche. Lunghissime discussioni e proteste nei riguardi del bompresso che New Zealand usa come secondo tangone per murare il genneker in strambata. Eliminati Nippon e Ville de Paris rimangono a contendersi il titolo di Challenger New Zealand e Il Moro di Venezia.
La finale si corre su nove prove, dal 18 al 30 aprile.
Per gli allibratori le quotazioni della barca italiana sono ai minimi livelli.
Cayard, supportato dall’ufficio legale del Consorzio "il Moro", ricorre sulla regolarità del bompresso. Sul quattro a uno a favore di New Zealand, dalla qualificazione già scontata, la Giuria Internazionale emette in extremis il suo verdetto: "il bompresso è irregolare pertanto l'ultima regata corsa utilizzando tale appendice è annullata".
La finale è ripresa sul 3 a 1. I risultati si ribaltano, New Zealand ha grosse difficoltà nelle andature portanti e, nell’ultimo match, tenta la carta del cambio di timoniere, il giovane Russell Coutts al posto di Rod Davis. Il Moro ribalta lo svantaggio iniziale di tre punti vincendo la Louis Vuitton Cup per 5-3.
I Kiwis, battuti tornano a casa.
Parte del successo del Moro è da ascrivere ai nuovi set di vele studiati in collaborazione con il gruppo francese di Ville de Paris e tagliati da Guido Cavallazzi alla Diamond di Livorno. Particolarmente efficaci  nelle andature portanti più strette gli spi asimmetrici e i gennakers.

Si regata al largo di Point Loma su percorso a bastone con due laschi e un traverso di 3,25 miglia per un totale di 22,6 miglia.

Tre Kronor  SWE-19
España ’92  ESP-22
Challenge Australia  AUS-17
Il bompresso di NZL-20
Nippon Challenge  JPN-26
(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)
Spirit of Australia  AUS-21
la chiglia a tandem
Ville de Paris FRA-27
(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)
Ville de Paris /New Zealand
Il Moro V  ITA-25
 
Gardini, Cayard e il team al completo
giro di boa nell'ultimo match della Louis Vuitton Cup
 

(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)
Raul Gardini - Paul Cayard e la Louis Vuitton Cup

(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)

La Citizen's Cup, i Defenders

Bill Koch non bada a spese. Dal '90 incamera barche, progettisti e equipaggi acquisendo anche tre consorzi rivali in difficoltà economiche, uno dei quali, il franco-americano formato da Marc Pajot con il complesso musicale dei Beach Boys che gli porta in dote “F 1”, disegnato da Philippe Briand.
Su progetti firmati dal trio Doug Peterson, John Reichel e Jim Puig si avvale della Hercules, consociata del colosso aerospaziale Lookheed, per i materiali compositi e si fa costruire quattro barche: "Jayhawks", "Defiant", "America3" e "Kanza".

America3  USA-23
(Bob’s Pix 2001 http://www.philvitale.com/bobsite/forum.htm)
Defiant  USA-18
Stars and Stripes  USA-11
Kanza  USA-28
la chiglia a tandem di Stars and Stripes

Dennis Connors partecipa con USA 11, l’unica barca che sia riuscito a farsi finanziare un prototipo con chiglia a tandem, concettualmente simile a New Zealand NZL 20 e Spirit of Australia AUS 21, varato nel 1990 e riconvertito in mono chiglia prima dei trials.

La selezione ‘defender’, sponsorizzata dalla multinazionale giapponese Citizen, ha il calendario dei Round Robins sfalsato rispetto da quello dei “challenger”. La prima regata si corre il 14 gennaio e vede schierate Jayhawks, America3, Kanza e Stars and Stripes, l’unica barca che Dennis Conner sia riuscito a farsi finanziare. Dopo il ritiro di Jayhawks il secondo Round Robin (8/18 febbraio) si corre a tre. Il terzo dal 3 al 15 marzo come i precedenti non è altro che una serie di intensi allenamenti. Si fa sul serio dal 28 marzo al 12 aprile nella sessione delle semifinali nella quale prevalgono America3 e Strars and Stripes.
In contemporanea, dal 18 al 30 aprile si corrono le nove prove delle finali Challenger e Defender. Conner con Stars & Stripes oppone una strenua resistenza. Esito incerto fino all'ultimo match vinto da America3 per una manciata di secondi. Score finale 5-4.

-
Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard Sponsor
USA San Diego
Y. C.
America3 Foundation
for the ’92 America’s Cup

William
“Bill” Koch
Jayhawk
USA 9
1990 Doug Peterson

Phil Kaiko

John Reichel

Jim Pugh
- Hercules Aviation –
Eric Goetz Custon
Sailboats
- L'Oreal
Hewlet Packard
Defiant
USA 18
1991
America3
USA 23
1992 North Sails

Sobstad
Bill Koch Harold “Buddy” Melges
David Dellenbaugh
Andreas Josenhans
By Baldridge
Kanza
USA 28
1992 - William Campbell
James Worthington
Dawn Riley
Michel Maeder
Team Dennis Conner

Dennis Conne
Stars and Stripes
USA 11
1990 David Pedrick –
Alberto Calderon

Bruce Nelson
- Eric Goetz Custom Sailboats Dennis Conner Tom Whidden
Alexis Gahagan
John Bertrand
Greg Prussia
Vince Brun
General Electric

American Airlines

  



la Coppa America 1992

"Il Moro di Venezia" è il Challenger. Per la prima volta una barca non anglosassone e per giunta italiana compete per la conquista della Coppa America. Raul Gardini ha centrato l'obiettivo al primo colpo. Un successo minimamente non previsto.
Per tutta la durata delle selezioni Bill Koch mette in atto tutto, il tecnologicamente possibile, per spiare i Challenger; assolda sommozzatori per fotografare opere vive e chiglie, circonda i campi di regata con barche stracariche d‘apparecchiature elettroniche e registra qualsiasi particolare utile alla messa a punto della sua barca.
Inascoltate le proteste degli sfidanti.
- Il 9 maggio si regata per la Coppa. Il tifo italiano è alle stelle. La Giuria è obbligata a ritardare la partenza per far spostare dal campo le barche degli spettatori che circondano il Moro. ITA 25 issa vele a pannelli misti Mylar-Kevlar mentre USA 23 utilizza vele in carbonio. Nel circling America3 tallona il Moro tanto da vicino da innervosire Cayard che sbaglia e parte in anticipo; rientra, perdendo secondi preziosi, tenta il recupero ma non ce la fa. I 30" lasciati sulla linea di partenza se li ritrova intatti all'arrivo. Siamo 1-0 per America3.
- Il 10 seconda regata. Cayard parte bene e passa la prima boa con 33" di vantaggio. Nei lati di lasco USA 23 è più veloce e recupera, il vantaggio scende a 13", ma risale a 30" nell'ultima bolina dopo la serie di virate di America3. All'arrivo le due barche sono appaiate; Cayard, freddamente, molla di spi di quel tanto da fargli tagliare la linea prima dell'avversario. Vittorie pareggiate. Siamo 1-1.  
Ultima boa ....
....arrivo del secondo match

- Si riprende il 13. Morale altissimo sia da parte dell'equipaggio sia dei numerosi tifosi. Condizioni meteo ottimali per la barca italiana. Partenza anticipata per tutte e due le barche. Rientrano ripartendo su mura diverse, "il Moro" a destra e "America3" dal lato opposto. Leggero vantaggio di Cayard nel primo tratto; gli americani recuperano velocemente fino a girare la boa 1 con un anticipo di 47". Poco prima della seconda boa un colpo di vento strappa la vela del Moro, il prodiere sospeso all'albero ripara il danno. La barca non perde secondi preziosi anzi, ne recupera qualcuno. Alla terza boa il distacco risale a 55", perdendone altri preziosi nel quarto lato per evitare un sub addetto alle riprese.
All'arrivo il distacco è di 1'58". 2-1 per America3.

- Si spera di pareggiare il 15. "Il Moro" parte con qualche secondo di vantaggio su USA 23; la barca americana sensibilmente più veloce  gira la boa 1 con 24" che si incrementano fino a diventare 1'04" all'arrivo.
America3 si sul porta 3-1.

- Regata decisiva il 16. Si accende una timida speranza nel clan italiano quando, ad inizio circling, la vela di USA 23 si strappa. Miracolo del prodiere, il settantenne Jerry Kirby riesce a riparare il danno in tempo per la partenza. Durante la regata al Moro prosegue la serie di avarie; nella prima poppa si spezzano le stecche alte della randa, Alberto Fantini issato in testa d'albero ripara minimizzando il danno; nel primo lasco il gennaker appena issato scoppia. Bloccato ogni tentativo di rimonta del Moro. Il distacco di 18" alla boa1 si attesta a 44" all'arrivo.

America3/Il Moro (4-1)
San Diego Yacht Club
“America Cube”
Sloop Classe IACC
Progetto: Doug Peterson
N. velico: USA 23
Cantiere: Hercules Aviation -
Goetz Custon Sailboats
Vele: North Sails, Halsey Sails, Sobstad
varo: gennaio 1992
LOA: 23,77 m ; LWL: 18,29 m; beam 5,45 m ;
sail area: 298 m2
Costruzione: fibra di carbonio

“America Cube Foundation”
Presidente: William I. "Bill" Koch
Skipper: "Bill" Koch
Timoniere: Harold C. "Buddy" Melges
Navigatore: David Dellenbaugh
Tattico: Graham Hall
Stratega: Harold Cudmore
Randa: Andreas Josenhans
Prua: Jerry Kirby
Equipaggio: 16 elementi +1
Compagnia della vela
“Il Moro”
Sloop Classe IACC
Progetto: German Frers
N. velico: ITA 25
Cantiere: Tencara Montedison
Vele: North Sails Italia
varo: San Diego - 16 dicembre 1991
LOA: 23,62 m ; LWL: 18,29 m ; beam: 5,50 m;
sail area:: 301 m2
Costruzione: sandwich fibra di carbonio e Nomex

“Il Moro di Venezia Challenge”
Presidente: Raul Gardini
Skipper: Paul Cayard
Timoniere: Paul Cayard
Navigatore: Robert Hopkins
Tattico: Enrico Chieffi
Stratega: Tommasso Chieffi
Randa: Andrea Mura
Prua: Alberto Fantini
Equipaggio: 16 elementi +1


Bagno in porto dopo la vittoriaa
Bill Koch e Buddy Melges rispondo agli applausi

Williams I. "Bill" Koch
Harold C. "Buddy" Melges

Onore Al Moro di Venezia.
L'ultimo tentativo europeo di stappare la Coppa agli americani risale al 1964 con il 12M J.I. inglese Sovereign II (K 12).

 
La Coppa resta nella bacheca del San Diego Yacht Club.


I.A.C.C. costruiti 1990/1992
I 1
Il Moro di Venezia I
Il Moro di Venezia
ITA 15
Il Moro III
Il Moro di Venezia
F 1
F 1 - Le Défi Français
USA 2 - America Cube
ITA 16
Il Moro IV
Il Moro di Venezia
J 3
Nippon I
Nippon Challenge
*AUS 17
Challenge Australia
Challenge Australia
JU 4
SLO 4
Yacoma
USA 18
Defiant
America Cube
E 5
España 92
Desafio España Copa America
*SWE 19
Tre Kronor
Swedish Challenge
J 6
Nippon II
Nippon Challenge
*NZL 20
New Zealand IV
New Zealand Challenge
I 7
Il Moro II
Il Moro di Venezia
*AUS 21
Spirit of Australia
Spirit of Australia
F 8
Ville de Paris I
Le Défi Français
*ESP 22
España 92
Desafio España Copa America
*USA 9
Jayhawk
America Cube
*USA 23
America3
America Cube
NZL 10
New Zealand I
New Zealand Challenge
RUS 24
Age of Russia
Age of Russia
*USA 11
Stars & Stripes
Team Dennis Conner
*ITA 25
Il Moro V
Il Moro di Venezia
NZL 12
New Zealand II
New Zealand Challenge
*JPN 26
Nippon ‘92
Nippon Challenge
13
Non assegnato
*FRA 27
Ville de Paris II
Le Défi Français
NZL 14
New Zealand III
New Zealand Challenge
*USA 28
Kanza
America Cube
* hanno regatato nelle selezioni


Challenges ritirati

Age of Russia – RUS 24

La sfida “Age Of Russia” si materializza con la barca progettata 1989 dallo studio Yachting Optima Design Group  fatta arrivare a San Diego in tempo per prendere parte al mondiale IACC dell’estate del ‘91.
Per problemi economici non parteciperà alle regate di selezioni della Louis Vuitton Cup.

 

RUS 24 esce dal cantiere...
sbarco a San Diego...
in allestimento…

verniciatura ultimata….
probabilmente in display durante AC 95
(notare uno de Il Moro in background).....
i vari spostamenti.....
ora alla fonda vicino a Vancouver

Yacoma Challenge - SLO 4 – (Transoceansko regatno društvo Yacoma)

Scafo in lamellare approntato per la sfida Slovena all'America's Cup 1992. (YACOMA - Yugoslav America's Cup Organization Maribor)

"Branko Butolen in Smiljan Pusenjack v kokiptu barke SLO 4"
"Dokoncno furnirana barka caka na prevoz v San Diego"
"Prakticno dokoncana barka na dvigalu v ladjedelnici v Italiji"

"Barka pripravljena za prevoz v Italijo"


Dove sono adesso.

Il Moro V (ITA 25) resta a San Diego. Nella primavera del 1997 e ceduto dalla Montedison al consorzio America One (Saint Francis Yacht Club) guidato da Paul Cayard. Ridipinto nei colori del team è usato come tester di AmericaOne (USA 61). Nel 2001 "il Moro" è venduto al sindacato “Seattle Challenge” che lo ribattezza “Spirit of Seattle” (USA 25) e lo utilizza per gli allenamenti del nascente team in vista della campagna 2003. Caduto il progetto “Seattle Challenge” la barca è acquistata, per motivi prettamente affettivi, da Bill Kock. Restaurata e ridipinta nei colori originali partecipa a Cowes alle regate del Giubileo. La sua  attuale base è una banchina del porto di Portsmouth (RI) affianco alla sua rivale “America3”.

Nel 1996 America3 (USA 23) è noleggiata da Patrizio Bertelli. Rientra negli Stati Uniti dopo il varo di ITA 45. Restaurata è riportata nelle condizioni originali del 1992 e posta in base a Portsmouth (RI). Nel 2001 partecipa alle regate del Giubileo. Nell’ambito di “Things I Love”, esposizione della collezione d’arte di proprietà di William “Bill” Koch comprendente tra l’altro quadri di Monet, Renoir, Degas, Césanne, Modiglioni, Matisse, Picasso, sculture di Botero, Remington e Russell, dal 31 agosto al 13 novembre 2005, sono stati esposti, all’ingresso del “Museum of Fine Arts” di Boston (MA), "America3" e "Il Moro V".

New Zealand

New Zealand NZL 20 in mostra ad Auckland durante l’America’s Cup 2003.
 
la chiglia a tandem
bompresso e bulbo

Defiant - USA 18

Donato da Bill Koch al museo Herreshof di Bristol (RI)

 


(IV revisione © maggio 2011)
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000
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