Coppa America XXIVª edizione

Newport 1980


Bond non si scoraggia

 

I Challengers

Per i colori del Royal Perth Yach Club Alan Bond si ripresenta riproponendo “Australia” (KA-5) riadattato da Ben Lexcen, con Sir Jim Hardy al timone e John Bertrand, randista su Southern Cross, ora alla tattica. “Sverige Challenge”, Presidente S.A.R. Carl XVI Gustaf Bernadotte, rappresentato dal Royal Yacht Club of Gothenburg (Göteborgs Kungliga Segel Sällskap) ritenta la sfida con "Sverige" (S-3) della precedente edizione, aggiornato e timonato da Pelle Petterson. Per lo Yacht Club de Hyeres, con Bruno Troublè al timone e Jeam Marie Le Guillot alla tattica, "France III" (F-3) che il Barone Bich, dopo le deludenti prove delle barche d’André Mauric, ha fatto progettare a Johan Valentjjn. Infine, dopo 16 anni una barca inglese, "Lionheart" (K-18), progettato da Ian Howlett (a bordo nel ruolo di tattico) skipper e timoniere John Oakeley, challenger il Royal Southern Yacht Club; la barca monta un albero fortemente preflesso che le consente di issare una randa con qualche metro quadro di tela in più.

 

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
Australia Royal Perth
Y.C.
America's Cup
Syndacate '80 Ltd.

Alan Bond
Australia
KA 5
1977 Ben Lexen
/
Johan Valentijn
  Steve E. Ward James Hardy John Bertrand –
Jack Baxter –
Ben Lexceen
England Royal Southern
Y.C.
British Industry
1500 Club
-
James A. Boyden
Lionheart
K 18
Apr
1979
Ron Holand Miller & Whitworth
loft
-
North Sails UK
Joyce Bros. Marine John Oakeley Iain MacDonald-Smith –
Ian C. Howlett –
Lawrie Smith
France Y.C. de
Hyéres
A.F.C.A.

Baron Marcel
Bich
France III
F 3
Feb
1979
Johan Valentijn Intervoile C. N. A. 80 Marcel Bich Brunò Troublé –
Jean Marie Le Guillot –
Daniel Saulnier –
Frank Girard
Sweden Royal Gothenburg
Y.C.
Swerige
Challenge
-
HM Carl XVI
Gustave Bernadotte
Sverige
S 3
1977 Pelle Peterson North Sails UK
 –
Hakan & Jens
Enoch &
Elfstedt A.B.
Pelle Peterson Thomas Haraldson –
Magnus Olson

Una serie di match preliminari stabilisce i valori. Si affrontano, ad eliminazione diretta, "Australia" / "Sverige" e "France III" / "Lionheart". "Australia" e "France" eliminano i rispettivi avversari (4 - 3). Nella finale Challenger “Australia” elimina “France” (4 - 1).
Dopo la quarta sconfitta consecutiva, il Barone Marcel Bich getta la spugna annunciando il suo ritiro dalla Coppa America.


Lionheart

France 3


Australia - Sverige

Australia - Lionheart
(notare la curvatura dell'albero di Lionheart)

I Defenders

I trials vedono in campo tre pretendenti defenders.
Dennis Conner, abbandonata la vela olimpica dopo il bronzo del ‘76 nei Tempest e la vittoria nel mondiale Star del ‘78, si butta a capo fitto nell'avventura Coppa America, si presenta al timone di "Freedom" (US-30), progetto Olin Stephens per il sindacato del NYYC, con un pozzetto di tutto rispetto, alla tattica Dennis Durgan ex campione nella classe Star, vincitore di numerose Congretional Cup, (la più importante regata a match race corsa annualmente a Los Angeles, su barche da crociera) e alla regolazione della vela, John Marshall, presidente della North Sails che ha fornito le rande in Kevlar e Mylar.
“Clipper” (US-32) progetto di David Pedrick con skipper, Russell Long, figlio di uno dei membri del sindacato "People to People Sports Committee" guidato da Daniel D. Strohmeier, ed il tattico Anthony Parker. Con l'uscita di Parker, sostituito da Tom Blackaller, fresco campione del mondo della classe Star (1980), la barca rende al meglio impensierendo non poco "Freedom" nelle regate con vento leggero.
Terzo pretendente, il sindacato di "Courageous" "People to People Sports Committee" con Ted Turner che ritenta il tiro mancino della passata edizione.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
Y. C. 
People to People
Sports Committee
-
George R.
Hinman
Courageous
US 26
1974 modifiche
J. Taylor –
Ted Hood
North Sails MInneford's
Yacht Yard Inc.
Ted Turner Gary Jobson –
William Jorch –
Robert Doyle
Maritime College at FT.
Schuyler Found

George F. Jewett
Freedom
US 30
1979 Olin Stephens North Sails –
Hood Sails –
Sobstad –
Ratsey & Lapthorn
Minneford’s
Yacht Yard Inc.
Dennis Conner Dennis Durgan –
John Marshal –
Halsey Herreshoff
People to People
Sports Committee
-
Daniel D.
Strohmeier
Clipper
US 32
May
1980
David R. Pedrick Hood Sails –
North Sails –
Ratsey & Lapthorn;
Newport Offshore Ltd Russell H. Long, Jr Thomas Blackaller –
Thomas Obrien –
David Vietor –
Andy Rose –
Peter Stalkus

Le regate

Il percorso, allungato di 1/10 di miglio, è portato a 24,4 miglia.

“Australia” adotta lo stesso tipo d'albero di "Lionheart" con vele in kevlar/mylard.

Il 16 settembre ha inizio la serie di match tiratissimi tra "Australia" e “Freedom” con un Dennis Conner, super aggressivo.
- Il primo match, corso con non più di 9 nodi di vento, è vinto da "Freedom" con 1'58" di vantaggio.
- Il 17, partenza con vento leggerissimo. Australia comanda ma, a mezzo miglio dall'arrivo la regata è annullata per lo scadere delle 5 ore e 15 di tempo massimo.
- Il 19, partenza data con vento al limite della bonaccia. Australia vince, poco prima dello scadere del tempo limite, con 28 secondi di vantaggio. Con gran sollievo della Giuria Internazionale e del presidente Beppe Croce non è presentata l'annunciata, pretestuosa protesta di Conner, basata sul fatto che al rientro, poco dopo il tramonto, gli australiani non hanno acceso in tempo le luci di via.


Australia-Freedom
(notare l'albero di Australia)

- Terzo match il 21. Il vento si mantiene sui 10 nodi. "Freedom" vince la partenza e, nonostante la serie d’avarie, si mantiene in testa per tutto l'arco della regata. All’arrivo il distacco è di 1'53".
“Australia” protesta "Freedom" per avere navigato sotto spi senza tangone. La giuria respinge la protesta.
- Il 23 quarto match. In previsione di vento sostenuto “Australia” issa vele in dacron. Il vento non rinforza e “Australia” taglia con circa 4 minuti di ritardo. 3 a 1 per "Freedom".
- Prova decisiva il 25; 13 nodi in partenza, "Freedom" n’approfitta e chiude con 3' e 38" di vantaggio.

Freedom / Australia (3 –1)
New York Yacht Club
“Freedom”
“New York Marittime College Foundation”
Presidente: George J. Jewet e Edward du Moulin
Skipper: Dennis Conner
Progetto: Olin J. Stephens II
N. velico: US-30
Cantiere: Minneford’s Yacht Yard Inc.
Vele: Lowell North
varo: City Island - maggio 1979
LOA: 18,97 m; LWL: 13,75 m; beam: 3,73 m; sail area: 167,4 mq.

Timoniere: Dennis Conner
Navigatore: Halsey C. Herreshoff
Tattico: Dennis Durgan
Randa: John K. Marshal
Prua: Scott Vogel
Royal Perth Yacht Club
“Austalia"
“West Australian Syndacate ’80 Ltd"
Presidente: Alan Bond
Skipper: Sir Jim Hardy
Progetto: Ben Lexsen (Bob Miller) & Johan Valentijn
modificato da Ben Lexsen (1979/80)
N. velico: KA-5
Cantiere: Steve E. Ward & Brian Raley
Vele:
varo: Perth 1977
LOA: 19,81 m; LWL: 13,72 m; beam: 3,71 m; sail area: 176,4 mq.

Timoniere: David Forbes
Navigatore: Jack Baxter
Tattico: John Bertrand
Randa: Rod Brown
Prua:Scott Mc Allister
 

Dennis Conner
Gli australiani sono sconfitti per la sesta volta.

Non smentendo la tradizione questa sfida si chiude con roventi polemiche sulla regolarità delle imbarcazioni e l'operato della giuria.

 

 

I Protagonisti


Ritratto di Olin James Stephens per il suo 90 compleanno.
Foto Sparkman & Stephens

Olin James Stephens e Roderick "Rod" Stephens.

Olin nasce il 13 aprile 1908 nel Bronx, New York. Nel 1913 la famiglia Stephens si trasferisce a Scarsdale (N.Y.). Conseguita la licenza liceale nel 1926 Olin entra al Massachusetts Institute of Technology che abbandona dopo il primo semestre per entrare come apprendista disegnatore nello studio dell'architetto navale Henry J. Gielow per poi passare, poco tempo dopo, nello studio del più affermato Philip Rhodes.
 
Il cadetto Roderick "Rod" nasce a New York il 7 agosto 1909, dopo il diploma si iscrive alla facoltà d'ingegneria della Cornell University che lascia poco dopo per entrare come apprendista nel cantiere navale "Nevins" a City Island (N.Y.).

 


Dal 1920 i due fratelli trascorrono le estati nelle case di famiglia a Cape Code o nel Long Island Sound, dove fanno le loro prime esperienze veliche su un 14 piedi. Nel 1924 il padre, facoltoso mercante di carbone, acquista "Trad" uno yawl a deriva di 26 piedi. In famiglia si susseguono varie barche con le quali i due fratelli regatano con ottimi risultati.
Nel gennaio del 1928 Olin, invia alla rivista “Yachting” il tracciato delle linee d'acqua d'un 6 metri SI; il disegno è pubblicato. Visto il progetto Drake Sparkman, (importante broker di New York) offre al giovane l'uso di un tavolo di disegno nella suo studio.
 
Rod prosegue il suo apprendistato presso il cantiere Nevins Yacht Yard.

Drake Sparkman ottiene dal suo Club, il Larchmont Yacht Club, l'incarico di studiare una imbarcazione di 21 piedi da utilizzare come barca scuola per i giovanissimi. nasce così dalla matita di Olin il "One Design Sound Junior Class" o "Manhasset Bay Dinghy" disegno Sparkman & Stephens  n°1. L'imbarcazione è tuttora attiva nella flotta del Manhasset Yacht Club.
Nonostante gli impegni i fratelli Stephens non abbandonano l'attività velica. Nel 1929 portano al successo, nella regata d'altura "New London to Gibson Island", "Kalina" un 30 piedi disegnato da Olin. Consigliati da Cinton Crane, armatori diportisti si rivolgono a Olin per la progettazione di piccole imbarcazioni. Nasce tutta una serie di Sei Metri vincenti, Cherokee, Comet, Meteor e Mist che inducono Drake Sparkman ad ampliare i suoi uffici dotandoli dello spazio necessario per poter produrre i disegni definitivi. La sede si sposta al 205 City Island Avenue prendendo in affitto lo studio di Mr, MacCormack, architetto navale non più in attività, .
11 novembre 1929 nasce la Sparkman & Stephens Inc. Con l'aiuto finanziario del padre, Olin si associa con Drake Sparkman e i suoi fratelli James e James Murray. Rod Stephens entrerà come socio nel 1933.

La neonata società stenta a decollare. La depressione del 1929 evidenzia che la sopravvivenza dello Studio Sparkman & Stephens non può basarsi sulla sola progettazione di barche di piccole dimensioni. Per venirle incontro, nonostante la crisi finanziaria in atto, Olin Stephens Sr. le commissiona uno yacht da regata. Dalla matita di Olin esce "Dorade" uno yawl di 54 piedi costruito nei cantieri Minneford's, per un costo contrattuale di 20.000 $. La barca, varata nei primi mesi del 1931,  è iscritta alla  "Trans-Atlantic Race" ed al "Fastnet".
Portata dai fratelli Stephens, "Dorade" taglia il traguardo della regata atlantica, posto sotto il faro dell'isola di Scilly, con quattro giorni di vantaggio sul gruppo dei concorrenti. Vinto anche il "Fastnet", la barca, imbarcata sul ponte di un mercantile, rientra a New York. Al suo arrivo, gli Stephens accolti da eroi sfilano per le strade di Manhattam.
"Dorade" con Roderick Stephens vince nel 1932 la Bermuda e nel 1933 rivince il Fastnet.
Il successo lancia lo studio Sparkman & Stephens. La  commessa più importante viene da Walter Barnum, uomo d'affari, collezionista d'arte comproprietario del "Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus", e riguarda la barca a vela che la signora Barnum ha promesso di regalargli per il suo compleanno. Nasce "Brilliant" (1932) unico schooner disegnato da Olin. Nel 1934 esce dalla sua matita, per l'armatore Philip le Boutiller, "Stormy Weather", evoluzione delle linee di carena di Dorade. Varata nel 1934 nei cantieri "Henry B Nevins" di City Island, (N.Y.); la barca, con al timone Rod Stephens, vince nel 1935 la "Newport-Bergen" ed il "Fastnet".
Nel 1937 Olin collabora con Starling Burgess allo studio della carena del J-Class “Ranger”. I test idrodinamici, con modelli in cera in scala ridotta, sono svolti nella vasca navale dello Stevens Institute of Technology di Haboken (N.J.).


Roderick Stephens, collabora nel disegno delle barche, ne segue la costruzione, elabora i piani velici, la sistemazione delle attrezzature di coperta, dell'albero e degli impianti ed esegue di persona le prove a mare del dopo varo.
Ottimo marinaio, imbarcato nell'afterguard di Ranger, Columbia e Constellation, collabora con la rivista "Yachting" dove tiene una sua rubrica mensile su armamento ed attrezzature. Presidente per molti anni della Sparkman & Stephens, s'interessa attivamente di regolamenti e stazze. Nel periodo bellico collabora alla progettazione del mezzo da sbarco anfibio usato dall'esercito americano sia in Normandia, sia in altri teatri di guerra in Europa ed in Estremo Oriente. Membro attivo della "Society of Naval Architects and Marine Engineers" presiede la "New Ship Committee of the Sea Education Association" ed è membro onorario della "United States Naval Academy Fales Committee" nonchè Commodoro del "Cruising Club of America".
"Rod" muore nel 1995.
  


Roderick Stephens

Il "Lightning". Il disegno del 19 piedi datato 1935 nasce dopo l'incontro dei fratelli Stephens con i proprietari del cantiere Skaneateles, John e George Barnes, nel quale si discute sull'opportunità di introdurre una barca one-desing a deriva, semplice da costruire, dai costi contenuti, con  spazi sufficienti ad ospitare una famiglia e prestazioni corsaiole. Nell'inverno del 1938 i Barnes presentano il primo scafo al salone nautico di New York. Immediato successo di pubblico e di vendite. Di comune accordo, nel 1939, Olin e i Barnes decidono di lasciare i diritti dei disegni e le royaltis alla neo costituita Associazione di Classe.

Nel 1937 Olin Stephens disegna i suoi primi due 12M S.I., "Nyala", (regalo di Frederick T. Bedford, Presidente della Standard Oil, alla figlia Lucie in occasione del suo matrimonio con Briggs Cunningham) varato nel maggio del 1938; poche settimane dopo è la volta di "Northen Light", per l'armatore Alfred Lee Loomis jr. L'anno successivo il 29 aprile del 1939 varo di "Vim" commissionato da Harold S.Vanderbilt ed impostato il 20 gennaio 1939 nel cantiere "Henry B. Nevin's Boatyard".
E' l'inizio de lungo sodalizio della Sparkman & Stephens con la Classe 12M S.I., sodalizio che durerà fin al 1987 anno d'uscita della barca dalla Coppa America.

Varato il 5 giugno del 1958, "Columbia" US-16, diretta evoluzione di "Vim" US-15 del 1939, è il primo 12M Classe Coppa America progettato da Olin. Segue nel 1964 "Constellation" US-20 sul quale, dopo un avvio poco lusinghiero, salgono Rod Stephens nel ruolo di tattico ed Olin in quello di navigatore e con Bob Bavier al timone vincono i trials. "Intrepid" US-22, scende in acqua nel maggio del 1967 con sostanziali modifiche rispetto alle due precedenti, chiglia affinata  ridotta nel volume dotata di trim-tab. timone riposizionato a tre metri dallo specchio di poppa comandato da una doppia ruota, addetti alle manovre con relativi verricelli e winches spostati sotto coperta, albero e boma ribassati.
Per la sfida del 1970  Olin progetta "Valiant" US-24; nei trials la barca risulta inferiore alle aspettative ed è eliminata da "Intrepid". Nel 1974 è la volta di "Courageous" US-26, scafo in alluminio costruito dai cantieri "Minneford Yacht Yards Inc." disegnato in collaborazione con David Pedrick, (nei trials e nelle regate di Coppa Olin è a bordo come tattico). Nel 1977, sempre in collaborazione con David Pedrick esce dal tavolo da disegno "Enterprise" US-27 versione aggiornata e migliorata di "Courageous" al quale, nei trials, si deve arrendere.
Nel 1981 Enterprise sarà acquistata per 300.000 $ dal consorzio "Sfida Italiana per l'America's Cup 83" per servire da lepre ad "Azzurra".
Ultimo 12 Metri S.I. firmato Olin Stephens "Freedom" US-30. La barca, disegnata in collaborazione con William (Bill) Langan, varata nel giugno del 1979 per la difesa della Coppa del 1980, con Dennis Conner al timone domina i trials ed i match con lo sfidante "Australia".

Dallo studio Sparkman & Stephens, firmati da Langan, usciranno altri  quattro 12M Classe Coppa America: "Spirit of America" US-34 varata nell'aprile 1982, subito scartata perchè troppo lenta; "America II" US-42 del 1984, "America II" US-44 del 1985 e "America II" US-46 varata a maggio 1986 prenderà parte, senza successo, all'edizione australiana di Coppa America del 1987.

Dopo cinquant'anni di lavoro e la firma di oltre 2000 progetti Olin J. Stephens si ritira dall'attività nel 1980 rimanendo sempre legato al mondo della vela tanto da essere presente, nonostante la veneranda età, a Valencia alla trentaduesima edizione di Coppa America.
Auguri Olin.
 


Olin Stephens al timone nel 2002

 © 2007/
Egidio Nocera
egnoc@tiscali.it
( © maggio 2007)

 

 

Coppa America XXVª edizione

Newport 1983


La Coppa cambia casa.

La sfida italiana

Per la prima volta l'Italia è presente con una sua barca.
Il primo tentativo risale al 1962. L'idea di una sfida italiana è dell'allora presidente della Federazione Italiana Vela nonché membro della Giuria Internazionale dell’IYRU, Beppe Croce, e di Giovanni Agnelli (non ancora presidente FIAT). Dopo un primo coinvolgimento di varie aziende italiane e personalità della comunità italo-americana, la sfida non va in porto per motivi economici o, come dicono i maligni, per la non accettazione da parte del Defender, il New York Yacht Club, che non vede di buon occhio l’intromissione di un paese non anglosassone. Un secondo tentativo, proposto da Vasco Domini protagonista nelle classi IOR, si ha agli inizi anni settanta. A buon fine il terzo, sponsorizzato dall'avocato Agnelli e dal Principe Karim Aga Khan presidente del consorzio turistico Costa Smeralda e dell'omonimo Yacht Club Costa Smeralda. Nasce così il Consorzio "Sfida Italiana America's Cup 83'" al quale aderiscono 17 aziende nazionali tra le quali l’Agusta, la Barilla, la Cinzano e l’Alitalia tutte con forti interessi al mercato nordamericano, che investono per l’operazione 300 milioni di lire ciascuna. Il progetto è affidato Andrea Vallicelli, mentre a Cino Ricci va la direzione tecnica ed amministrativa. Per gli allenamenti e la selezione dell'equipaggio, il consorzio acquista dalla Fort Shuyler Foundation "Enterprise" US 27 (iscritto al Registro Nautico Italiano con il numero velico I-3), progetto dello studio "Sparkman & Stephens" per la sfida del '77.


Andrea Vallicelli, Cino Ricci e l'avvocato Agnelli

Mauro Pellaschier

Le selezioni dei futuri membri d’equipaggio iniziano a Porto Cervo nell'inverno del 1982; tra i 27 convocati Cino Ricci in qualità di skipper, Mauro Pellaschier, già campione Italiano ed olimpionico nella classe Finn (al quale sarà poi affidato il timone), Flavio Scala, olimpionico nella Star, Stefano Roberti e Tiziano Nava, affermati timonieri nelle Classi IOR e poi Lorenzo Mazza, Enrico "Chicco" Isemburg.
Il varo di "Azzurra" avviene a Pesaro il 19 luglio del 1982, madrina: S.A. la Begum Salimah, moglie del Principe Karim Aga Khan. Due basi d'allenamento Marina di Ravenna e Formia.


Pesaro 19 luglio 1982 - Varo di "Azzurra"

"Azzurra" ed "Enterprise" in allenamento

(n.b.) molte foto mostrano Azzurra con il numero velico I-3. Interpellato in merito, Cino Ricci risponde:
"Giusto, Azzurra 83 ha I-4. Enterprise era I-3 e le rande, in allenamento, erano intercambiabili.
Saluti, Cino
".

L'undici di aprile, conclusa la fase degli allenamenti e la selezione dei 19 che faranno parte dell'equipaggio, "Azzurra" è imbarcata a Napoli sulla motonave Costa Ligure in partenza per New York.


Louis Vuitton Cup


Il Manifesto della prima edizione della Louis Vuitton Cup

La "Louis Vuitton Cup"

i Challengers

La “Louis Vuitton”, con un suo marchio il "Mumm Champagne", sponsorizza le selezioni “Challengers” mettendo in palio una Coppa.
Il 18 giugno parte il primo Round Robin dell'edizione storica per partecipazione (sette sfidanti in rappresentanza di cinque nazioni) e per risultato.
La Rai, spinta dall’interesse suscitato dalla partecipazione di “Azzurra” offre al pubblico italiano una timida copertura televisiva con servizi speciali da Newport, commentati, in maniera a dir poco disinvolta, da cronisti improvvisati.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
Australia Royal Perth
Y.C.
America’s Cup
Challenge '83 Ltd.

Alan Bond
Australia II
KA 6
Jun
1982
Ben Lexcen Sobstad Aus. –
North Sails –
Hood Sails
Steve E. Ward and Co. John Bertrand James Hardy –
Grant Simmer –
Hugh Trehane –
Colin Beashel
Royal Sydney
Yacht Squadron
Syd Fisher Advance Australia
KA 7
1982 Alan Payne North Sails –
Hood Sails –
Sailtech
Aquacraft Iain Murray –
Peter Gilmour
Martin Visser –
Rick Magrath
Royal Y.C.
of Victoria
Richard Pratt Challenge 12
KA 10
1982 Ben Lexcen North Sails –
Hood Sails
Steve E. Ward
and Co.
John Stanley
Savage
Graeme Freeman –
Gary Simmons –
Phil Thompson
Canada Secret Cove
Y.C.
Secret Cove
Y.C. Challenge

Marvin McDill
Canada One
KC 1
1982 Bruce Kirby North Sais–
Sobstad
Fred McConnell
Marine, Ltd.
Terry McLaughlin Andy Roy –
Jeff Boyd –
Peter Wilson
England Royal Burnham
Y.C.
Victory Syndacate

Peter de Savary
Victory ‘83
K 22
1982 Ian Howlett North Sais–
Hood Sails
Fairey Allday
Marine
Chris Law Phil Crebbin –
Rodney Pattison –
Lawrie Smith –
Harold Cudmore –
Dereck Clark –
Adrian Jardine –
Andrew Spedding –Andrew Cooper
France Y.C. de France AFCA

Yves Rousset-Rouard
France 3
F 3
1979 Johan Valentijjn

Jacques Fauroux
  AFCA

Chantiers Dufour
Brunò Troublè Jean Castene –
– Frank Girard –
Jacques Fauroux –
Paul du Saillant
Italia Y.C. Costa Smeralda Sfida Italiana ‘83

Prince Karim
Aga Khan IV
Azzurra
I 4
Jul
1982
Andrea Vallicelli
North Sails
Officina Meccanica
ING. M
Cino Ricci Mauro Pellaschier –
Flavio Scala –
Stefano Roberti –
Tiziano Nava –
Lorenzo Mazza –
Chicco Isenburg –
Francesco de Angelis

Al termine dei tre Round Robin di selezione escono: lo Yacht Club de France con "France 3" del consorzio AFCA guidato da Yves Rousset-Rouard, il Royal Yacht Club of Victoria con "Challenge 12" ceduto da Alan Bond a Richard Pratt (KA-10 - progetto Ben Lexcen - tim. John Savage) ed infine "Advance Australia" di Syd Fisher e W. Pettingall - Royal Sydney Yacht Squadron (KA-7 - progetto Alan Payne, tim. Iain Murray e Peter Gilmour) barca così poco performante da essere messa in disarmo al termine delle selezioni.

Nel quarto Round Robin, la semifinale, entrano "Australia II" di Alan Bond - Royal Perth Yacht Club (KA-6 - progetto Ben Lexcen - tim. John Bertrand), "Victory 83" di Peter de Savary - Royal Burnham Yacht Club (K-22 - progetto Ian Howlett), "Azzurra" Consorzio Azzurra - Yacht Club Costa Smeralda (I-4 - progetto Vallicelli - tim. Mauro Pelaschier) che, data l'inesperienza in questo tipo di regata, si è comportata egregiamente e "Canada 1" di Marvin McDill - Secret Cove Yacht Club ( KC-1 - progetto Bruce Kirby - timoniere Terry McLaughling).


Australia II

Victory '83

Azzurra

Azzurra - Victory '83

Canada KC 1

La finale sfidanti, dal 31 agosto al 5 settembre, vede opposta "Victory 83", timonato alternativamente dal trio Phill Crebbin, Laurie Smith e Rodney Pattison, ad "Australia II" portata da John Bertrand.
Con il 4-1 inflitto agli inglesi la barca australiana conquista la coppa “Mumm” ed è “Challenger” della 25a edizione.


Alan Bond e John Bertrand - premiazione della Louis Vuitton Cup

 i Defenders

Conner non bada a spese ed a furbizie. Modificata "Freedom"; commissiona a Valentijn "Magic" (US-38) barca più piccola e palesemente fuori stazza e a Sparkman & Stevens "Spirit of America" (US-34) ed ha già in cantiere "Liberty" (US-40), progetto Johan Valentijn, per il quale si fa emettere vari certificati di stazza per assetti diversi di timone e chiglia, in modo da poterli intercambiare secondo le condizioni di mare e vento presumibili al momento della regata.
Ai trials partecipano il Sindacato "Freedom Camp. 1983 Ft. Schuyler Foundation" con "Liberty timonato da Dennis Conner,il "People to People Sports Commmittee Defender-Courageous Syndacate" di Chuck Kirsh con "Defender" (US-33) - progetto Dave Pedrik, skipper Tom Blackaller ed il vecchio "Courageous" (US-26) con uno John Kolius che purtroppo, visto il mezzo a disposizione, funge solo da comparsa.
La selezione si risolve a favore di “Liberty”.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
Y.C.
People to People
Sports Committee

Charles E. Kirsch
Courageous
US 26
1974 William Langan North Sails –
Ulmer Sails
Minneford’s
Yacht Yard Inc.
John Kolius Thomas D. Blackaller –
John Bertrand –
William Campbell –
Peter Stalkus
People to People
Sports Committee

Charles E. Kirsch
Defender
US 33
1982 David R. Pedrick North Sails Newport Ofshore, Ltd. Thomas D.
Blackaller
Roderick H. Davis –
Gary Jobson –
Peter Stalkus
Maritime College at FT.
Schuyler Found

George F. Jewett
Liberty
US 40
Jun
1983
Johan Valntijn North Sails – Sobstad
Newport Offshore,
Ltd.
Dennis Conner John Marshal –
Halsey Herreshoff –
Thomas Whiddenl

L’America’s Cup '83

Le regate

Vigilia movimentata. Infinite mosse e contro mosse del New York Yacht Club nel tentativo di far squalificare "Australia II". Il motivo scatenante è l'aver testato le appendici sommerse nella vasca navale olandese diretta da Peter Van Oosanen.

 

Il 14 settembre ha inizio la Coppa America. “Australia II” e John Bertrand mostrano tutto il loro potenziale; vincono la partenza e conducono fino il secondo lasco quando la barca americana, sfuggita al marcamento australiano, riesce nel sorpasso, si mantiene in testa e taglia la linea di arrivo con un minuto e dieci di vantaggio.
- Secondo match il 15. Conner vince la partenza. Gli australiani transitano per primi alla boa "1" e si mantengono in testa fino alla seconda bolina; Conner incalza spingendo Bertrand in una zona bonaccia la regata è in mano americana; al traguardo il distacco è di 1'33".
- il 17 la regata è annullata per assenza di vento; al momento “Australia” conduceva con più di sei minuti di vantaggio.
- Il 18, vento non superiore i tre metri. Conner vince la partenza; sulla prima boa "Australia II" ha un vantaggio superiore al minuto che si incrementa fino ai 3' e 14” dell’arrivo.
- Quarto match. Conner vince partenza e regata con 43 secondi di distacco.
Sul 3-1 gli americani non hanno mai fallito la quinta prova.

- La partenza della quinto match è vinta Conner, Bertrand, partito in anticipo rientra perdendo 37 secondi. “Liberty” ha in mano la regata, il vento supera i 16 nodi, intensità ideale, ma cede la parte superiore dell’albero e la vela perde la sua forma ideale. "Liberty" menomata, Australia ha campo libero; la regata è sua con 1'47" di vantaggio.
- Si và alla sesta regata. Partenza ancora vinta da Conner. Un salto di vento favorisce gli australiani che girano la boa "1" con 2'30" di vantaggio è tagliano il traguardo con un distacco, su "Liberty", di 3 minuti e 29 secondi.

Il maggiore distacco patito da una barca americana nei 132 anni di storia.
Siamo sul 3-3.

- Il 26 settembre - Match della vita. Conner vince la partenza ed allunga, sulla quarta boa ha 47 secondi di vantaggio; la poppa decide la regata. Conner, per assicurarsi la copertura, stramba e si avvicina a Bertrand; mossa fatale, la serie di strambate avvantaggia “Australia II” che gira la boa 6 avanti di 21 secondi. Nell’ultima bolina John Bertrand blocca l’attacco di Conner e taglia con 41 secondi di vantaggio.
 

Sbigottimento generale.

Per gli australiani è il 4 – 3.

 

Liberty / Australia II (3-4)

New York Yacht Club
 “Liberty”
 “Freedom Camp. 1983 Ft. Schuyler Foundation”
Presidente: George Jewet
Skipper: Dennis Conner

Progetto: Johan Valenttijn
N. velico: US-40
Cantiere: Newport Offshores Ltd.
Vele: Lowel North
varo: Newport – giugno 1983
LOA: 19,35 m; LWL: 13,69 m; beam: 3,70 m; sail area: 168 mq.

Timoniere: Dennis Conner
Navigatore: Halsey C. Herreshoff
Tattico: Dennis Durgan
Randa: John K. Maeshal
Prua: Scott Vogel
Royal Perth Yacht Club
 “Australia II”
“the America’s Cup Challenge ‘83 Ltd”
Presidente: Alan Bond
Skipper: John Bertrand
Progetto: Ben Lexsen
N. velico: KA-6
Cantiere: Steve E. Ward & Brian Raley
Vele: Tom Schnackenberg / Sobstad Australia
varo: Perth – giugno 1982
LOA: 19,21 m; LWL: 13,10 m; beam: 3,65 m; sail area: 175 mq.

Timoniere: John Bertrand
Navigatore: Grant Simmer
Tattico: Hugh Trehane
Randa: Colin Beashel
Prua: Damian Fewster

 

Tolti i grembiuli si scopre l'arma vincente di "Australia II", le famose appendici, due alette in chiglia.

Dopo 132 anni, la Coppa passa di mano e vola in Australia. Alan Bond ha vinto la sua scommessa e Dennis Conner, per poco non ci rimette la testa, testa, che molti dei compassati Soci dello NYYC auspicherebbero vedere esposta al posto della “Vecchia Brocca”

.
Festeggiamenti dopo la storica vittoria!

John Bertrand

 


Bond esulta

 

Arrivederci a Perth

 


 © 2000/2006
Egidio Nocera
egnoc@tiscali.it
(IV edizione © gennaio 2006)

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