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Coppa America XXVª edizione
Newport 1983
La Coppa cambia casa.
La sfida italiana
Per la prima volta l'Italia è presente con una sua barca.
Il primo tentativo risale al 1962. L'idea di una sfida italiana è dell'allora
presidente della Federazione Italiana Vela nonché membro della Giuria
Internazionale dell’IYRU, Beppe Croce, e di Giovanni Agnelli (non ancora
presidente FIAT). Dopo un primo coinvolgimento di varie aziende italiane e
personalità della comunità italo-americana, la sfida non va in porto per motivi
economici o, come dicono i maligni, per la non accettazione da parte del
Defender, il New York Yacht Club, che non vede di buon occhio l’intromissione di
un paese non anglosassone. Un secondo tentativo, proposto da Vasco Domini
protagonista nelle classi IOR, si ha agli inizi anni settanta. A buon fine il
terzo, sponsorizzato dall'avocato Agnelli e dal Principe Karim Aga Khan
presidente del consorzio turistico Costa Smeralda e dell'omonimo Yacht Club
Costa Smeralda. Nasce così il Consorzio "Sfida Italiana America's Cup 83'" al
quale aderiscono 17 aziende nazionali tra le quali l’Agusta, la Barilla, la
Cinzano e l’Alitalia tutte con forti interessi al mercato nordamericano, che
investono per l’operazione 300 milioni di lire ciascuna. Il progetto è affidato
Andrea Vallicelli, mentre a Cino Ricci va la direzione tecnica ed
amministrativa. Per gli allenamenti e la selezione dell'equipaggio, il consorzio
acquista dalla Fort Shuyler Foundation "Enterprise" US 27 (iscritto al Registro
Nautico Italiano con il numero velico I-3), progetto dello studio "Sparkman &
Stephens" per la sfida del '77.

Andrea Vallicelli, Cino Ricci e l'avvocato Agnelli |

Mauro Pellaschier |
Le selezioni dei futuri membri d’equipaggio iniziano a Porto Cervo
nell'inverno del 1982; tra i 27 convocati Cino Ricci in qualità di skipper,
Mauro Pellaschier, già campione Italiano ed olimpionico nella classe Finn (al
quale sarà poi affidato il timone), Flavio Scala, olimpionico nella Star,
Stefano Roberti e Tiziano Nava, affermati timonieri nelle Classi IOR e poi
Lorenzo Mazza, Enrico "Chicco" Isemburg. Il varo di "Azzurra" avviene a
Pesaro il 19 luglio del 1982, madrina: S.A. la Begum Salimah, moglie del
Principe Karim Aga Khan. Due basi d'allenamento Marina di Ravenna e Formia.

Pesaro 19 luglio 1982 - Varo di "Azzurra"
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"Azzurra" ed "Enterprise" in allenamento
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(n.b.) molte foto mostrano Azzurra con il numero velico I-3.
Interpellato in merito, Cino Ricci risponde: "Giusto, Azzurra 83 ha I-4.
Enterprise era I-3 e le rande, in allenamento, erano intercambiabili. Saluti,
Cino". L'undici di aprile, conclusa la fase degli allenamenti e la
selezione dei 19 che faranno parte dell'equipaggio, "Azzurra" è imbarcata a
Napoli sulla motonave Costa Ligure in partenza per New York.
Louis Vuitton Cup

Il Manifesto della prima edizione della Louis Vuitton Cup
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La "Louis Vuitton Cup"
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i Challengers
La “Louis Vuitton”, con un suo marchio il "Mumm Champagne", sponsorizza
le selezioni “Challengers” mettendo in palio una Coppa. Il 18 giugno
parte il primo Round Robin dell'edizione storica per partecipazione
(sette sfidanti in rappresentanza di cinque nazioni) e per risultato.
La Rai, spinta dall’interesse suscitato dalla partecipazione di
“Azzurra” offre al pubblico italiano una timida copertura televisiva con
servizi speciali da Newport, commentati, in maniera a dir poco
disinvolta, da cronisti improvvisati.
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Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
Australia |
Royal Perth Y.C. |
America’s Cup Challenge '83 Ltd. – Alan Bond |
Australia II KA 6 |
Jun 1982 |
Ben Lexcen |
Sobstad Aus. – North Sails – Hood Sails |
Steve E. Ward and Co. |
John Bertrand |
James Hardy – Grant Simmer – Hugh Trehane – Colin Beashel |
Royal Sydney Yacht Squadron |
Syd Fisher |
Advance Australia KA 7 |
1982 |
Alan Payne |
North Sails – Hood Sails – Sailtech |
Aquacraft |
Iain Murray – Peter Gilmour |
Martin Visser – Rick Magrath |
Royal Y.C. of Victoria |
Richard Pratt |
Challenge 12 KA 10 |
1982 |
Ben Lexcen |
North Sails – Hood Sails |
Steve E. Ward and Co. |
John Stanley Savage |
Graeme Freeman – Gary Simmons – Phil Thompson |
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Canada |
Secret Cove Y.C. |
Secret Cove Y.C. Challenge – Marvin McDill |
Canada One KC 1 |
1982 |
Bruce Kirby |
North Sais– Sobstad |
Fred McConnell Marine, Ltd. |
Terry McLaughlin |
Andy Roy – Jeff Boyd – Peter Wilson |
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England
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Royal Burnham Y.C. |
Victory Syndacate – Peter de Savary |
Victory ‘83 K 22 |
1982 |
Ian Howlett |
North Sais– Hood Sails |
Fairey Allday Marine |
Chris Law |
Phil Crebbin – Rodney Pattison – Lawrie Smith – Harold
Cudmore – Dereck Clark – Adrian Jardine – Andrew Spedding
–Andrew Cooper |
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France |
Y.C. de France |
AFCA – Yves Rousset-Rouard |
France 3 F 3 |
1979 |
Johan Valentijjn – Jacques Fauroux |
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AFCA – Chantiers Dufour |
Brunò Troublè |
Jean Castene – – Frank Girard – Jacques Fauroux – Paul du
Saillant |
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Italia |
Y.C. Costa Smeralda |
Sfida Italiana ‘83 – Prince Karim Aga Khan IV |
Azzurra I 4 |
Jul 1982 |
Andrea Vallicelli
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North Sails
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Officina Meccanica ING. M |
Cino Ricci |
Mauro Pellaschier – Flavio Scala – Stefano Roberti – Tiziano
Nava – Lorenzo Mazza – Chicco Isenburg – Francesco de
Angelis |
Al termine dei tre Round Robin di selezione escono: lo Yacht Club de
France con "France 3" del consorzio AFCA guidato da Yves Rousset-Rouard,
il Royal Yacht Club of Victoria con "Challenge 12" ceduto da Alan Bond a
Richard Pratt (KA-10 - progetto Ben Lexcen - tim. John Savage) ed infine
"Advance Australia" di Syd Fisher e W. Pettingall - Royal Sydney Yacht
Squadron (KA-7 - progetto Alan Payne, tim. Iain Murray e Peter Gilmour)
barca così poco performante da essere messa in disarmo al termine delle
selezioni.
Nel quarto Round Robin, la semifinale, entrano "Australia II" di Alan
Bond - Royal Perth Yacht Club (KA-6 - progetto Ben Lexcen - tim. John
Bertrand), "Victory 83" di Peter de Savary - Royal Burnham Yacht Club
(K-22 - progetto Ian Howlett), "Azzurra" Consorzio Azzurra - Yacht Club
Costa Smeralda (I-4 - progetto Vallicelli - tim. Mauro Pelaschier) che,
data l'inesperienza in questo tipo di regata, si è comportata
egregiamente e "Canada 1" di Marvin McDill - Secret Cove Yacht Club (
KC-1 - progetto Bruce Kirby - timoniere Terry McLaughling).

Australia II |

Victory '83 |

Azzurra |

Azzurra - Victory '83
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Canada KC 1
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La finale sfidanti, dal 31 agosto al 5 settembre, vede opposta
"Victory 83", timonato alternativamente dal trio Phill Crebbin, Laurie Smith
e Rodney Pattison, ad "Australia II" portata da John Bertrand.
Con il 4-1 inflitto agli inglesi la barca australiana conquista la coppa
“Mumm” ed è “Challenger” della 25a edizione.

Alan Bond e John Bertrand - premiazione della Louis Vuitton Cup
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i Defenders
Conner non bada a spese ed a furbizie. Modificata "Freedom"; commissiona
a Valentijn "Magic" (US-38) barca più piccola e palesemente fuori stazza e a
Sparkman & Stevens "Spirit of America" (US-34) ed ha già in cantiere
"Liberty" (US-40), progetto Johan Valentijn, per il quale si fa emettere
vari certificati di stazza per assetti diversi di timone e chiglia, in modo
da poterli intercambiare secondo le condizioni di mare e vento presumibili
al momento della regata. Ai trials partecipano il Sindacato "Freedom
Camp. 1983 Ft. Schuyler Foundation" con "Liberty timonato da Dennis
Conner,il "People to People Sports Commmittee Defender-Courageous Syndacate"
di Chuck Kirsh con "Defender" (US-33) - progetto Dave Pedrik, skipper Tom
Blackaller ed il vecchio "Courageous" (US-26) con uno John Kolius che
purtroppo, visto il mezzo a disposizione, funge solo da comparsa. La
selezione si risolve a favore di “Liberty”.
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Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
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USA |
New York Y.C. |
People to People Sports Committee – Charles E. Kirsch |
Courageous US 26 |
1974 |
William Langan |
North Sails – Ulmer Sails |
Minneford’s Yacht Yard Inc. |
John Kolius |
Thomas D. Blackaller – John Bertrand – William Campbell –
Peter Stalkus |
People to People Sports Committee – Charles E. Kirsch |
Defender US 33 |
1982 |
David R. Pedrick |
North Sails |
Newport Ofshore, Ltd. |
Thomas D. Blackaller |
Roderick H. Davis – Gary Jobson – Peter Stalkus |
Maritime College at FT. Schuyler Found – George F. Jewett |
Liberty US 40 |
Jun 1983 |
Johan Valntijn |
North Sails – Sobstad
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Newport Offshore, Ltd. |
Dennis Conner |
John Marshal – Halsey Herreshoff – Thomas Whiddenl |
L’America’s Cup '83
Le regate
Vigilia movimentata. Infinite mosse e contro mosse del New York Yacht Club
nel tentativo di far squalificare "Australia II". Il motivo scatenante è l'aver
testato le appendici sommerse nella vasca navale olandese diretta da Peter Van
Oosanen.
Il 14 settembre ha inizio la Coppa America. “Australia II” e John
Bertrand mostrano tutto il loro potenziale; vincono la partenza e conducono
fino il secondo lasco quando la barca americana, sfuggita al marcamento
australiano, riesce nel sorpasso, si mantiene in testa e taglia la linea di
arrivo con un minuto e dieci di vantaggio. - Secondo match il 15. Conner
vince la partenza. Gli australiani transitano per primi alla boa "1" e si
mantengono in testa fino alla seconda bolina; Conner incalza spingendo
Bertrand in una zona bonaccia la regata è in mano americana; al traguardo il
distacco è di 1'33". - il 17 la regata è annullata per assenza di vento;
al momento “Australia” conduceva con più di sei minuti di vantaggio. - Il
18, vento non superiore i tre metri. Conner vince la partenza; sulla prima
boa "Australia II" ha un vantaggio superiore al minuto che si incrementa
fino ai 3' e 14” dell’arrivo. - Quarto match. Conner vince partenza e
regata con 43 secondi di distacco. Sul 3-1 gli americani non hanno mai
fallito la quinta prova. |
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- La partenza della quinto match è vinta Conner, Bertrand, partito in
anticipo rientra perdendo 37 secondi. “Liberty” ha in mano la regata, il
vento supera i 16 nodi, intensità ideale, ma cede la parte superiore
dell’albero e la vela perde la sua forma ideale. "Liberty" menomata,
Australia ha campo libero; la regata è sua con 1'47" di vantaggio. - Si
và alla sesta regata. Partenza ancora vinta da Conner. Un salto di vento
favorisce gli australiani che girano la boa "1" con 2'30" di vantaggio è
tagliano il traguardo con un distacco, su "Liberty", di 3 minuti e 29
secondi.
Il maggiore distacco patito da una barca americana nei 132
anni di storia.
Siamo sul 3-3. |
- Il 26 settembre - Match della vita. Conner vince la
partenza ed allunga, sulla quarta boa ha 47 secondi di vantaggio; la poppa
decide la regata. Conner, per assicurarsi la copertura, stramba e si
avvicina a Bertrand; mossa fatale, la serie di strambate avvantaggia
“Australia II” che gira la boa 6 avanti di 21 secondi. Nell’ultima bolina
John Bertrand blocca l’attacco di Conner e taglia con 41 secondi di
vantaggio. Sbigottimento generale. Per
gli australiani è il 4 – 3.
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Liberty / Australia II (3-4)
New York Yacht Club
“Liberty”
“Freedom
Camp. 1983 Ft. Schuyler Foundation” Presidente: George Jewet
Skipper: Dennis Conner
Progetto: Johan Valenttijn N. velico: US-40 Cantiere: Newport
Offshores Ltd. Vele: Lowel North varo: Newport – giugno 1983
LOA: 19,35 m; LWL: 13,69 m; beam: 3,70 m; sail area: 168 mq.
Timoniere: Dennis Conner Navigatore: Halsey C. Herreshoff
Tattico: Dennis Durgan Randa: John K. Maeshal Prua: Scott
Vogel
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Royal Perth Yacht Club
“Australia II”
“the America’s Cup
Challenge ‘83 Ltd” Presidente: Alan Bond Skipper: John
Bertrand Progetto: Ben Lexsen N. velico: KA-6 Cantiere:
Steve E. Ward & Brian Raley Vele: Tom Schnackenberg / Sobstad
Australia varo: Perth – giugno 1982 LOA: 19,21 m; LWL: 13,10
m; beam: 3,65 m; sail area: 175 mq.
Timoniere: John Bertrand
Navigatore: Grant Simmer Tattico: Hugh Trehane Randa: Colin
Beashel Prua: Damian Fewster
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Tolti i grembiuli si scopre l'arma vincente di "Australia II", le
famose appendici, due alette in chiglia.
Dopo 132 anni, la Coppa passa di mano e vola in Australia. Alan Bond ha
vinto la sua scommessa e Dennis Conner, per poco non ci rimette la testa,
testa, che molti dei compassati Soci dello NYYC auspicherebbero vedere
esposta al posto della “Vecchia Brocca” .
Festeggiamenti dopo la storica vittoria!

Bond esulta |
Arrivederci a Perth
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