Coppa America dalla XVIIª alla XXª edizione

Newport 1958 – 1967


La ripresa del 1958

Il 12 Metri S.I.

Il 12 M J.I. nasce dall’applicazione della formula di Stazza Metrica Internazionale stabilita nella Conferenza di Parigi del 1907. Il primo scafo varato in Inghilterra è "Heatherbell" disegnato lo stesso anno da Thomas Glen Coats.
Classe Olimpica nel 1908, 1912 e 1920, si diffonde principalmente nei paesi scandinavi.
Il successo della Classe è dovuto alle sue dimensioni ridotte, l’ottima velocità, l’abitabilità interna e la possibilità d’utilizzo sia in crociera sia in regata.

“Magda IX” scafo norvegese timonato da Johan Ankers medaglia d’oro alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912

Il Regolamento di Stazza Internazionale evolve, quello originali è in vigore a tutto il 1919. Il Secondo Regolamento valido dal 1 gennaio 1920 modifica sostanzialmente il piano velico che da aurico passa a bermudiano o Marconi. Alle Olimpiadi di Anversa del 1920 alla Classe 12M  sono assegnate due medaglie d’oro divise in pre e post 1920. Ambo le classifiche sono vinte da barche norvegesi.
Nel 1928, i cinque esemplari costruiti dal cantiere Abeking & Rasmunsen su progetto dello studio Burgees Rigg & Morgan segnano l’ingresso della Classe negli Stati Uniti.

L’ingresso della Classe negli Stati Uniti si ha nel 1928, con cinque esemplari costruiti dal cantiere Abeking & Rasmunsen su progetto dello studio Burgees Rigg & Morgan.

Le modifiche al Regolamento del 1933 danno vita ai 12 M J.I. di terza generazione. Un centinaio gli esemplari prodotti in maggioranza negli Stati Uniti ed in Inghilterra. I progetti sono a firma dei più quotati architetti navali, Nicholson, Fife, Herreshoff. Burgess, Stephens.

Il primo 12M studiato e progettato in vasca navale è “VIM” US-15 disegnato nel 1939 da Olin J. Stephens III per Harold Vanderbilt .

Equazione della formula dazza del terzo Regolamento:
L + 2D + ²V¯S-F
= 12
2,37

(L = L.O.C. misurato 18 cm sopra alla linea di galleggiamento - D = differenza della corda - S = superficie velica in bolina - F = bordo libero).

Immutati i parametri nella progettazione dei 12M Classe Coppa America.
Nell’arco dei trent’anni lo scafo passa, dal fasciame di mogano al lamellare, all’alluminio nel ’74, alla vetroresina e materiali compositi, nel 1987. L’evoluzione maggiore si ha nella carena, inizia con il distacco del timone dalla chiglia di “Constellation” (1967), evolve in pinna e termina con le alette di “Australia II” (1983).

 

I primi contatti, per ridar vita alle regate di Coppa tra il NYYC ed il RYS, la controparte inglese, risalgono al 1946 e vertono principalmente sul tipo d'imbarcazione da adottare. Nel 1956, l'allora Commodoro del New York Yacht Club, Henry Sears, a seguito degli accordi intervenuti con il Commodoro dello Squadron, Sir Ralph Gore, inoltra alla Corte Suprema dello Stato di New York la richiesta d’abrogazione di due regole del “Deed of Gift”:

 “i 44 piedi di lunghezza minima al galleggiamento per gli yacht ad un solo albero e l’obbligo, per lo sfidante, di raggiungere il punto di regata con i propri mezzi”.
Non potendosi più permettere barche imponenti e costose come i "Classe J" si opta per una barca estrema ma di dimensioni minori, da riservare alle future sfide di Coppa America.

L'accordo porta all'utilizzo del 12M J.I. Stazza Internazionale, barca più piccola, leggera e maneggevole dei Classe “J” pur restando di dimensioni notevoli con i suoi 21 metri di lunghezza fuori tutto, 14 al galleggiamento, 27 tonnellate di peso, 200 m² di superficie velica sorretti da un albero di 27 metri, un abbozzo d’alloggi interni ed un equipaggio 12/16 uomini.
Uno yacht da regata pura.

Nel 1958, il nuovo Regolamento di Coppa di America ribadisce che gli yacht, sfidante e defender, devono essere progettati e costruiti nei rispettivi paesi d’origine e stabilisce: numero di prove (sette); percorsi (primo match su doppio bastone di 6 miglia per lato; secondo match su triangolo equilatero di 8 miglia con primo lato di bolina e così via), lunghezza (24,3 miglia nautiche); abolizione dei compensi; possibilità di sostituire lo yacht sfidante con una settimana di preavviso.
Sono regolamentati inoltre, i sistemi di stazza, le selezioni e le decisioni del Comitato di Regata.

 


Riprendono le sfide

1958 – Si rifanno vivi gli inglesi.

Dopo 21 anni riprendono le sfide di Coppa. Nel giugno del 1957 il Royal Yacht Squadron lancia la sfida a nome di un sindacato formato da Hugh Goodson, in qualità di presidente, ed un certo numero di Soci dello Squadron. Con regolare bando di concorso il sindacato invita quattro dei maggiori architetti, Nicholson, Robb, Boyd e McGruer a progettare il nuovo 12 M presentando due modelli da testare in vasca navale. La scelta ricade su uno dei progetti firmati da David Boyd.
“Sceptre” (K-17), varato nell'aprile del 1958, è testato, con risultati mediocri, contro “Evaine” (K-2), (disegno Nicholson del 1936) completamente rimodernato e riarmato nel 1957/’58 dal suo nuovo armatore Owen Arthur Aisher. Gli allenamenti sono portati avanti con l’ausilio di due barche lepri, “Vanity V” K-5 (William Fife del 1935) e “Trivia” K-10 (Charles Nicholson del 1936).
Skipper Stan Bishop e timone affidato a Graham Mann.
 


Vim US 15

K-17 ed Evaine K-2 in allenamento 11 maggio 1958

 


Briggs S. Cunningham

Da parte americana quattro sindacati si contendono il titolo di defender.
Il sindacato con a capo Henry Sears vara, il 3 giugno 1958, "Columbia" (US-16), disegnato da Olin Stephens, (evoluzione di “Vim” (US-15) progetto dello stesso Stephens del 1939) con vele in terilene di Ted Hood e timone affidato a Briggs S. Cunningham.
Il sindacato guidato da Henry Mercer mette in acqua “Weatherly” (US-17), progetto Philip Rhodes con Arthur Knapp in veste di skipper.
Chandler Hovey arma per proprio conto “Easterner” (US-18), progetto H. Raymond Hunt, bello, veloce ma condotto con spirito amatoriale.
Ed infine “Vim”, di proprietà di John N. Mathews, con Emil "Guss" Mosbacher in veste di co-skipper.

 

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
Y.C.
Capt. John
N. Matthews
Vim
US 15
1939 Sparkman
& Stephens
Hood Sails
–-
Hard Sails
Henry B.
Nevins
Yacht Yard
Donald
Matthews
Emil “Bus” Mosbacher –
Richard Matthews –
Frederick E.“Ted” Hood
Sears & Cunningham
Syndacate

Henry Sears
Columbia
US 16
1958 Olin
J. Stephens
Hood Sails
–-
Ratsey &
Laphthorn
Henry B.
Nevins
Yacht Yard
Briggs S.
Cunningham
Henry Sears –
Olin J. Stephens –
Richard Bertram –
Arthur W. Knapp
Weatherly
Syndacate

Henry D. Mercer
Weatherly
US 17
1958 Philip L. Rhodes
Hood Sails Luders Marine
Costruction Co.
Arthur W. Knapp Edgard L. Raymond –
Frank Maclear
Easterner
Syndacate

Chandler Hovey
Easterner
US 18
1958 H. Raymond Hunt Hood Sails James E. Grave
 Inc.
  Charles F. Hovey –
Chandler “Bus” Hovey Jr. –
Raymon Hunt –
Sherman Morss –
Carleton Mitchell –
William Stetson

Al termine delle tre serie di regate escono “Easterner”, con nessuna vittoria all’attivo e “Weatherly” al terzo posto. La parità di prestazioni, tra “Columbia” e “Vim”, obbliga il Comitato selezionatore a far disputare una quarta serie di regate al termine della quale “Columbia” s’impone per 4 a 2, vincendo l'ultimo match con soli 12 secondi di vantaggio.

 


Percorso, di 24,3 miglia, triangolo equilatero di 8 miglia di lato o bastone di 6 miglia da percorrere due volte.
Columbia / Sceptre (4 – 0)
(al meglio delle 7 prove)

New York Yacht Club
“Columbia”
“Henry Sears Syndacate”
Presidente: Henry Sears
Skipper: Briggs S. Cunningham
Progetto: Olin J. Stephens II
N. velico: US-16
Cantiere: Nevins Shipyard - City Island N.Y.
Vele: Ted Hood
varo: City Island - 3 giugno 1958
LOA: 21,21 m; LWL: 13,93 m; beam: 3,55 m; sail area: 173 mq.

Timoniere: Briggs S. Cunningham
Navigatore: Henry Sears
Tattico: Olin J. Stephens
Randa: Colin Ratsey
Prua: Halsey C. Herreshoff
Royal Yacht Squadron
 “Sceptre”
“Royal Yacht Squadron Syndicate”
Presidente: Hugh Goodson
Skipper: Stanley Bishop
Progetto: David Boyd
N. velico: K-17
 Cantiere: Alexander Robertson & Sons Ltd
Vele: Ratsey

varo: Sandbank - aprile 1958
LOA: 21 m; LWL: 14,14 m; beam: 3,56 m; sail area: 172 mq.

Timoniere: Graham Mann – Colin Ratsey
Navigatore: Jock Brooks
Tattico: Stanley Bishop
Randa: Ian Lennox
Prua: Tim Langford

 

Le regate si corrono a Newport dal 21 al 26 settembre.
“Columbia” surclassa “Sceptre” 4-0 infliggendogli distacchi abissali: 7'44" nel primo match; 11'22" nel secondo; 8'20" nel terzo ed infine 6 minuti e 50 secondi nel quarto.

 

1962 - Ci provano gli Australiani.

Nella primavera del 1960 il New York Yacht Club accetta la sfida del Royal Sydney Yacht Squadron, lanciata per conto del Sindacato guidato dal magnate dell'editoria Sir Franck Packer e finanziato in parte dalla "Ampol Petroleum Company".  

Per acquisire l’esperienza necessaria nel campo dei 12 metri, gli australiani, noleggiano "Vim" ed affidano ad Alan Payne  il progetto dell’imbarcazione.
La nuova barca, “Gretel” (KA-1), varata il 28 febbraio 1962, inizia subito la lunga messa a punto che porta, oltre a modifiche alle attrezzature ad innumerevoli riposizionamenti del piano velico, con conseguente test di un numero spropositato di giochi di vele. L'utilizzo del dacron (tessuto sintetico prodotto dall’americana Du Pont) da parte di Hood, (velaio nord americano), è reso possibile dal buco del regolamento che non elenca specificatamente quali parti delle attrezzature (vedi anche i verricelli), devono essere prodotte nella nazione d’origine della barca. 

Gli americani varano, nel maggio 1962, “Nefertiti” (US-19), nuovo progetto di Frederick E. Hood per il sindacato di Ross Anderson, Commodoro del "Boston Yacht Club", e riarmano i reduci dalla precedente sfida: "Columbia”, “Easterner” e “Weatherly”, modificato da Luders nel dislocamento.
A metà giugno inizia il lungo ciclo di preparazione.

 

Newport giugno 2000
 


Columbia US 16

Easterner US 18

Nefertiti US 19

"Easterner", a corto di vele e con il suo equipaggio amatoriale, esce subito dalla scena; “Columbia”, con un nuovo equipaggio, è battuto, sia da "Nefertiti" sia da "Weatherly".
Le tre vittorie di Buss Mosbacher sul rivale Ted Hood, al timone di Nefertiti, danno a Weatherly il titolo di defender.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
Y.C.
Paul Shields Columbia
US 16
1958       Cornelius
Shield
Olin Stephens –
Rodrerik Stephens –
Stephens Van Dyck
Weatherly
Syndacate

Henry D. Mercer
Weatherly
US 17
1958 Philip L. Rhodes
 /
"Bill" Luders
Hood Sails Luders Marines Emil "Buss"
Mosbacher
Richard Matthews –
Edgard Bainbridges –
Donald Matthews –
Victor Romagna –
George Oday –
Robert Derecktor –
Robert Gibson
Easterner
Syndacate

Chandler Hovey
Easterner
US 18
1958       Leif Neilsen Raymond Hunt
Anderson & Purcell
Syndacate

Ross Anderson
Nefertiti
US 19
May
1962
Frederick E. Hood Hood Sails James E. Grave Inc.
& Little Harbour Yard
Frederick E. Hood Donald MacNamara –
Pierre s. du Pont –
Ross Anderson

 


 Emil "Buss" Mosbacher

Il 15 settembre primo match di Coppa America. "Weatherly" termina, le 24,3 miglia del percorso a bastone, con un vantaggio di 3'46".
Secondo match il 18, vento fresco, percorso a triangolo. "Weathely" rompe il tangone; "Gretel" passa in testa e vince con 47" di distacco. Entusiasmo da parte australiana e prima vittoria di un challenger dopo quella di "Endeavour" del '34.
Terzo match il 20; il vento leggero e due errori di Sturrock lasciano campo libero a Mosbacher che taglia con 8'40".
Quarta prova il 22; percorso a triangolo, vento mai oltre i quattro nodi, condizione ideale per "Weatherly" che vince, dopo l'estenuante rimonta di "Gretel", con soli 26". Siamo sul 3 a 1.
Nel quinto e decisivo match si spegne definitivamente ogni speranza australiana. "Buss" Mosbacher, taglia con 3'40" di vantaggio.

 

Weatherly / Gretel (4 – 1)

New York Yacht Club
 “Weatherly”
“Weatherly Sindacate”
Presidente: Henry D. Mercer
Skipper: Emil ‘Buss’ Mosbacher Jr.
Progetto: Philip L. Rodes
rimodernato da Bill Luders nel 1962
N. velico: US-17
Cantiere: Luders Marine Construction Co (Stanford)
Vele: Ted Hood
varo: giugno1958 (Stanford)
LOA: 21 m;  LWL: 13,84 m; beam: 3,55 m; sail area: 170 mq.

Timoniere: Emil ‘Buss’ Mosbacher Jr.
Navigatore: Richard Matthews
Tattico: Victor A. Romagna
Randa:
Prua: Leo ‘Buddy’ Bombard
Royal Sydney Yacht Squadron
 “Gretel”
“Australian America’s Cup Challenge”
Presidente: Sir Frank Packer
Skipper: Alexander ‘Jock’ Sturrock
Progetto: Alan Payne
N. velico: KA-1
Cantiere: Lars Halvorsen & Sons Pty Ltd
Vele: Pearce & Cole
varo: Ryde on Paratama River  - febbraio 1958
LOA: 21,16 m; LWL: 13,84 m; beam: 3,58; sail area: 171 mq.

Timoniere: Gordon Ingate
Navigatore: Terry Hammond
Tattico: Garry Jobson Bishop
Randa:
Prua:

“Gretel”, ha dato battaglia senza mai arrendersi. Con più vento e senza un Emil “Buss” Mosbacher al timone, forse le cose sarebbero potute andare diversamente.

 

1964 – Inglesi testardi.

Preoccupati dalle buone prestazioni di “Gretel”, gli americani corrono ai ripari modificando il “Deed of Gift”. Nella nuova stesura si specifica che, oltre allo scafo, tutte le attrezzature comprese vele e tessuti, devono essere prodotti nel paese d’origine.

 

Da quest’edizione in poi, le regate di Coppa si corrono secondo le regole IYRU (International Yacht Racing Union) applicandone il “Regolamento di Regata” ed il tipo di percorso.

Sì regata su triangolo olimpico con lato di bolina di 4,5 miglia (bolina / lasco/ lasco / bolina / poppa / bolina) per un totale di 24,3 miglia.

La brutta sconfitta, patita nel ’58, brucia l’orgoglio inglese spingendo Anthony Boyden, membro influente del Royal Thames Yacht Club, a ritentare la conquista.
Il 12m “Sovereign” (K-12), su progetto di David Boyd, varato nel giugno del 1963, inizia gli allenamenti con “Sceptre”, modificato e migliorato, senza dimostrare un’effettiva superiorità. Al timone Peter Scott, esperto nelle classi olimpiche, ma i impreparato per quanto riguarda i 12M. Nell’agosto dello stesso anno, sollecitati da Boyden, scendono in lizza i fratelli australiani Livingstone ordinando a Boyd un loro 12M che, per mancanza di tempo e per il contenere i costi, è disegnato sulla falsa riga del precedente progetto.
Stug Perry, al timone di “Kurrewa V” (K-13 o K-3 per scaramanzia anglosassone) dotato di vele “Hood” (non utilizzabili in Coppa), mette serie in difficoltà “Sovereign”, tanto da rinviare la scelta del challenger alle regate d’allenamento previste a Newport per l’agosto del ’64, al termine delle quali “Sovereign”, la spunta la qualificazione solo per le migliori prestazioni con vento leggero.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
U.K Royal Thames
Y.C.
Frank W.
Livingstone
Kurrewa
K 3
1963 David Boyd Bruce Bank

Ratsey & Lapthorn

Seahorse
Alex Robertson & Sons Stug Perry Ralph Farrant
James A.J.
Boyden
Sovereign
K 12
1963 David Boyd Bruce Bank

Ratsey & Lapthorn

Seahorse
Alex Robertson & Sons Peter M.
Scott
Dan Bradby–
Bruce Bank–
Paul Anderson–
Robert Dean–
Robin Fuger

Ai trials, di metà giugno, gli americani mettono in acqua “Constellation” (US-20), disegnato da Olin Stephens per il sindacato condotto da Walter Gubelmann, con Eric Rider al timone; “American Eagle” (US-21), progetto Bill Luders per l’Aurora Syndacate di Pierre S. du Pont con W.S. Cox come skipper e “Nefertiti” (US-19) skipper, Bill Ficker.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
Y.C.
T. Patrick
Dougan
Columbia
US 16
1958   North Sails –
Bruce Bank
Henry B. Nevins Gerald Driscol Walter Podolakt –
Bill Lilly –
Ron Young
Chandler Hovey Easterner
US 18
1958 Raymond Hunt Hood Sails James E. Grave Inc. Sammy Wakeman Raymond Hunt –
Charles Hovey, Jr.
Anderson & Purcell
Syndacate

Ross Anderson, Jr.
Nefertiti
US 19
1962 Frederick E. Hood Hood Sails James E. GraveInc.
& Littlee Harbour Yard
"Ted" Hood Donald McNamara –
Pierre S. du Pont –
Ross Anderson
Walter S.
Gubelman
Constellation
US 20
1964 Olin J. Stephens Hard Sails

Hood Sails
Minneford’s
Yacht Yard Inc.
Robert N. Bavier Dun Gifford –
Roderick Stephens
Aurora
Syndacate

Pierre S. du Pont
America Eagle
US 21
1964 "Bill" Luders Hood Sails Luders Marine William S. Cox Hasley Herreshoff –
Bill Stenton

“Constellation”, grazie all’affido del timone a Bob Bavier e all’ingresso dei fratelli Olin e Rodney Stephens nell’afterguard ribaltata, a fine agosto, la previsione che dava per favorito “American Eagle”.


American Eagle US-21

Le regate di Coppa America partono il 15 settembre.
Nel primo match il ritardo di “Sovereign” è di cinque minute e trentaquattro secondi.
Non va meglio il 17; il distacco da “Constellation” è di 20’ e 34”. Il secondo maggior distacco nella storia della Coppa.
Terzo match il 19. Le cose, si fa per dire, migliorano, siamo solo 6’ e 33”.
Quarto match il 20. “Constellation” chiude la 19ª Coppa vincendo la regata con 15 minuti e 40 secondi di vantaggio.

Constellation / Sovereign (4 – 0)
New York Yacht Club
 “Constellation”
“The Constellation Sindacate”
Presidente: Walter Gubelmann
Skipper: Eric Ridder
Progetto: Olin Stephens
N. velico: US-20
cantiere: Minneford’s Yacht Yard Inc.
vele: Ted Hood
varo: City Island - primavera 1964
LOA: 20,82 m ; LWL: 14,05 m; beam: 3,66 m; sail area: 170 mq.

Timoniere: Robert N. Bavier Jr.
Navigatore: K. Dun Gifford
Tattico: Rod Stephens
Randa: Stephen Van Dyck
Royal Thames Yacht Club
 “Sovereign”
“Anthony J. Boyden Sindacate”
Presidente: Anthony J. Boyden
Skipper: Paul Anderson
Progetto: David Boyd
N. velico: K-12
Cantiere: A Robertson & Sons Yacht Builders
Vele: Bruce Banks
varo: Sadbanks - giugno 1963
LOA: 21,08 m ; LWL: 13,91 m; beam: 3,81 m; sail area:: 175 mq.

Timoniere: Peter Scott
Navigatore: Dan Bradly
Tattico: Bruce Banks
Randa:
Ultima barca inglese a ricoprire il ruolo di challenger.

 

1967 - .... e gli australiani pure.

Seconda sfida australiana portata avanti da un sindacato capeggiato da Emil Christiensen al quale aderiscono dodici gruppi industriali di Melbourne.
Il “Dame Pattie” (KA-2), frutto della matita di Warwick Hood, ha vele di Joe Pearce in “Kadron”, tessuto sintetico studiato e prodotto in Australia e, in prima assoluta, un calcolatore elettronico installato a bordo.

Ai trials americani partecipano, “Intrepid” (US-22), nuovo progetto d’Olin Stephens, armato per conto dell' “Intrepid Sindacate" diretto da W. J. Strawbridge (del quale fa parte anche Harold S. Vanderbilt) ed affidato alle mani esperte d’Emil "Gus" Mosbacher, “American Eagle” ed il “Columbia” ridisegnato da Gerry Driscoll e timonato da Briggs Cunningham.
Per svolgere i test comparativi fatto rientrare “Constellation” (US-20), noleggiato dal Barone Bich per preparare la prossima sfida francese.

Nazione Yacht Club Sindacato Nome / n° anno Designer Vele Cantiere Skipper Afterguard
USA New York
 Y.C.
Paul Shields Columbia
US 16
1958 Gerry Driscoll North Sails Driscoll Custom
Boats
Briggs S.
Cunningham
Lowell North –
Tom Schock –
Don Vaughan –
William Ficker
  American Eagle
US 21
1964 Philip L. Rhodes /
"Bill" Luders
Hood Sails Luders Marines George R.
Hinman
William Cox –
Anthony Parker –
Clayton Ewin –
Irving Pratt
Intrepid
Syndacate

William J.
Strawbridge
Intrepid
US 22
May
1967
Olin Stephens Hood Sails Minneford’s
Yacht Yard Inc.
Emil “Bus”
Mosbacher
George Oday –
 “Gerry” Driscoll –
Edward “Ned” Hall –
Wallace E. Tobin –
Robert A. Connell –
Vincent Monte-Sano –
Leo “Buddy” Bombard

Nel progetto “Intrepid”, Stephens utilizza una chiglia più corta separata dal timone dotata di “trim-tab”, sposta sotto coperta “coffee-grinders” ed addetti alla manovra, sdoppia la ruota del timone e, per migliorarne la stabilità, abbassa boma e piano velico.

Colpo di cannone il 12 settembre. Si corre la 20ª sfida di Coppa America.
“Dame Pattie” regata al meglio; “Intrepid” taglia l'arrivo con circa sei minuti di vantaggio.
Secondo match il 13, risultato non dissimile.
Terzo, il giorno successivo, 4'40" a fine triangolo.
Quarto match il 18. Risultato sempre a favore di “Intrepid”; distacco finale 3'35".

Intrepid / Dame Pattie (4 – 0)
New York Yacht Club
 “Intrepid”
“Intrepid Syndicate”
Presidente: Burr Bartram
Skipper: Emil ‘Bus’ Mosbacher Jr.
Progetto: Olin Stephens II
N. velico: US-22
Cantiere: Minneford’s Yacht Yard Inc.
Vele: Ted Hood
varo: City Island - maggio 1967
LOA: 19,66 m ; LWL: 14,26 m; beam: 3,66 m; sail area: 164 mq.

Timoniere: Briggs S. Cunningham
Navigatore: Wallace E. Tobin
Tattico: George O’Day
Randa: Edward C. ‘Ned’ Hall
Prua: ‘Buddy’ Bombard
Royal Sydney Yacht Squadron
 “Dame Pattie”
“Emil Christiansen Syndacate”
Presidente: Emil Christiansen
Skipper: Alexander ‘Jock’ Sturrock
Progetto: Warwick J. Hood
N. velico: KA-2
Cantiere: William H. Carnet, Pty Ltd.
Vele: Hood loft
varo: Sydney 1966
LOA: 19,86 m ; LWL: 14,05 m; beam: 3,39 m; sail area: 167 mq.

Timoniere: ‘Jock ‘ Sturrock
Navigatore: Norman J. Wright
Tattico: Norman Booth
Randa:
Prua:
“Intrepid” mantiene saldamente la Coppa nei saloni del New York Yacht Club.

© 2000
Egidio Nocera
egnoc@tiscali.it
(V revisione © marzo 2007)

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