Storia della Coppa America
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“Magda IX” scafo norvegese timonato da Johan Ankers medaglia d’oro alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912 |
Il Regolamento di Stazza Internazionale evolve, quello originali è in
vigore a tutto il 1919. Il Secondo Regolamento valido dal 1 gennaio 1920
modifica sostanzialmente il piano velico che da aurico passa a bermudiano o
Marconi. Alle Olimpiadi di Anversa del 1920 alla Classe 12 metri sono
assegnate due medaglie d’oro divise in pre e post 1920. Ambo le classifiche
sono vinte da barche norvegesi.
Nel 1928, i cinque esemplari costruiti
dal cantiere Abeking & Rasmunsen su progetto dello studio "Burgees
Rigg & Morgan" segnano l’ingresso della Classe negli Stati Uniti.
Le modifiche al Regolamento del 1933 danno vita ai 12M
JI di terza generazione. Un centinaio gli esemplari prodotti in maggioranza
negli Stati Uniti e in Inghilterra su progetti a firma dei più quotati
architetti navali, Nicholson, Fife, Herreshoff. Burgess, Stephens.
Disegnato nel 1939 da Olin Stephens per Harold Vanderbilt “VIM” US-15
risulta essere il primo 12M studiato e progettato in vasca navale.
Equazione della formula stazza del terzo Regolamento:
L + 2D +
²V¯S-F = 12
2,37
La stessa formula è applicata nella progettazione dei
12M Classe Coppa America.
Nell’arco dei trent’anni la costruzione dello
scafo passa dal fasciame al lamellare, all’alluminio nel ’74, alla
vetroresina e materiali compositi, nel 1987. L’evoluzione maggiore si ha
nella carena, essa inizia con il distacco del timone dalla chiglia di
“Intrepid” (1967), per poi evolvere in pinna e terminare con le alette di
“Australia II” (1983).
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I primi contatti, per ridar vita alle regate di
Coppa tra il NYYC e il RYS, la controparte inglese, risalgono al 1946 e
vertono principalmente sul tipo d'imbarcazione da adottare. Nel 1956,
l'allora Commodoro del New York Yacht Club, Henry Sears, a seguito degli
accordi intervenuti con il Commodoro dello Squadron, Sir Ralph Gore,
inoltra alla Corte Suprema dello Stato di New York la richiesta
d’abrogazione di due regole del “Deed of Gift: |
L'accordo porta all'utilizzo del 12M
Stazza Internazionale, barca più piccola, leggera e maneggevole dei
Classe “J” pur restando di dimensioni notevoli con i suoi 21 metri di
lunghezza fuori tutto, 14 al galleggiamento, 27 tonnellate di peso, 200
m² di superficie velica sorretti da un albero di 27 metri, un abbozzo
d’alloggi interni e un equipaggio di 11/16 uomini. |
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Dopo 21 anni riprendono le sfide di Coppa. Nel giugno del 1957 il Royal
Yacht Squadron lancia la sfida a nome del sindacato formato da Hugh Goodson,
in qualità di presidente, e un certo numero di Soci dello Squadron. Con
regolare bando di concorso il sindacato invita quattro dei maggiori
architetti, Nicholson, Robb, Boyd e McGruer a progettare il nuovo 12M
presentando ciascuno due modelli da testare in vasca navale. La scelta
ricade sul progetto a firma David Boyd.
“Sceptre” (K-17), varato nell'aprile del 1958, è testato, con risultati
mediocri, contro “Evaine” (K-2), (disegno Nicholson del 1936) completamente
rimodernato e riarmato dal suo nuovo armatore Owen Arthur Aisher nel
1957/’58. Gli allenamenti sono portati avanti con l’ausilio di due barche
lepri, "Vanity" K-5 (William Fife
del 1935) e "Trivia" K-10
(Nicholson 1937).
Skipper di Evaine, Stan Bishop con al timone Graham
Mann.
![]() Vim US 15 |
![]() K-17 e Evaine K-2 in allenamento 11 maggio 1958 |
Da parte americana quattro sindacati si contendono il titolo di
defender.
Il sindacato con a capo Henry Sears vara, il 3 giugno
1958, "Columbia" (US-16), disegnato da
Olin Stephens, (evoluzione di “Vim” [US-15] progetto dello
stesso Stephens del 1939) con vele in terilene di
Ted Hood e timone affidato a
Briggs Cunningham.
Il sindacato guidato da Henry Mercer mette in acqua “Weatherly”
(US-17), progetto Philip Rhodes con Arthur Knapp in veste di
skipper.
Chandler Hovey arma per proprio conto “Easterner”
(US-18), progetto H. Raymond Hunt, bello, veloce ma condotto con
spirito amatoriale.
Infine “Vim”, di proprietà di John N. Mathews, skipper e timoniere
Donald Matthews co-skipper
Emil "Bus" Mosbacher.
| Nazione | Yacht Club | Sindacato | Nome / n° | anno | Designer | Vele | Cantiere | Skipper | Afterguard |
| USA |
New York Y.C. |
Capt. John N. Matthews |
Vim US 15 |
1939 |
Sparkman & Stephens |
Hood Sails –- Hard Sails |
Henry B. Nevins Yacht Yard |
Donald "Dan Matthews |
Emil “Bus” Mosbacher Richard Matthews Frederick E.“Ted” Hood |
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Sears & Cunningham Syndacate – Henry Sears |
Columbia US 16 |
1958 |
Olin J. Stephens |
Hood Sails –- Ratsey & Laphthorn |
Henry B. Nevins Yacht Yard |
Briggs S. Cunningham |
Henry Sears Olin J. Stephens Richard Bertram Arthur W. Knapp |
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Weatherly Syndacate – Henry D. Mercer |
Weatherly US 17 |
1958 |
Philip L. Rhodes |
Hood Sails |
Luders Marine Costruction Co. |
Arthur W. Knapp |
Edgard L. Raymond Frank Maclear |
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Easterner Syndacate – Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 | H. Raymond Hunt | Hood Sails |
James E. Grave Inc. |
Charles F. Hovey Chandler “Bus” Hovey Jr. Raymon Hunt Sherman Morss Carleton Mitchell William Stetson |
Al termine delle tre serie di regate escono “Easterner”, con nessuna vittoria all’attivo e “Weatherly” al terzo posto. La parità di prestazioni, tra “Columbia” e “Vim”, obbliga il Comitato selezionatore a far disputare una quarta serie di regate che vede imporsi “Columbia” per 4 a 2 - soli 12 secondi nell'ultimo match.
Percorso, di 24,3 miglia, triangolo equilatero di 8 miglia di lato o bastone di 6 miglia da percorrere due volte. |
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New York Yacht Club
|
Royal Yacht Squadron
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Le regate si corrono a Newport dal 20 al 26 settembre.
Primo match sabato 20; bastone di 24 miglia. Dopo la partenza
pareggiata, Columbia distanzia il suo rivale tanto da avere 7’40” di
vantaggio alla prima boa. Sceptre recupera in poppa fino a portarsi a
2’20” sulla boa 2 per poi riperdere inesorabilmente nella seconda
bolina; 7’44”il ritardo finale.
Si riprende il lunedì 22; vento: 9 nodi in calo. il Comitato è costretto
ad annullare sul terzo lato con Columbia al comando.
Si riprende il 24 sempre con vento leggero. Dopo l'ottima partenza di
Graham Mann, Cunningham si porta al comando e termina la prova con
11’27” di vantaggio.
Il bastone del 25 parte con un vento di 20 nodi. Sceptre non si riscatta
accumulando un ritardo di 8’20” all'arrivo.
Il 26 condizioni meteo simili al giorno precedente. All’ottima partenza
inglese segue una piccola serie di disastri. Prima del giro di boa la
scotta del genoa si incattivisce nel passascotte, in issata si strappa
la ritenuta dello spinnaker e dopo poco si spezza il boma a monte del
caricabasso. Dopo la riparazione di fortuna, gli inglesi portano a
termine gli ultimi due lati del triangolo con soli 6’52” di ritardo.
“Columbia” surclassa “Sceptre” 4-0.
Nella primavera del 1960 il New York Yacht Club accetta la sfida del Royal Sydney Yacht Squadron, lanciata per conto del Sindacato guidato dal magnate dell'editoria Sir Franck Packer e finanziato in parte dalla "Ampol Petroleum Company".
Per acquisire l’esperienza necessaria nel campo dei 12 metri, gli
australiani, noleggiano "Vim" e affidano all’australiano Alan Payne il
progetto dell’imbarcazione. La nuova barca, “Gretel” (KA-1), varata il
28 febbraio 1962, inizia subito la lunga messa a punto che porta, oltre
a modifiche alle attrezzature ad innumerevoli riposizionamenti del piano
velico, con conseguenti test di un numero spropositato di giochi di
vele. L'utilizzo del dacron (tessuto sintetico prodotto dall’americana
du Pont) da parte della veleria Pearce and Cole su progetto
Hood, è reso possibile dal buco nel regolamento che non elenca
specificatamente quali parti delle attrezzature devono essere prodotte
nella nazione d’origine della barca.
Gli americani varano, nel maggio 1962, “Nefertiti” (US-19), nuovo
progetto di Frederick E. Hood
per il sindacato di Ross Anderson, Commodoro del "Boston Yacht Club", e
riarmano i reduci dalla precedente sfida: "Columbia”, “Easterner” e
“Weatherly”, quest'ultimo modificato da Luders nel dislocamento.
A metà giugno inizia il lungo ciclo di preparazione. In queste prime
battute Nefertiti impressiona positivamente vincendo 10 delle 12 regate
di prova. Le selezioni iniziano il 15 agosto, il comportamento del
Columbia mostra dei limiti, Easterner, come nelle selezioni precedenti
armato in proprio dalla famiglia Hovey, a corto di vele e d’equipaggio
non riesce a vincere nessuna prova, Nefertiti conferma i comportamenti
della vigilia battendo per due volte Columbia e Weatherly che a sua
volta aveva battuto per due volte Columbia.
Dalla prima screma escono Easterner e Columbia.
Newport giugno 2000 |
![]() Columbia US 16 |
![]() Easterner US 18 |
![]() Nefertiti US 19 |
La sfida a due si risolve a favore di Weatherly. "Bus" Mosbacher batte nettamente Ted Hood al timone di Nefertiti,
| Nazione | Yacht Club | Sindacato | Nome / n° | anno | Designer | Vele | Cantiere | Skipper | Afterguard |
| USA |
New York Y.C. |
Paul Shields |
Columbia US 16 |
1958 |
Olin Stephens |
Hood Sails |
Cornelius Shield |
Olin Stephens Rodrerik Stephens Stephens Van Dyck |
|
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Weatherly Syndacate – Henry D. Mercer |
Weatherly US 17 |
1958 |
Philip L. Rhodes / "Bill" Luders |
Hood Sails | Luders Marines |
Emil "Bus" Mosbacher |
Richard Matthews Edgard Bainbridges Donald Matthews Victor Romagna George Oday Robert Derecktor Robert Gibson |
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Easterner Syndacate – Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 | H. Raymond Hunt | Hood Sails | Leif Neilsen | Raymond Hunt | |||
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Anderson & Purcell Syndacate – Ross Anderson |
Nefertiti US 19 |
May 1962 |
Frederick E. Hood | Hood Sails |
James E. Grave Inc. & Little Harbour Yard |
Frederick E. Hood |
Donald MacNamara Pierre s. du Pont Ross Anderson |
Il 15 settembre primo match di Coppa America. "Weatherly" termina, le
24,3 miglia del percorso a bastone, con un vantaggio di 3'46".
Secondo
match il 18, vento fresco, percorso a triangolo. "Weathely" rompe il
tangone; "Gretel" passa in testa e vince con 47" di distacco. Entusiasmo da
parte australiana e prima vittoria di un challenger dopo quella di
"Endeavour" nel 1934.
Terzo match il 20; il vento leggero e due errori di Sturrock
lasciano campo libero a Mosbacher che taglia con 8'40".
Quarta prova il
22; percorso a triangolo, vento mai oltre i quattro nodi, condizione ideale
per "Weatherly" che vince, dopo l'estenuante rimonta di "Gretel", per soli
26". Siamo sul 3 a 1.
Nel quinto e decisivo match si spegne
definitivamente ogni speranza australiana.
"Bus" Mosbacher, taglia con 3'40" di vantaggio.
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New York Yacht Club
|
Royal Sydney Yacht
Squadron
|
Amara conclusione per “Gretel” che ha dato battaglia senza mai arrendersi.
Il 7 dicembre 1962, gli americani, preoccupati dalle ottime prestazioni di “Gretel”, corrono ai ripari precisando che le norme sulla nazionalità stabilite dal “Deed of Gift” si applicano oltre allo scafo a tutte le attrezzature comprese vele, tessuti, vernici e materiali che devono essere prodotti nel paese d’origine dello sfidante. Qualora lo sfidante non fosse in grado di produrli nel proprio paese questi, su specifica richiesta, potranno essere reperiti in un paese terzo purché non quello del temporaneo detentore della Coppa
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Da quest’edizione le regate di Coppa si corrono secondo le regole IYRU (International Yacht Racing Union) applicandone “Regolamento di Regata” e tipo di percorso. Sì regata su triangolo olimpico con lato di bolina di 4,5 miglia (bolina/lasco/lasco/bolina/poppa/bolina) per un totale di 24,3 miglia. |
La brutta sconfitta, patita nel ’58, brucia l’orgoglio inglese
spingendo Anthony Boyden, membro influente del Royal Thames Yacht
Club, a ritentare la conquista.
Il 12m “Sovereign” (K-12), su
progetto di David Boyd, varato il 6 giugno del 1963, inizia gli
allenamenti con “Sceptre”, modificato e migliorato, senza dimostrare
un’effettiva superiorità. Al timone Peter Scott, esperto timoniere
di classi olimpiche, ma impreparato nei 12M.
Nell’agosto dello stesso anno, sollecitati da Boyden,
scendono in lizza i fratelli australiani Livingstone ordinando a
Boyd un loro 12M che, per mancanza di tempo e per il contenimento
dei costi, risulta essere il gemello di Sovereign.
Stug Perry, al timone di “Kurrewa V” (K-13 o K-3 per scaramanzia
anglosassone) dotato di vele della “Hood america" (non utilizzabili
in Coppa), mette in serie difficoltà “Sovereign”, tanto da rinviare
la scelta del challenger alle regate d’allenamento previste a
Newport per l’agosto del ’64. Al termine dei trial in acque
americane “Sovereign” spunta la qualifica solo per le migliori
prestazioni con vento leggero.
| Nazione | Yacht Club | Sindacato | Nome / n° | anno | Designer | Vele | Cantiere | Skipper | Afterguard |
| U.K |
Royal Thames Y.C. |
Frank W. Livingstone |
Kurrewa K 3 |
1963 | David Boyd |
Bruce Bank – Ratsey & Lapthorn – Seahorse |
Alex Robertson & Sons | Stug Perry | Ralph Farrant |
|
James A.J. Boyden |
Sovereign K 12 |
1963 | David Boyd | Alex Robertson & Sons |
Peter M. Scott |
Dan Bradby Bruce Bank Paul Anderson Robert Dean Robin Fuger |
Ai trials, di metà giugno, gli americani mettono in acqua “Constellation” (US-20), disegnato da Olin Stephens per il sindacato condotto da Walter Gubelmann, con Eric Rider al timone; “American Eagle” (US-21), progetto Bill Luders per l’Aurora Syndacate di Pierre S. du Pont con W.S. Cox come skipper e “Nefertiti” (US-19) skipper, Bill Ficker.
| Nazione | Yacht Club | Sindacato | Nome / n° | anno | Designer | Vele | Cantiere | Skipper | Afterguard |
| USA |
New York Y.C. |
T. Patrick Dougan |
Columbia US 16 |
1958 |
North Sails – Bruce Bank |
Henry B. Nevins | Gerald Driscol |
Walter Podolakt Bill Lilly Ron Young |
|
| Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 | Raymond Hunt | Hood Sails | James E. Grave Inc. | Sammy Wakeman |
Raymond Hunt Charles Hovey, Jr. |
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Anderson & Purcell Syndacate – Ross Anderson, Jr. |
Nefertiti US 19 |
1962 | Frederick E. Hood | Hood Sails |
James E. GraveInc. & Littlee Harbour Yard |
"Ted" Hood |
Donald McNamara Pierre S. du Pont Ross Anderson |
||
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Walter S. Gubelman |
Constellation US 20 |
1964 | Olin J. Stephens |
Hard Sails – Hood Sails |
Minneford’s Yacht Yard Inc. |
Robert N. Bavier |
Dun Gifford Roderick Stephens |
||
|
Aurora Syndacate – Pierre S. du Pont |
America Eagle US 21 |
1964 | "Bill" Luders | Hood Sails | Luders Marine | William S. Cox |
Hasley Herreshoff Bill Stenton |
“Constellation”, grazie all’affido del timone a Bob Bavier e all’ingresso dei fratelli Olin e Roderick Stephens nel pozzetto ribaltata la previsione che dava per favorita “American Eagle” vincendo tre delle quatto regate svolte tra il 21 e il 2 settembre.
![]() American Eagle US-21 |
Le regate di Coppa America partono il 15 settembre.
Nel primo
match il ritardo di “Sovereign” è di 5'34".
Non va meglio il 17; il
distacco da “Constellation” è di 20’24”. Il secondo maggior distacco
nella storia della Coppa.
Terzo match il 19. Le cose, si fa per dire,
migliorano, siamo solo 6’33”.
Quarto match il 20. “Constellation” chiude la 19ª Coppa vincendo la
regata con 15'40" di vantaggio.
![]() |
![]() |
New
York Yacht Club
|
Royal
Thames Yacht Club
|
Seconda sfida australiana mossa dal sindacato
capeggiato da Emil Christiensen al quale aderiscono dodici gruppi
industriali di Melbourne.
Il “Dame Pattie” (KA-2), frutto della
matita di Warwick Hood, ha vele di Joe Pearce in “Kadron”, tessuto
sintetico studiato e prodotto in Australia e, in prima assoluta, un
elaboratore elettronico installato a bordo.
Ai trials americani partecipano, “Intrepid” (US-22), nuovo progetto
di Olin Stephens,
armato per conto dell' “Intrepid Sindacate" (del quale fa parte
anche Harold S. Vanderbilt) diretto da W. J. Strawbridge e affidato
alle mani esperte di Emil "Bus" Mosbacher,
“American Eagle” e il “Columbia” ridisegnato da Gerry Driscoll e
timonato da
Briggs Cunningham.
Per svolgere i test comparativi rientra “Constellation” (US-20),
noleggiato dal
Barone Bich
in vista della prossima sfida francese.
| Nazione | Yacht Club | Sindacato | Nome / n° | anno | Designer | Vele | Cantiere | Skipper | Afterguard |
| USA |
New York Y.C. |
Paul Shields |
Columbia US 16 |
1958 | Gerry Driscoll | North Sails |
Driscoll Custom Boats |
Briggs S. Cunningham |
Lowell North Tom Schock Don Vaughan William Ficker |
|
American Eagle US 21 |
1964 |
Philip L. Rhodes / "Bill" Luders |
Hood Sails | Luders Marines |
George R. Hinman |
William Cox Anthony Parker Clayton Ewin Irving Pratt |
|||
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Intrepid Syndacate – William J. Strawbridge |
Intrepid US 22 |
May 1967 |
Olin Stephens | Hood Sails |
Minneford’s Yacht Yard Inc. |
Emil “Bus” Mosbacher |
George Oday “Gerry” Driscoll Edward “Ned” Hall Wallace E. Tobin Robert A. Connell Vincent Monte-Sano Leo “Buddy” Bombard |
Olin Stephens, adotta per “Intrepid” una chiglia più corta separata dal timone e dotata di “trim-tab”, sdoppia la ruota del timone, e per migliore la stabilità abbassa boma e piano velico e sposta sotto coperta addetti alle manovre e “coffee-grinders”.
Colpo di cannone il 12 settembre. Si corre la 20ª sfida di Coppa
America.i
“Dame Pattie” regata al meglio; “Intrepid” taglia
l'arrivo con circa 5 minuti e 58 secondi di vantaggio.
Secondo match il 13, risultato non dissimile 3'36".
Terzo, il giorno successivo, 4'41" a fine triangolo.
Quarto match
il 18. Risultato sempre a favore di “Intrepid”; distacco finale
3'35".
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New York
Yacht Club
|
Royal
Sydney Yacht Squadron
|
(I edizione © luglio 2011)
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