|
Coppa America dalla XVIIª alla XXª edizione
Newport 1958 – 1967
La ripresa del 1958
Il 12 Metri S.I.
Il 12 M J.I. nasce dall’applicazione della formula di
Stazza Metrica Internazionale stabilita nella Conferenza di Parigi del 1907.
Il primo scafo varato in Inghilterra è "Heatherbell" disegnato lo stesso
anno da Thomas Glen Coats. Classe Olimpica nel 1908, 1912 e 1920, si
diffonde principalmente nei paesi scandinavi. Il successo della Classe è
dovuto alle sue dimensioni ridotte, l’ottima velocità, l’abitabilità interna
e la possibilità d’utilizzo sia in crociera sia in regata.
“Magda IX” scafo
norvegese timonato da Johan Ankers medaglia d’oro alle Olimpiadi di
Stoccolma del 1912
|
Il Regolamento di Stazza Internazionale evolve, quello
originali è in vigore a tutto il 1919. Il Secondo Regolamento valido dal 1
gennaio 1920 modifica sostanzialmente il piano velico che da aurico passa a
bermudiano o Marconi. Alle Olimpiadi di Anversa del 1920 alla Classe 12M
sono assegnate due medaglie d’oro divise in pre e post 1920. Ambo le
classifiche sono vinte da barche norvegesi. Nel 1928, i cinque esemplari
costruiti dal cantiere Abeking & Rasmunsen su progetto dello studio Burgees
Rigg & Morgan segnano l’ingresso della Classe negli Stati Uniti.
L’ingresso della Classe negli Stati Uniti si ha nel 1928, con cinque
esemplari costruiti dal cantiere Abeking & Rasmunsen su progetto dello
studio Burgees Rigg & Morgan.
Le
modifiche al Regolamento del 1933 danno vita ai 12 M J.I. di terza generazione.
Un centinaio gli esemplari prodotti in maggioranza negli Stati Uniti ed in
Inghilterra. I progetti sono a firma dei più quotati architetti navali,
Nicholson, Fife, Herreshoff. Burgess, Stephens.
Il primo 12M
studiato e progettato in vasca navale è “VIM” US-15 disegnato nel 1939 da Olin
J. Stephens III per Harold Vanderbilt .
Equazione della formula dazza del terzo Regolamento: L + 2D +
²V¯S-F = 12 2,37
(L = L.O.C. misurato 18 cm sopra alla linea di galleggiamento - D =
differenza della corda - S = superficie velica in bolina - F = bordo libero).
Immutati i parametri nella progettazione dei 12M Classe
Coppa America. Nell’arco dei trent’anni lo scafo passa, dal fasciame di
mogano al lamellare, all’alluminio nel ’74, alla vetroresina e materiali
compositi, nel 1987. L’evoluzione maggiore si ha nella carena, inizia con il
distacco del timone dalla chiglia di “Constellation” (1967), evolve in pinna
e termina con le alette di “Australia II” (1983).
 |
I primi contatti, per ridar vita alle regate di
Coppa tra il NYYC ed il RYS, la controparte inglese, risalgono al 1946 e
vertono principalmente sul tipo d'imbarcazione da adottare. Nel 1956,
l'allora Commodoro del New York Yacht Club, Henry Sears, a seguito degli
accordi intervenuti con il Commodoro dello Squadron, Sir Ralph Gore,
inoltra alla Corte Suprema dello Stato di New York la richiesta
d’abrogazione di due regole del “Deed of Gift”:
“i 44 piedi di lunghezza minima al galleggiamento per gli yacht ad un
solo albero e l’obbligo, per lo sfidante, di raggiungere il punto di
regata con i propri mezzi”. Non potendosi più permettere barche
imponenti e costose come i "Classe J" si opta per una barca estrema ma
di dimensioni minori, da riservare alle future sfide di Coppa America. |
L'accordo porta all'utilizzo del 12M
J.I. Stazza Internazionale, barca più piccola, leggera e maneggevole dei
Classe “J” pur restando di dimensioni notevoli con i suoi 21 metri di
lunghezza fuori tutto, 14 al galleggiamento, 27 tonnellate di peso, 200
m² di superficie velica sorretti da un albero di 27 metri, un abbozzo
d’alloggi interni ed un equipaggio 12/16 uomini. Uno yacht da regata
pura.
Nel 1958, il nuovo Regolamento di Coppa di America
ribadisce che gli yacht, sfidante e defender, devono essere progettati e
costruiti nei rispettivi paesi d’origine e stabilisce: numero di prove
(sette); percorsi (primo match su doppio bastone di 6 miglia per lato;
secondo match su triangolo equilatero di 8 miglia con primo lato di
bolina e così via), lunghezza (24,3 miglia nautiche); abolizione dei
compensi; possibilità di sostituire lo yacht sfidante con una settimana
di preavviso. Sono regolamentati inoltre, i sistemi di stazza, le
selezioni e le decisioni del Comitato di Regata. |
Riprendono le sfide
1958 – Si rifanno vivi gli inglesi.
Dopo 21 anni riprendono le sfide di Coppa. Nel giugno
del 1957 il Royal Yacht Squadron lancia la sfida a nome di un sindacato
formato da Hugh Goodson, in qualità di presidente, ed un certo numero di
Soci dello Squadron. Con
regolare bando di concorso il sindacato invita quattro dei maggiori
architetti, Nicholson, Robb, Boyd e McGruer a progettare il nuovo 12 M
presentando due modelli da testare in vasca navale.
La scelta ricade su uno dei progetti firmati da David Boyd.
“Sceptre” (K-17), varato nell'aprile del 1958, è testato, con risultati
mediocri, contro “Evaine” (K-2), (disegno Nicholson del 1936) completamente
rimodernato e riarmato nel 1957/’58 dal suo nuovo armatore Owen Arthur
Aisher. Gli allenamenti sono portati avanti con l’ausilio di due barche
lepri, “Vanity V” K-5 (William Fife del 1935) e “Trivia” K-10 (Charles
Nicholson del 1936). Skipper Stan Bishop e timone affidato a Graham Mann.

Vim US 15 |

K-17 ed Evaine K-2 in allenamento 11 maggio 1958 |

Briggs S.
Cunningham |
Da parte americana quattro sindacati si contendono il titolo di
defender. Il sindacato con a capo Henry Sears vara, il 3 giugno
1958, "Columbia" (US-16), disegnato da Olin Stephens, (evoluzione di
“Vim” (US-15) progetto dello stesso Stephens del 1939) con vele in
terilene di Ted Hood e timone affidato a Briggs S. Cunningham.
Il sindacato guidato da Henry Mercer mette in acqua “Weatherly”
(US-17), progetto Philip Rhodes con Arthur Knapp in veste di
skipper. Chandler Hovey arma per proprio conto “Easterner”
(US-18), progetto H. Raymond Hunt, bello, veloce ma condotto con
spirito amatoriale.
Ed infine “Vim”, di proprietà di John N. Mathews, con Emil "Guss"
Mosbacher in veste di co-skipper. |
|
Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
USA |
New York Y.C. |
Capt. John N. Matthews |
Vim US 15 |
1939 |
Sparkman & Stephens |
Hood Sails –- Hard Sails |
Henry B. Nevins Yacht Yard |
Donald Matthews |
Emil “Bus” Mosbacher – Richard Matthews – Frederick E.“Ted” Hood |
Sears & Cunningham Syndacate – Henry Sears |
Columbia US 16 |
1958 |
Olin J. Stephens |
Hood Sails –- Ratsey & Laphthorn |
Henry B. Nevins Yacht Yard |
Briggs S. Cunningham |
Henry Sears – Olin J. Stephens – Richard Bertram – Arthur W.
Knapp |
Weatherly Syndacate – Henry D. Mercer |
Weatherly US 17 |
1958 |
Philip L. Rhodes
|
Hood Sails |
Luders Marine Costruction Co. |
Arthur W. Knapp |
Edgard L. Raymond – Frank Maclear |
Easterner Syndacate – Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 |
H. Raymond Hunt |
Hood Sails |
James E. Grave Inc. |
|
Charles F. Hovey – Chandler “Bus” Hovey Jr. – Raymon Hunt –
Sherman Morss – Carleton Mitchell – William Stetson |
Al termine delle tre serie di regate escono
“Easterner”, con nessuna vittoria all’attivo e “Weatherly” al terzo posto.
La parità di prestazioni, tra “Columbia” e “Vim”, obbliga il Comitato
selezionatore a far disputare una quarta serie di regate al termine della
quale “Columbia” s’impone per 4 a 2, vincendo l'ultimo match con soli 12
secondi di vantaggio.
Percorso, di 24,3 miglia, triangolo equilatero di 8 miglia di lato o
bastone di 6 miglia da percorrere due volte. |
Columbia / Sceptre (4 – 0)
(al meglio delle 7 prove)
New York Yacht Club
“Columbia”
“Henry Sears Syndacate”
Presidente: Henry Sears Skipper: Briggs S. Cunningham
Progetto: Olin J. Stephens II N. velico: US-16 Cantiere:
Nevins Shipyard - City Island N.Y. Vele: Ted Hood varo: City
Island - 3 giugno 1958 LOA: 21,21 m; LWL: 13,93 m; beam: 3,55 m;
sail area: 173 mq.
Timoniere: Briggs S. Cunningham
Navigatore: Henry Sears Tattico: Olin J. Stephens Randa: Colin
Ratsey Prua: Halsey C. Herreshoff
|
Royal Yacht Squadron
“Sceptre”
“Royal Yacht Squadron Syndicate”
Presidente: Hugh Goodson Skipper: Stanley Bishop Progetto: David
Boyd N. velico: K-17 Cantiere: Alexander Robertson & Sons
Ltd Vele: Ratsey varo:
Sandbank - aprile 1958 LOA: 21 m; LWL: 14,14
m; beam: 3,56 m; sail area: 172 mq.
Timoniere: Graham Mann –
Colin Ratsey Navigatore: Jock Brooks Tattico: Stanley Bishop
Randa: Ian Lennox Prua: Tim Langford
|
Le regate si corrono a Newport dal 21 al 26 settembre.
“Columbia” surclassa “Sceptre” 4-0 infliggendogli distacchi abissali: 7'44"
nel primo match; 11'22" nel secondo; 8'20" nel terzo ed infine 6 minuti e 50
secondi nel quarto.
1962 - Ci provano gli Australiani.
Nella primavera del 1960 il New York Yacht Club
accetta la sfida del Royal Sydney Yacht Squadron, lanciata per conto del
Sindacato guidato dal magnate dell'editoria Sir Franck Packer e
finanziato in parte dalla "Ampol Petroleum Company".
Per acquisire l’esperienza necessaria nel campo dei 12 metri, gli
australiani, noleggiano "Vim" ed affidano ad Alan Payne il progetto
dell’imbarcazione. La nuova barca, “Gretel” (KA-1), varata il 28
febbraio 1962, inizia subito la lunga messa a punto che porta, oltre a
modifiche alle attrezzature ad innumerevoli riposizionamenti del piano
velico, con conseguente test di un numero spropositato di giochi di
vele. L'utilizzo del dacron (tessuto sintetico prodotto dall’americana
Du Pont) da parte di Hood, (velaio nord americano), è reso possibile dal
buco del regolamento che non elenca specificatamente quali parti delle
attrezzature (vedi anche i verricelli), devono essere prodotte nella
nazione d’origine della barca.
Gli americani varano, nel maggio 1962, “Nefertiti” (US-19), nuovo progetto di
Frederick E. Hood per il sindacato di Ross Anderson, Commodoro del "Boston Yacht
Club", e riarmano i reduci dalla precedente sfida: "Columbia”, “Easterner” e
“Weatherly”, modificato da Luders nel dislocamento.
A metà giugno inizia il lungo ciclo di preparazione.

Columbia US 16 |

Easterner US 18 |

Nefertiti US 19 |
"Easterner", a corto
di vele e con il suo equipaggio amatoriale, esce subito dalla scena;
“Columbia”, con un nuovo equipaggio, è battuto, sia da "Nefertiti" sia
da "Weatherly". Le tre vittorie di Buss Mosbacher sul rivale Ted
Hood, al timone di Nefertiti, danno a Weatherly il titolo di defender.
|
Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
USA |
New York Y.C. |
Paul Shields |
Columbia US 16 |
1958 |
|
|
|
Cornelius Shield |
Olin Stephens – Rodrerik Stephens – Stephens Van Dyck |
Weatherly Syndacate – Henry D. Mercer |
Weatherly US 17 |
1958 |
Philip L. Rhodes / "Bill" Luders |
Hood Sails |
Luders Marines |
Emil "Buss" Mosbacher |
Richard Matthews – Edgard Bainbridges – Donald Matthews –
Victor Romagna – George Oday – Robert Derecktor – Robert
Gibson |
Easterner Syndacate – Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 |
|
|
|
Leif Neilsen |
Raymond Hunt |
Anderson & Purcell Syndacate – Ross Anderson |
Nefertiti US 19 |
May 1962 |
Frederick E. Hood |
Hood Sails |
James E. Grave Inc. & Little Harbour Yard |
Frederick E. Hood |
Donald MacNamara – Pierre s. du Pont – Ross Anderson |

Emil "Buss" Mosbacher |
Il 15 settembre primo match
di Coppa America. "Weatherly" termina, le 24,3 miglia del percorso a
bastone, con un vantaggio di 3'46". Secondo match il 18, vento
fresco, percorso a triangolo. "Weathely" rompe il tangone; "Gretel"
passa in testa e vince con 47" di distacco. Entusiasmo da parte
australiana e prima vittoria di un challenger dopo quella di "Endeavour"
del '34.
Terzo match il 20; il vento leggero e due errori di Sturrock
lasciano campo libero a Mosbacher che taglia con 8'40". Quarta
prova il 22; percorso a triangolo, vento mai oltre i quattro nodi,
condizione ideale per "Weatherly" che vince, dopo l'estenuante
rimonta di "Gretel", con soli 26". Siamo sul 3 a 1. Nel quinto e
decisivo match si spegne definitivamente ogni speranza australiana.
"Buss" Mosbacher, taglia con 3'40" di vantaggio.
|
Weatherly / Gretel (4 – 1)
New York Yacht Club
“Weatherly”
“Weatherly Sindacate”
Presidente: Henry D. Mercer Skipper: Emil ‘Buss’ Mosbacher Jr.
Progetto: Philip L. Rodes rimodernato da Bill Luders nel 1962
N. velico: US-17 Cantiere: Luders Marine Construction Co
(Stanford)
Vele: Ted Hood varo: giugno1958 (Stanford) LOA: 21 m;
LWL: 13,84 m; beam: 3,55 m; sail area: 170 mq.
Timoniere:
Emil ‘Buss’ Mosbacher Jr. Navigatore: Richard Matthews
Tattico: Victor A. Romagna Randa: Prua: Leo ‘Buddy’ Bombard
|
Royal Sydney Yacht
Squadron “Gretel”
“Australian America’s Cup
Challenge”
Presidente: Sir Frank Packer Skipper: Alexander ‘Jock’ Sturrock
Progetto: Alan Payne N. velico: KA-1 Cantiere: Lars Halvorsen
& Sons Pty Ltd Vele: Pearce & Cole varo: Ryde on Paratama
River - febbraio 1958 LOA: 21,16 m; LWL: 13,84 m; beam:
3,58; sail area: 171 mq.
Timoniere: Gordon Ingate
Navigatore: Terry Hammond Tattico: Garry Jobson Bishop Randa:
Prua:
|
“Gretel”, ha dato battaglia senza mai arrendersi. Con più vento e
senza un Emil “Buss” Mosbacher al timone, forse le cose sarebbero potute
andare diversamente.
1964 – Inglesi testardi.
Preoccupati dalle buone prestazioni di “Gretel”, gli americani corrono ai
ripari modificando il “Deed of Gift”. Nella nuova stesura si specifica che,
oltre allo scafo, tutte le attrezzature comprese vele e tessuti, devono
essere prodotti nel paese d’origine.
 |
Da quest’edizione
in poi, le regate di Coppa si corrono secondo le regole IYRU
(International Yacht Racing Union) applicandone il “Regolamento di
Regata” ed il tipo di percorso. Sì regata su
triangolo olimpico con lato di bolina di 4,5 miglia (bolina / lasco/
lasco / bolina / poppa / bolina) per un totale di 24,3 miglia. |
La brutta sconfitta, patita nel ’58, brucia
l’orgoglio inglese spingendo Anthony Boyden, membro influente del
Royal Thames Yacht Club, a ritentare la conquista. Il 12m
“Sovereign” (K-12), su progetto di David Boyd, varato nel giugno del
1963, inizia gli allenamenti con “Sceptre”, modificato e migliorato,
senza dimostrare un’effettiva superiorità. Al timone Peter Scott,
esperto nelle classi olimpiche, ma i impreparato per quanto riguarda
i 12M. Nell’agosto dello stesso anno, sollecitati da Boyden,
scendono in lizza i fratelli australiani Livingstone ordinando a
Boyd un loro 12M che, per mancanza di tempo e per il contenere i
costi, è disegnato sulla falsa riga del precedente progetto.
Stug Perry, al timone di “Kurrewa V” (K-13 o K-3 per scaramanzia
anglosassone) dotato di vele “Hood” (non utilizzabili in Coppa),
mette serie in difficoltà “Sovereign”, tanto da rinviare la scelta
del challenger alle regate d’allenamento previste a Newport per
l’agosto del ’64, al termine delle quali “Sovereign”, la spunta la
qualificazione solo per le migliori prestazioni con vento leggero.
|
Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
U.K |
Royal Thames Y.C. |
Frank W. Livingstone |
Kurrewa K 3 |
1963 |
David Boyd |
Bruce Bank – Ratsey & Lapthorn – Seahorse |
Alex Robertson & Sons |
Stug Perry |
Ralph Farrant |
James A.J. Boyden |
Sovereign K 12 |
1963 |
David Boyd |
Bruce Bank – Ratsey & Lapthorn – Seahorse |
Alex Robertson & Sons |
Peter M. Scott |
Dan Bradby– Bruce Bank– Paul Anderson– Robert Dean– Robin
Fuger |
Ai trials, di metà giugno, gli americani mettono in
acqua “Constellation” (US-20), disegnato da Olin Stephens per il
sindacato condotto da Walter Gubelmann, con Eric Rider al timone;
“American Eagle” (US-21), progetto Bill Luders per l’Aurora Syndacate di
Pierre S. du Pont con W.S. Cox come skipper e “Nefertiti” (US-19)
skipper, Bill Ficker.
|
Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
USA |
New York Y.C. |
T. Patrick Dougan |
Columbia US 16 |
1958 |
|
North Sails – Bruce Bank |
Henry B. Nevins |
Gerald Driscol |
Walter Podolakt – Bill Lilly – Ron Young |
|
Chandler Hovey |
Easterner US 18 |
1958 |
Raymond Hunt |
Hood Sails |
James E. Grave Inc. |
Sammy Wakeman |
Raymond Hunt – Charles Hovey, Jr. |
Anderson & Purcell Syndacate – Ross Anderson, Jr. |
Nefertiti US 19 |
1962 |
Frederick E. Hood |
Hood Sails |
James E. GraveInc. & Littlee Harbour Yard |
"Ted" Hood |
Donald McNamara – Pierre S. du Pont – Ross Anderson |
Walter S. Gubelman |
Constellation US 20 |
1964 |
Olin J. Stephens |
Hard Sails – Hood Sails |
Minneford’s Yacht Yard Inc. |
Robert N. Bavier |
Dun Gifford – Roderick Stephens |
Aurora Syndacate – Pierre S. du Pont |
America Eagle US 21 |
1964 |
"Bill" Luders |
Hood Sails |
Luders Marine |
William S. Cox |
Hasley Herreshoff – Bill Stenton |
“Constellation”,
grazie all’affido del timone a Bob Bavier e all’ingresso dei fratelli
Olin e Rodney Stephens nell’afterguard ribaltata, a fine agosto, la
previsione che dava per favorito “American Eagle”.
|

American Eagle
US-21 |
|
Le regate di Coppa America partono il 15 settembre. Nel primo
match il ritardo di “Sovereign” è di cinque minute e trentaquattro
secondi. Non va meglio il 17; il distacco da “Constellation” è di 20’
e 34”. Il secondo maggior distacco nella storia della Coppa. Terzo
match il 19. Le cose, si fa per dire, migliorano, siamo solo 6’ e 33”.
Quarto match il 20. “Constellation” chiude la 19ª Coppa vincendo la
regata con 15 minuti e 40 secondi di vantaggio.
Constellation / Sovereign (4 – 0)
New
York Yacht Club “Constellation”
“The Constellation Sindacate”
Presidente: Walter Gubelmann Skipper: Eric Ridder
Progetto: Olin Stephens N. velico: US-20 cantiere:
Minneford’s Yacht Yard Inc. vele: Ted Hood varo: City
Island - primavera 1964 LOA: 20,82 m ; LWL: 14,05 m; beam:
3,66 m; sail area: 170 mq.
Timoniere: Robert N. Bavier
Jr. Navigatore: K. Dun Gifford Tattico: Rod Stephens
Randa: Stephen Van Dyck
|
Royal
Thames Yacht Club “Sovereign”
“Anthony J. Boyden Sindacate”
Presidente: Anthony J. Boyden Skipper: Paul Anderson
Progetto: David Boyd N. velico: K-12 Cantiere: A Robertson
& Sons Yacht Builders Vele: Bruce Banks varo: Sadbanks -
giugno 1963 LOA: 21,08 m ; LWL: 13,91 m; beam: 3,81 m; sail
area:: 175 mq.
Timoniere: Peter Scott Navigatore: Dan
Bradly Tattico: Bruce Banks Randa:
|
Ultima barca inglese a ricoprire il ruolo di challenger.
1967 - .... e gli australiani pure.
Seconda sfida australiana portata avanti da un
sindacato capeggiato da Emil Christiensen al quale aderiscono dodici
gruppi industriali di Melbourne. Il “Dame Pattie” (KA-2), frutto
della matita di Warwick Hood, ha vele di Joe Pearce in “Kadron”,
tessuto sintetico studiato e prodotto in Australia e, in prima
assoluta, un calcolatore elettronico installato a bordo.
Ai trials americani partecipano, “Intrepid” (US-22), nuovo progetto
d’Olin Stephens, armato per conto dell' “Intrepid Sindacate" diretto
da W. J. Strawbridge (del quale fa parte anche Harold S. Vanderbilt)
ed affidato alle mani esperte d’Emil "Gus" Mosbacher, “American
Eagle” ed il “Columbia” ridisegnato da Gerry Driscoll e timonato da
Briggs Cunningham.
Per svolgere i test comparativi fatto rientrare “Constellation”
(US-20), noleggiato dal
Barone Bich
per preparare la prossima sfida francese.
|
Nazione |
Yacht Club |
Sindacato |
Nome / n° |
anno |
Designer |
Vele |
Cantiere |
Skipper |
Afterguard |
|
USA |
New York Y.C. |
Paul Shields |
Columbia US 16 |
1958 |
Gerry Driscoll |
North Sails |
Driscoll Custom Boats |
Briggs S. Cunningham |
Lowell North – Tom Schock – Don Vaughan – William Ficker |
| |
American Eagle US 21 |
1964 |
Philip L. Rhodes / "Bill" Luders |
Hood Sails |
Luders Marines |
George R. Hinman |
William Cox – Anthony Parker – Clayton Ewin – Irving Pratt |
Intrepid Syndacate – William J. Strawbridge |
Intrepid US 22 |
May 1967 |
Olin Stephens |
Hood Sails |
Minneford’s Yacht Yard Inc. |
Emil “Bus” Mosbacher |
George Oday – “Gerry” Driscoll – Edward “Ned” Hall – Wallace
E. Tobin – Robert A. Connell – Vincent Monte-Sano – Leo “Buddy”
Bombard |
Nel progetto “Intrepid”, Stephens utilizza una
chiglia più corta separata dal timone dotata di “trim-tab”, sposta
sotto coperta “coffee-grinders” ed addetti alla manovra, sdoppia la
ruota del timone e, per migliorarne la stabilità, abbassa boma e
piano velico. Colpo di cannone il 12 settembre.
Si corre la 20ª sfida di Coppa America. “Dame Pattie” regata al
meglio; “Intrepid” taglia l'arrivo con circa sei minuti di
vantaggio.
Secondo match il 13, risultato non dissimile.
Terzo, il giorno successivo, 4'40" a fine triangolo. Quarto match
il 18. Risultato sempre a favore di “Intrepid”; distacco finale
3'35".
Intrepid / Dame Pattie (4 – 0)
New York
Yacht Club “Intrepid”
“Intrepid Syndicate”
Presidente: Burr Bartram Skipper: Emil ‘Bus’
Mosbacher Jr. Progetto: Olin Stephens II N.
velico: US-22 Cantiere: Minneford’s Yacht Yard Inc.
Vele: Ted Hood varo: City Island - maggio 1967
LOA: 19,66 m ; LWL: 14,26 m; beam: 3,66 m; sail area:
164 mq.
Timoniere: Briggs S. Cunningham Navigatore: Wallace
E. Tobin Tattico: George O’Day Randa: Edward C.
‘Ned’ Hall Prua: ‘Buddy’ Bombard
|
Royal
Sydney Yacht Squadron “Dame Pattie”
“Emil Christiansen
Syndacate” Presidente: Emil Christiansen Skipper:
Alexander ‘Jock’ Sturrock Progetto: Warwick J. Hood
N. velico: KA-2 Cantiere: William H. Carnet, Pty Ltd.
Vele: Hood loft varo: Sydney 1966 LOA: 19,86 m ;
LWL: 14,05 m; beam: 3,39 m; sail area: 167 mq.
Timoniere: ‘Jock ‘ Sturrock Navigatore: Norman J.
Wright Tattico: Norman Booth Randa: Prua:
|
“Intrepid” mantiene saldamente la Coppa nei saloni del
New York Yacht Club.
© 2000 Egidio Nocera
egnoc@tiscali.it (V revisione © marzo 2007)
|