Storia della Coppa America
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Un "Classe J" supera i 40 metri fuori tutto, per una lunghezza al
galleggiamento di ± 26 metri, una larghezza massima di circa 6,50 metri
per un
dislocamento di circa 150 tonnellate di cui 110 di zavorra. |
Le modifiche alle regole di stazza, introdotte nel 1934, stabiliscono
in sette tonnellate il peso minimo dell'arredo interno; Starling Burgess
aggira la regola sommando al peso dell’arredo le batterie d’accumulatori
necessarie ad alimentare verricelli e apparecchiature elettriche. Senza
esito le ripetute proteste da parte del challenger |
L'accordo raggiunto dopo le regate del 1920, tra lo YRA
(Yacht Racing Association) inglese e il New York Yacht Club, prevede l'utilizzo
della "Classe J", per le future sfide di Coppa America.
Sir Thomas Lipton lancia la quinta sfida il 3 maggio 1929. Per prepararla,
gli inglesi modificano il piano velico del Big Class "Britannia" (K-1) e del 23M JI "Astra" (K-2)
[Nicholson 1928],
per ristazzarli come “J Class” e utilizzarli nella messa a punto del "Shamrock V" (J/K-3), il progetto che
Charles Nicholson ha messo in cantiere per Lipton. La barca, di costruzione mista, costolatura d’acciaio
ricoperta in fasciame di mogano e albero cavo in spuce, è approntata nei cantieri Camper & Nicholson a Gosport (Hampshire).
Il 23M JI "Candida" (K-8) [Nicholson 1929]
sarà ristazzato come "J" mentre non lo sarà il 23M JI "Cambria"
(K-4) [Fife 1928].
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1928 - Shamrock, Whitefeather e Astra |
Astra K2 |
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Shamrock V alla sua prima regata battaglia con Cambria |
Sulla sponda opposta
dell’atlantico, i quattro sindacati aspiranti al titolo di "defender"
varano: "Yankee" (J/US 2) su progetto Frank C. Paine per il consorzio di
Boston guidato da John Lawrence; "Enterprise" (4) su progetto Starling Burgess
per il consorzio di Winthrop Aldrich; "Weetamoe" (J/4) su progetto
Clinton Crane per il sindacato di J. P. Morgan e Cornelius Vanderbilt e
"Whirlwind" (J/3) su progetto di Francis Herreshoff per il sindacato guidato
da Landon K. Thorne.
"Whirlwind" è interamente costruito in legno, gli
altri tre scafi sono di costruzione metallica, costolatura d’acciaio
ricoperta di lastre in "tobin" (“tobino” lega di bronzo
impiegata per tutti i defender, dal "Reliance" del 1903 in poi). Alberi
in spruce (due per ogni barca); per i progetti Burgess e Herreshoff il
secondo albero è metallico. Dai cantieri Herreshoff, di Bristol (R.I.),
escono "Weetamoe" e "Enterprise" e dai Lawley di Boston (Mass.) "Yankee" e
"Whirlwind".
"Enterprise" monta un albero a sezione
circolare formato da piastre in duralluminio, sagomate e rivettate; tra le
novità incorporate alla barca spiccano l'enorme boma in legno a triangolo rovesciato
(battezzato Park Avenue), tanto largo da permettere a due persone affiancate
di passeggiarvi sopra, fornito di rotaie trasversali che permettono alla
randa una regolazione di forma millimetrica, e le due derive mobili, una
utilizzata in bolina e la seconda, più piccola, nelle andature portanti. Per
concentrare il peso il più in basso possibile, a scapito dell’abitabilità
interna, tutte le attrezzature argani, apparecchiature elettriche e
accumulatori sono sistemati sotto coperta; ciò dà adito a vibrate proteste,
tutte regolarmente rigettate dal Comitato di stazza.
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Enterprise - albero |
Enterprise - boma |
Gli inglesi, varano nel 1934, "Velsheda" (K-7) e "Endeavour" (K-4) e nel '36 "Endeavour II" (K-6) mentre gli americani si limitano a "Rainbow" nel ‘34 e "Ranger" nel ‘37.
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Velsheda K-7 |
Trascorsi dieci anni, una barca di Lipton
riattraversa l'atlantico per il suo quinto tentativo di riportare la
Coppa in Inghilterra.
La Classe J debutta sul nuovo campo di
regata al largo di Newport (R.I.), sede estiva del NYYC.
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Percorso di 30 miglia a triangolo o bastone |
La sede estiva del New York Yacht Club a Newport |
Le regate d’allenamento e le valutazioni da parte del NYCC, al
quale spetta la scelta del defender, si protraggono per tutto l'arco
dell'estate 1930.
Dei quattro sindacati che si contendono il
titolo, (tre di New York, con: “Whirlwind”,
“Enterprise” e “Weetamoe” e uno di Boston con “Yankee”) ne esce
vittorioso il consorzio guidato da Winthrop Aldrich con
“Enterprise”. Timoniere e skipper
Harold S. Vanderbilt (Mike per gli amici).
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Weetamoe |
Whirlwind |
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Yankee |
Ai primi d’agosto, armato a kecth, “Shamrock V”
fa rotta su Newport; Liptom segue a bordo del suo yacht.
Dopo una
traversata rallentata da forti tempeste, Shamrock V entra in bacino
per far carena, essere riarmata e stazzata.
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Shamrock V durante la traversata atlantica |
La regate di Coppa iniziano come di consueto la seconda settimana di settembre.
La differenza di prestazioni tra i due
Classe J è lampante:
“Shamrock V” perde il primo match accumulando un ritardo
di tre minuti;
- ritardo poco inferiore ai sei nel secondo;
- nella terzo è
costretto al ritiro per la rottura della drizza della randa;
- ultima prova
il 18; il quarto match con vento fresco è dominato da “Enterprise”.
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New York
Yacht Club
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Royal Ulster
Yacht Club
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Purtroppo, il sogno dell'ottantenne Sir Lipton rimane tale. Sportivamente accetta la sconfitta per mano di Harold Sterling Vanderbilt, nipote del Cornelius Vanderbilt che, con “Reliance”, lo aveva già battuto nella sfida del 1903.
Sir Thomas Lipton muore a Londra il 2 ottobre del 1931 mentre si accingeva a lanciare la sua sesta sfida all'America's Cup.
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Enteprise |
Shamrock V |
Non poca confusione sui numeri velici adottati dalle barche americane, se tralasciamo Yankie, in tutte le foto e testi riportato come J2 o J US2 , per tutti gli altri scafi non c’è chiarezza. Stando alle foto del bellissimo libro “La Coupe de l’Amerique 1893—1930 (l’album d’Edwin Levick. Photographe) e a quelle pubblicate sul libro di Ian Dean “Enterpise to Endeavour—The J Class Yatchs” Enterprise
ha regatato con il numero “4” e Raimbow al pari di Ranger è sceso in regata con il numero “J 5” mentre Wirlwind porta sulla vela il numero “3” e Weetamoe (dal nome di una regina pellirossa) porta la sigla “J4”. Altri testi tra i quali il sito online CupInfo nella sua breve storia della
Classe J riporta come assegnati il 2 a Yankee, il 4 a Rainbow e il 5 a Ranger.
Shamrock V nel 1930 ha regatato senza numero velico, solo nel 1931 gli si è
dato il numero “3” con la lettera K che sta ad indicare la
nazzionalità.
Scomparso Sir Lipton, “Shamrock V” è acquistato
da Thomas O.M. Sopwith,
noto costruttore aeronautico (dal suo stabilimento uscirono i
Sopwith Camel, caccia biplani della 1° guerra mondiale) armatore e
timoniere del 12 M J.I. “Mouette”.
L’estate 1932 vede l'ingresso
di due nuovi armatori nel circuito dei Big Class; W.F. Stephenson
presidente della Woolworth con il suo “White Heather II”, acquistato
da Lord Waring, modificato e ristazzato come "J Class" e
Sopwith con il “Shamrock V” di Lipton.
Il circuito è itinerante;
si corre nei fine settimana in tredici località diverse, partendo da
Harwich nell'Essex sul Mare del Nord, a Falmouth punta estrema della
Cornovaglia, passando da Cowes per la settimana del Solent, in
pratica lungo tutta la costa meridionale della Gran Bretagna. La
flotta dei 76 piedi è composta di “Britannia”, “Astra”, “Candida”,
“Cambria” più i nuovi entrati “White Heather II” e “Shamrock V”.
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1934 - Big Boat in regata - da sinistra: Britania, Astra, Shamrock V, Candida e Velsheda |
Al termine della stagione W.F. Stephenson annuncia la demolizione
di “White Heather II” e la costruzione, a Gosport nei cantieri
Camper e Nicholson, di un “J Class” su progetto
Charles Nicholson, il “Velsheda”, secondo "J" approntato in Inghilterra e primo yacht
costruito in acciaio dopo il 1913, il cui nome è l'acronimo dei nomi
delle tre figlie del proprietario Velma, Sheila e Daphne.
La stagione 1933 è un successo
per la nuova barca, 20 vittorie nelle quarantatre regate corse. A
fine stagione, Soptwith si accorda con Charles Nicholson per la
costruzione di un nuovo "J Class", e a settembre, nell'incredulità
generale, sfida per l'anno successivo il New York Yacht Club.
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Velsheda naviga per diporto |
I Club concordano due modifiche al regolamento;
- è
abolita la regola, del 1887, che impone di dichiarare l'imbarcazione
10 mesi prima dell'inizio delle regate;
- è introdotta la regola, tuttora in vigore, che impone alla barca
integra di completare il percorso se, dopo i preliminari di
partenza, uno dei contendenti ha un'avaria tale da impedirgli di
proseguire.
”Endeavour” scende in acqua nell'aprile 1934 e nelle sue linee generali, è simile al “Velsheda”; la differenza sostanziale risiede nella costruzione che si avvale della tecnologia aeronautica propria dell’armatore. Lo scafo ha costolatura e struttura esterna in acciaio; l'albero, sempre in acciaio, è composto da pannelli rivettati sui fianchi e saldati nella parte poppiera; il sartiame, in tondino di derivazione aeronautica e i verricelli a quattro velocità, sono progettati negli stabilimenti Sopwith. Realizzata e messa a punto sempre alla Sopwith dal progettista Franck Murdoch, la strumentazione elettrica posta di fronte al timoniere (cronometro, anemometro e indicatore del vento apparente).
Nicholson sperimenta e adotta un fiocco quadrangolare con doppio punto di scotta che una volta scoperto, copiato, migliorato e ribattezzato Greta Garbo dagli americani. Il boma di tipo Park Avenue è sostituito da uno flessibile, poi scartato per fragilità.
Nella prima parte dell'estate
“Endeavour” affina la messa a punto regatando nel circuito Big
Class. Abbandonato il circuito un mese prima della partenza per
Newport, riprende, al largo di Cowes, test e allenamenti con
“Velsheda”, poco probanti però vista la disparità nell'attrezzatura
delle due barche.
Ultimati i preparativi, Sopwith si trova a
dover fronteggiare la forte contestazione di parte dell’equipaggio
insoddisfatto dalla diaria offerta per la trasferta nord americana.
Fallita la trattativa, tredici dei marinai professionisti sbarcano;
al loro posto si imbarca un gruppo d’ottimi regatanti dilettanti,
impreparati però a ricoprirne i ruoli. L’assegnazione dei
compiti nell'afterguard non è esente da pecche; il ruolo di
navigatore è assegnato ad un ufficiale della marina mercantile Mr.
Paul (imbarcato come ufficiale di rotta per la traversata
atlantica), senza alcuna esperienza in fatto di regata; Mrs. Sopwith
funge da cronometrista mentre Gerald Penny, capo ciurma dei
dilettanti, e l’anziano
Charles Nicholson non hanno alcun ruolo
definito a bordo.
“Endeavour” al traino del
motoryacht “Vita” giunge a Newport a fine agosto e, lasciato il
cantiere riprende allenarsi con il
vecchio "Vanitie" messo a disposizione da Gerard
Lambert.
Gli effetti della recessione del 1929 si ripercuotono anche sui grandi
patrimoni che hanno sempre finanziato le barche di Coppa America.
La sfida di
Sopwith è accolta con poco entusiasmo dai soci del New York Yacht Club. Un paio
di mesi dopo, messo su a fatica un sindacato di diciotto soci,
Harold Vanderbilt, dà mandato a Starling Burgess d’iniziare il progetto
della nuova barca, progetto già in parte elaborato in previsione della sesta
sfida che Lipton progettava di lanciare poco prima della sua scomparsa.
“Rainbow”, costruito in cento giorni nei cantieri Herreshoff, è una barca al limite massimo di stazza. Come le precedenti, lo scafo ha la costolatura in acciaio ricoperta da lastre in "tobino" (lega di bronzo, resistente e a bassissima corrosione, usata generalmente per eliche); l'albero metallico di 125 piedi (38,10 m) ha il sartiame in tondino in lega d'acciaio di derivazione aeronautica; il boma, a flessione controllata, sostituisce dopo i primi test quello di tipo Park Avenue, (l'inverso di quanto avvenuto su “Endeavour”). Randa, fiocco, controfiocco e un enorme spinnaker a paracadute costituiscono il piano velico. Per contenere i prezzi si riutilizza randa e parte dei winches e del bozzellame d'Enterprise. Il varo avviene ad inizio maggio.
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| (Edwin Levick) |
Varo di Raimbow nel cantiere Herreshoff |
Le regate d’osservazione si corrono da giugno ad agosto con quattro barche: “Rainbow”, “Weetamoe”, “Yankee” e “Vanitie” (sloop del 1920 ricondizzionato e riarmato come "J").
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New York Yacht
Club
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Royal Yacht
SquadronProgetto: Charles Nicholson N. velico: K 4 Cantiere Camper & Nichoson (Gosport) Vele: Ratsey and Lapthorn (UK) Varo: 16 aprile 1934 LOA: 129’; LWL 83’6”; beam: 21’6”; sail area: 722,85 mq. Costruzione: scafo: acciaio; albero: acciaio; ponte: legno; zavorra: piombo Armatore: Thomas Sopwith Skipper: Thomas Sopwith Timoniere: Thomas Sopwith Navigatore: Mr Paul Pozzetto: Charles e John Nicholson / Stanley Lapthorn / Duncan Neil / Mrs. Sopwith Equipaggio: 31 membri |
Il 15 settembre - prima sfida di Coppa. “Endeavour” al comando; il Comitato interrompe allo scadere del tempo limite per calo di vento.
Il 17, bastone di 30 miglia; alla Boa 1 “Rainbow” comanda con 18” di vantaggio; nel tratto in poppa “Endeavour” passa e vince con un paio di minuti di vantaggio.
Seconda prova, triangolo da 30 miglia, vento fresco. La barca inglese in vantaggio sulla Boa 1 si fa recuperare sul secondo
lato ma riesce nel terzo a chiudere con 51 secondi di distacco.
2 a 0 a favore degli inglesi.
Terzo match bastone da 40 miglia. Sopwith parte bene; gira la Boa 1 con 6'39" di vantaggio. Nel lato di poppa il vento leggero
salta si arriva sulla linea con bordo unico. Al giro di boa Vanderbilt lascia il timone a
Sherman Hoyt che attacca partendo all'orza, Sopwith segue in copertura, Hoyt prosegue; dubbi a bordo di “Endeavour” sulla direzione della linea.
Nessuno nel pozzetto in grado di rassicurare il timoniere che vira più volte per portarsi all’incrocio. Hoyt prosegue fin quando Sopwith non
giunge in zona bonaccia, poi vira e si porta al traguardo. Lo scherzo costa ad Endeavour tre minuti e venti secondi di ritardo.
Quarta regata triangolo di 30 miglia. “Rainbow” parte bene e comanda; Sopwith lo supera poco prima del giro di boa.
Barche affiancate, “Endeavour” orza, “Rainbow” non risponde costringendo il challenger, per evitare la collisione,
ad una brusca poggiata. La manovra scorretta riporta “Rainbow” in testa. Prima dell'arrivo,
Sopwith alza bandiera di protesta per la mancata collisione;
il Comitato respinge in quanto non esposta al momento della mancata collisione.
Sul due a due, temendo fortemente la sconfitta, Vanderbilt chiede
a prestito uno degli spi di "Yankee". Per poterlo sfruttare al meglio
invita Frank Paine (progettista, esperto velaio, figlio del
Generale Charles), che lo ha disegnato, ad imbarcarsi nel suo
pozzetto; l'invito è accetta.
Il 29 quinta prova su percorso a bastone con partenza in poppa. “Endeavour” pasticcia l'issata di spinnaker;
; a “Rainbow“, lo spi di "Yankee" da una marcia in più. Netta
vittoria americana con oltre quattro minuti di vantaggio.
Sesta prova, percorso a triangolo, punteggio di 3 a 2 a favore degli yankees.
“Endeavour” parte bene e mantiene la testa per tutto il primo lato nel quale “Rainbow”
incontra grossi problemi nel far portare correttamente
uno degli spi presi in prestito da “Weetamoe”. Nel secondo lato i cambi di fiocco pasticciati dall'equipaggio di “Endeavour”
favoriscono il sorpasso di “Rainbow” che Sherman Hoyt, al timone nel terzo lato, gestisce fin all'arrivo.
“Endeavour” taglia con 55 secondi di ritardo e dice addio ad una vittoria sempre portata di mano.
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| (bluegreenpictures.com) | Endeavour - 1934 |
Rainbow - 1934 |
Thomas Sopwith, pur avendo la barca migliore, deve rassegnarsi alla sconfitta.
Troppi gli errori commessi, e troppo il divario del suo equipaggio di dilettanti inesperti messo a confronto con i professionisti imbarcato da Vanderbilt.
Al termine delle regate,
Nicholson e Burgess si scambiano i rispettivi
progetti.
Nota Precisazione del Sig.re Brenton Dickson per quanto
erroneamente da me pubblicato sull'imbarco su Raimbow di "Alain Paine" nipote del
Generale Charles J. Paine.
Dear Sir; I recently found an error in the
article, "Coppa America dalla XIV alla XVI edizione"' Newport 1930-1937.
The author states that Vanderbilt asked 'Alain Paine' son of Frank Paine and
grandson of General C. J. Paine to join Rainbow's afterguard during the 1934
America's Cup races. Frank Paine was my great-uncle. He never had any sons! He
was General Paine's youngest child, born in July 9, 1890 and therefore was 44
years of age in 1934. In additin to being a yacht designer, he was a member of
Yankee's afterguard and a spinnaker expert. It was Frank Paine himself who was
asked by Vanderbilt to join Rainbow's afterguard. (General Paine had no
grandchildren with the name of Alan (Alain) Paine!)
Sincerely, Brenton Dickson (14/11/2006)
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| (Edwin Levick album) |
Rainbow sotto spi - 1934 |
Nell'agosto del 1935 Sopwith commissiona a
Charles Nicholson un nuovo "J" e a settembre lancia la sua seconda sfida, che
il NYYC rifiuta in quanto il 1936 è anno di elezioni presidenziali.
La nuova barca esce dal cantiere, Camper e Nicholson, nei primi mesi del
'36 e il 24 giugno, a Falmouth, inizia a regatare nei Big Boots.
Il circuito rispetto agli anni precedenti è ridimensionato. Le
barche iscritte sono solo tre il nuovo “Endeavour II”, “Velsheda”
e “Endeavour”, acquistato da Hermann Andreae. Dopo la
scomparsa di Re Giorgio V, avvenuta a gennaio, ”Britannia” è smantellata e
affondata al largo dell'isola di Wight.
A Plymouth, in situazioni
meteo avverse, “Velsheda” e “Endeavour II” disalberano, con la
perdita, su quest'ultima, di tre uomini. Nelle regate successive
“Endeavour II” è più volte battuto da “Endeavour”, armato e condotto
in modo amatoriale e durante la settimana di Cowes,
disalbera per la seconda volta. Nonostante il bilancio
stagionale non positivo, a fine agosto Sopwith ripresenta la sfida chiedendo
l'anticipo delle regate a luglio del 1937.
La sfida
è accolta con freddezza. Aleggia nei saloni del Club un
forte disinteresse ad armare nuovi yacht e lascia presupporre
il riutilizzo di uno dei "J" in attività.
In quest’ottica il New York Yacht Club organizza nell'estate del
‘36 una serie di regate. In campo: “Weetamoe”, acquistata da
Chandler Hovey è rimasta inalterata; Yankee (fatto rientrare da
Lambert dall'Inghilterra dove aveva regatato nell'arco della
stagione 1935) e "Rainbow" (ora di proprietà di Vanderbilt), sono
dotate di nuovi alberi d'acciaio e di nuove attrezzature di coperta.
Più che di regate sono veri e propri test comparativi dove, con
vento leggero, “Rainbow” prevale mentre “Yankee”, è superiore con
vento fresco.
Per non trovarsi impreparato, Vanderbilt, a sue spese, dà mandato
a Starling Burgess, affiancato da
Olin Stephens, (giovane architetto dello studio Sparkman &
Stephens) di predisporre gli studi preliminari del nuovo defender con la
clausola di ultimarli solo dopo la costituzione di un sindacato.
Lo studio porta alla realizzazione di quattro modelli in cera
testati con i modelli di “Rainbow”, “Weetamoe” e “Endeavour” nella
vasca navale dello Stevens Istitute of Technology fondato nel 1870 a
Hobokin N.J. per volontà di Edwin Stevens fratello di John Cox primo
commodoro del New York Yacht Club.
Non decollando il sindacato e avendo avuto da Burgess
l’assicurazione di una riduzione al minimo del suo onorario e dalla Bath Iron Works quella di fatturare solo le spese vive,
Vanderbilt decide di
armare in proprio il “defender”. Il budget previsto per tutta
l'operazione, regate comprese, si aggira sul mezzo milione di
dollari. Per coprire in parte le spese cede, a fine stagione '36, lo
scafo di “Rainbow” a Chandler Hoover, tenendo per se vele
e alberatura
in
duralluminio.
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| (Edwin Levick album) |
Varo di Ranger |
"Ranger” esce dai cantieri Bath Iroto 136 piedi e 87 al galleggiamento, ha una
prua a ginocchio non dissimile da quella degli attuali AC Class.
Alberatura e sartiame provengono da “Rainbow”; le vele,
riadattate, sono un misto tra quelle usate da “Enterprise” e da “Rainbow”. Come
da accordo, gli interni, suddivisi in zona armatore e area
equipaggio, sono completamente arredati. Il maggior problema del
nuovo scafo sta nella manutenzione dell'opera viva che, a differenza
dai precedenti scafi in “tobin” per i quali era
sufficiente una semplice lucidatura, richiede una totale
riverniciatura quindicinale.
Finito l'allestimento ”Ranger”,
al rimorchio da “Vara” (motor
yacht dei Vanderbilt) è trasferito a Newport. A poche miglia da Cape
Cod, per il mare formato e l'allentamento di parte delle sartie,
l'albero si spezza all'altezza della crocetta bassa. L'equipaggio per liberare
la coperta è costretto a tagliare e buttare a mare
il troncone.
Dovendo far fronte all’inatteso disastro poco prima delle regate
preliminari in programma ai primi di giugno, “Ranger” è riarmato con
l'albero in alluminio di “Raimbow” riallestito con parte della
ferramenta accantonata di "Enterprise" (demolito nell'autunno del
1935), e con parti messe a disposizione dagli armatori di "Weetamoe"
e "Vanity".
Nei preliminari, “Weetamoe” e “Yankee”, sono
agevolmente surclassati.
Il 3 luglio iniziano i trials e il 6, dopo la serie incontrastata
di vittorie, il "Cup Committee" assegna a “Ranger”, il ruolo di
“defender”.
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Ranger sotto spinnaker |
L’accordo intercorso tra le parti lascia allo sfidante la facoltà di dichiarare un mese prima dall'inizio delle regate la barca challenger. Sopwith decide di ultimare la messa a punto di "Endeavour II" direttamente sul posto, per far ciò, viste le ottime prestazioni di "Endeavour", ne chiede a Hermann Andrete il noleggio per un suo eventuale utilizzo; noleggio concesso per la simbolica somma di una sterlina.
Agli inizi di maggio un centinaio di persone lasciano la base di Cowes
per gli Stati Uniti; "Endeavour", al comando di Ted Heard (già skipper
di Shamrock V), naviga a rimorchio di un peschereccio d'alto mare,
mentre “Viva” ex motor yacht di Sopwith traina “Endeavour II” con a
bordo lo skipper, Captain Williams. Durante la traversata, "Endeavour"
incappata in una tempesta che la costriinge a mollarsi dal traino e a
proseguire la navigazione con i propri mezzi. Portata a termine la
traversata, a fine maggio i due “Endeavour” entrano nei cantieri Herreshoff di Bristol
per essere riarmati e a giugno, con “Ranger” e la flotta dei “J Class”
americani, partecipano alla regata crociera organizzata dall’Eastern
Yacht Club.
La scrupolosa preparazione e la sicurezza nel loro
mezzo tiene il morale della compagine inglese ai massimi livelli.
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New York
Yacht Club
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Royal
Yacht Squadron
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Sulle due sponde dell’atlantico l'interesse per la sfida è enorme. Una squadra di radiocronisti della NBC commentano in diretta le fasi delle regate ritrasmesse dalla BBC dall'Inghilterra a tutta Europa.
Purtroppo le speranze inglesi crollano il 31 luglio. La prima regata è vinta da “Ranger” con un distacco abissale, 17 minuti e 5 secondi. Nella seconda il distacco è ancora maggiore 18'32", per ridursi nella terza a 4'27" e finire in 3'37" il 5 agosto.
La disfatta, questa volta, è da imputare alla barca e alla
mentalità antiquata con la quale è stata progettata.
Mentre gli inglesi sviluppano “Endeavour II” ancorati al
tavolo da disegno, Olin Stephens e Starling Burgess sviluppano
“Ranger” in vasca utilizzando modelli in cera di facile modifica e
di basso costo. Le vele, studiate in galleria del vento, risultano
in tutto superiori a quelle di “Endeavour II”. Vanderbilt, dopo i
trials, corsi con le vele modificate delle precedenti edizioni,, si
è fatto tagliare i nuovi giochi privilegiando particolarmente le
vele di prua; la randa a pannelli in filato di cotone Karnack (il miglior
cotone egiziano) ha una superficie di 470 m² e un peso di circa
una tonnellata; il genoa a due punti di scotta è in rayon mentre lo
spinnaker a pallone è in seta da paracadute, sviluppa una superficie di 18,000 sqft (1672,8 m²)
con una base di oltre 45 m..
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Ranger |
Endeavour II |
Il sedici agosto i due “J” inglesi
partecipano alla regata crociera del New York Yacht Club. Delle
undici prove disputate dieci sono vinte da “Ranger”, una da
“Yankee” mentre “Endeavour II” è sette volte seconda.
Il
rientro in Inghilterra è drammatico. Captain Williams, al
comando di “Endeavour” nel mezzo di una tempesta muore per emorragia interna. “Endeavour II” e il motor yacht "Vita", colti
da un uragano sono dati per dispersi per nove giorni.
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| (Edwin Levick album) |
Endeavour II sotto spi |
Il 1937 porta a termine la storia della
"Classe J" nata unicamente per regatare in Coppa.
Al solo
scopo di contendersi il trofeo si sono spesi miliardi di
dollari, costruite 10 barche poi in larga parte demolite. Dei
"J" americani nessuno è sopravissuto; “Enterprise” e “Whirlwind”
sono smantellati nell'autunno del 1935, “Weetamoe” nel maggio
del 1938, stessa fine l'anno seguente per i riadattati ’J Class‘
“Vanitie” e “Resolute”. “Rainbow” è demolito nel 1940 mentre nel
1941 si demoliscono “Ranger” e “Yankee”. Nel 1968 dopo essere
stato abbandonato nel fango a Southampton per più di trent’anni,
è definitivamente smantellato “Endeavour II”.
Da questa
misera fine si sono salvati, “Velsheda” (K-7), “Shamrock V”
(K-3) “Endeavour” (K-4), il 23 M J.I. “Astra” (K-2) e il
24 M J.I. Candida (K-8).
Da relitti, quali erano, con anni di paziente lavoro e senza badare a spese, sono state riportati al loro antico splendore.
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Shamrock V | Velsheda |
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Endeavour |
Nell’agosto 2001 le cinque le
barche prendono parte alle regate del giubileo organizzate a Cowes
in occasione del centocinquantesimo centenario della Coppa.
Shamrock e Endeavour sono nel golfo di Hauraki durante XXXa edizione
di Coppa America.
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Ranger - replica |
Le modifiche apportate alle Regole di Classe hanno reso possibile la costruzione di una replica conforme ai piani originali disegnati da Burgess nel 1936. Lo yacht impostato nel cantiere Danish Yachts Boatyard di Skagen (DK) ai primi del 2002 è varato a metà ottobre 2003. Con il proprietario Peter Mandin, prende parte nell'ambito della settimana di Antigua alle regate per barche storiche 2004. Partecipa attivamente alle manifestazioni organizzate dalla "Classe J".
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Rainbow JH2 (replica) i "J Class" in cantiere |
(III edizione © giugn0 2011)
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