Storia della Coppa America
dal 1881 al 1903

New York


(dalla 4ª alla 12ª edizione)

I Cutter

1881 - Seconda sfida canadese

La sfida questa volta è mossa dal Bay of Quinte Yacht Club con il cutter "Atalanta" dell'armatore Alexander Cuthbert. Varata a metà settembre a Belleville sul lago Ontario la barca è trainata lungo il canale Erie fino ad Albany da dove, riparata la carena (danneggiata durante il trasporto) e riarmata, prosegue via mare per New York.
"Mischief", uno dei primi shooner con scafo in lamiera, è un progetto dell’architetto Archibald Cary Smith. Varato nel giugno del 1879 per l’armatore inglese Joseph R. Busk socio del NYYC residente a Newport, si seleziona come “defender” battendo, nei trials, “Pocahontas” (commissionata dal NYYC per la difesa della Coppa a David Kirby), “Gracie” e “Hildegard".
Le regate di Coppa si corrono a novembre. La prima il 9 , su percorso interno di 32,6 miglia, è vinta “Mischief” con un distacco di 28’30” (tempo corretto) mentre nella seconda il 10, su bastone esterno di 32 miglia, il distacco, sempre in tempo corretto, si attesta a 38'54".
Facile vittoria di “Mischief” opposta ad un'“Atalanta” dall’attrezzatura ancora incompleta, con vele di fortuna e un equipaggio totalmente impreparato. Dopo il secco due a zero i canadesi riprendono a ritroso la via per il lago Ontario.

"Mischief" e "Atalanta" sono a tutt'oggi gli yacht più piccoli che abbiano corso in Coppa America.

 

(bluegreenpictures.com)
Mischief - 1881
Mischief / Atalanta (2 - 0)
New York Yacht Club
“Mischief”
Sloop a deriva mobile
Progetto: Archibald Cary Smith
Cantiere: Harlan & Hollingsworth (Wilmington – Del.)
Varo: Wilmington - 1879
LOA: 67'5"; LWL 61'; beam: 19’11”;
sail area: 306 mq.
Costruzione metallica

Armatore: Joseph R. Bush
Skipper: Nathaniel N. ‘Than’ O.ClockPozzetto: Edward A. Willard, H.B. Willard, W.H.H. Beebe, Frederick May, W.H. Mitchell 
Bay of Quinte Yacht Club
“Atalanta”
Sloop a deriva mobile
Progetto: Cuthbert
Cantiere: Cuthbert (Belleville – Ontario)
Varo: Belleville - 1881
LOA: 70'; LWL: 64": beam: 19’2”;
sail area: 298 mq.
Materiale: legno

Armatore: Alexander Cuthbert
Skipper: Alexander Cuthbert
Pozzetto: J.S. Mattoon, J.B. Donnelly, W.B. Phillips, W.S. Stone, and Captain Nicholas

 


Il 4 gennaio 1882, George L. Schuyler, estensore del “Deed of Gift” e ultimo dei donatori ancora in vita, aggiunge al testo del ‘57 le seguenti clausole:
- il ”defender" deve essere rappresentato da un solo yacht.
- lo yacht sfidante deve essere costruito nel paese che origina la sfida,
- lo yacht sfidante deve giungere sul posto di regata con i propri mezzi.
- lo Yacht Club sfidante deve essere un club riconosciuto dall’autorità nazionale e avere la sede a mare.
- uno yacht sconfitto può essere ripresentato dopo che si sia corsa un’altra sfida o dopo due anni dalla sua sconfitta.
- tutte le regole stabilite dal “Deed of Gift” possono essere modificate di comune accordo tra “challenger” e ”defender”.

In caso di disaccordo vale quanto stabilito dall’atto di donazione.


 

1885 - Molto fair play

(Un gentiluomo inglese non può vincere sfruttando le disgrazie altrui!)

Seconda Coppa con i cutter. Lo sfidante, "Genesta" di Sir Richard Sutton, disegnato da J. Beavor Webb, è la tipica barca da regata inglese lunga e stretta (90 piedi fuori tutto per 15 piedi di larghezza), con 70 tonnellate di piombo in chiglia per bilanciare la sovrastruttura e gli oltre 7000 piedi quadrati di tela (650 mq).
Genesta raggiunge New York dopo 24 giorni di navigazione il 16 luglio 1885 e entra in bacino per fare carena Sutton, gelosamente impedisce a chiunque di visitare la barca.

Usciti dai trials “Bedouin” di Archiebald Rogers e "Priscilla" del Generale Charles J. Paine resta a difesa, con i colori dell’Eastern Yacht Club di Marblehead (Mass.), "Puritan", sloop a deriva mobile di 94 piedi di lunghezza, oltre 23 di larghezza e un’immersione, a deriva retratta, di soli 9 piedi, disegnato da Edward Burgess per il sindacato di Boston guidato da Malcom Forbes e dallo stesso Generale Paine.

(jsjohnston.org)
Bedouin
Priscilla

A seguito di un suo errore in partenza, “Puritan” riporta danni alla vela centrata dal bompresso di “Genesta”. Pur se il regolamento consente alla barca integra di portare a termine la regata, Sutton vi rinuncia commentando: "Siamo venuti per regatare e non per fare una lunga passeggiata da soli ".
Su sua richiesta il primo match è annullato.
Ultimate le riparazioni, si riprende il 14 settembre con vento leggero, condizione favorevole alla barca americana che copre le 32,6 miglia del percorso, in 6 ore 6 minuti e 30 secondi, distaccando "Genesta", in tempo corretto, di 16 minuti e 19 secondi.
Nella seconda prova il 16, con vento fresco "Genesta" conduce per tutte le 16 miglia del lato di poppa. Iniziata la bolina e viste le mutate condizioni atmosferiche, Crocker (skipper di "Puritan") terzarola mentre "Genesta" troppo invelata stenta a manovrare. Il tardivo cambio di vele, per giunta mal eseguito, permette a "Puritan" di raggiungerla, superarla e tagliare l’arrivo con un vantaggio di 10 minuti (1’38” in tempo corretto).
La vittoria è assicurata per il New York Yacht Club.

Puritan / Genesta (2 - 0)
Eastern Yacht Club
”Puritan”
Sloop a deriva mobile
Progetto: Edward ‘Ned’ Burgess
Cantiere: George Lawley & Sons (Boston - Mass.)
Vele: McManus & Son
Varo: Boston - 1885
LOA: 101'9"; LWL: 90'; beam: 22’6”;
sail area: 764 mq.
Materiale: legno

Sindacato: Malcom Forbes, Generale Charles J. Paine e soci (Boston)
Skipper: Audrey J. Crocker
Pozzetto: General Charles J. Paine, Dr. John Bryant, Henry S. Hovey, George H. Richards, Edward Burgess, Captain Joseph Ellsworth, C.A. Welsh and J.R. Busk.
Royal Yacht Squadron
”Genesta”
Cutter a chiglia
Progetto: John Beavor-Web
Cantiere: D. & W. Henderson & Co. (Glasgow)
Vele: -
Varo: Glasgow - 1884
LOA: 96'6"; LWL: 81’; beam: 13’7”;
sail area: 683 mq.
Costruzione composita: costolatura in acciaio ricoperta in legno.

Armatore: Sir Richard Sutton
Skipper: Capt. John Carter
Pozzetto: John Beavor-Webb, Sir William Lavinge and Edward Lapthorn

(jsjohnston.org)
Puritan
Genesta

 

1886 - Comodi ma non vincenti

William Henn irlandese proprietario terriero, tenente di vascello in pensione si presenta per la sfida di Coppa con il “Galatea”, sua residenza abituale comodamente arredata in stile vittoriana. A bordo anche la Signora Henn, i suoi cani e la scimmietta "Peggy" addestrata a dare una mano ai marinai.
Galatea lascia l’Inghilterra il 1 luglio 1886 e attracca nel porto di Marblehead MA, poco a nord di Boston, il 1 agosto per ripartire dopo pochi giorni alla volta di New York.

Nata nelle vicinanze di Glasgow l'11 giugno 1853 da famiglia molto agiata Lady Susan Matilda Cunninghame-Graham Bartholomew in Henn è la prima donna ad aver preso parte ad una regata di Coppa America. Dopo la prematura morte del marito avvenuta all'età di soli quarantaquattro anni nel 1894 Lady Susan vive e naviga sul Galatea fino al suo decesso avvenuto nel porto di Plymouth il 16 ottobre 1911. Nel gennaio del 1912 Galatea torna in cantiere per essere demolita.
Galatea, cutter a chiglia varato nel 1885 su progetto di John Beavor-Webb ha la struttura interna dello scafo in acciaio, fiancate rivestite sempre da lastre d'acciaio verniciate in bianco, chiglia con fusione interna in piombo e ponte in teck. Al comando dei dodici marinai lo skipper Dan Bradford con al timone lo stesso progettista John Beavor-Webb. Lady Henn, inclusa nell'afterguard ha il compito di cronometrista.

(bluegreenpictures.com)
Lady Susan Bartholomew Henn
William "Paddy" Henn

Dal 21 al 25 agosto i trials. Eliminati "Puritan", "Priscilla" e "Atlantic", nuovo progetto di Philip Elsworth per il NYYC a difendere la coppa sotto il comando di “Hank” Haff, "Mayflower", barca da regata pura costruita per il sindacato del Generale Charles J. Paine su progetto Edward Burgess.

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Atlantic

“Mayflower” vince agevolmente la prima prova, bastone da 32,6 miglia, con un distacco, in tempo corretto, di 12’02”.
Poco prima del secondo match, per prestare assistenza a Lady Henn, colta da malessere, William Henn chiede al Comitato di posticipare la partenza o d’accorciare il percorso.
Al netto rifiuto del Comitato, "Galatea" parte.
Per assistere la moglie William rimane sottocoperta per tutto l’arco della regata.
“Mayflower” porta a termine il bastone esterno di 40 miglia con un vantaggio, in tempo corretto, di 29’09”.

Mayflower / Galatea (2 - 0)
“Eastern Yacht Club”
”Mayflower”
Sloop a deriva mobile
Sindacato: Generale Charles J. Paine (Boston)
Progetto: Edward ‘Ned’ Burgess
Skipper: Martin B.V. Stone
Cantiere: George Lawley & Sons (Boston - Mass.)
Vele: McManus & Son (Boston - Mass.)
Varo: Boston - 5 maggio 1885
LOA: 99'4"; LWL: 85'3"; beam: 23’6”;
sail area: 812 mq.
Materiale: legno

Sindacato: Generale Charles J. Paine (Boston)
Progetto: Edward ‘Ned’ Burgess
Pozzeto: Edward Burgess, George H. Richards, Dr. Henry Bryant, George S. Fay, Captain Henry C. Haff, Joseph Ellsworth, Captain L. Newcomb, Captain George Holly and Captain L. Jeffrey. 
“Royal Northen Yacht Club”
“Galatea”
Cutter a chiglia
Progetto: John Beavor-Web
Cantiere: John Reed & Son (Glasgow)
Vele: Ratsey & Lapthorn
Varo: Glasgow - 1 maggio 1885
LOA: 102'7"; LWL: 89'9"; beam: 15’;
sail area: 717 mq.
Costruzione metallica ponte in teak

Armatore: William Henn
Skipper: Dan Bradford
Timoniere: John vor-Web
Pozzetto: Mrs. & Mr. William Henn, Captain W.R. Gibson 

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Mayflower
Galatea

Avendo per obbiettivo il riportare a casa la Coppa delle 100 ghinee e dovendosi confrontare con una barca pensata e costruita solo per difenderla gli Henn, affrontano la regata con la pretesa di mantenere inalterato il loro confort anche a scapito delle prestazioni. Solo dopo aver superato la forte opposizione della padrona di casa si sono potuti sbarcare prima della regata i cani, gli arredi superflui e parte delle pesanti suppellettili.

(bluegreenpictures.com)
l'interno di Galatea

 

1887 - La chiglia segreta

La sfida è mossa per conto del Royal Clide Yacht Club dal sindacato scozzese, armatore di "Thistle", formato da James Bell con i soci William Clark, John Clark, Andrew Coates, William Coates, James Coates, George Coates, J. Hilliard Bell, e William Bell.
Il progetto, a firma George Lennox Watson, ha un disegno di chiglia tanto innovativo da essere tenuto gelosamente segreto. Scafo in acciaio rivestito esternamente da lastre d'acciaio rivettate, chiglia zavorrata internamente in piombo, albero metallico e ponte in teak.
La mancanza di fondi impedisce al sindacato, come avviene per il defender americano,di costruire una seconda barca con la quale svolgere allenamenti comparativi per scegliere poi chi presentare come challenger.
Ai controlli di stazza la lunghezza al galleggiamento di "Thistle" risulta essere di 86’4”, un piede e quattro pollici (circa 41 cm) in più degli 85' dichiarati. Il fatto, poco significativo di per sé, dà lo spunto alla stampa e al New York Yacht Club di gridare allo scandalo ingigantendo più del dovuto l’accaduto. Ciò porta al ricalcolo dell'handicap, logicamente più penalizzante per lo sfidante.
 

(jsjohnston.org)
"Thistle" in bacino dopo i controlli di stazza.

“Volunteer”, terzo progetto firmato Edward Burgess schierato dal Generale Charles J. Paine; costruito nei cantieri Pusey & Johns in 66 giorni, è varato due mesi prima dall'inizio delle regate, in tempo per poter essere testato i primi di settembre contro il “Mayflower", acquistato e messo in campo da Edward D. Morgan.

Il campo di regata è spostato a nord est all’altezza del battello faro Scotland, "Volunteer" si sbarazza di "Thistle" il 27 settembre vincendo, il bastone di 32,6 miglia con 19’23” di vantaggio. Il bastone di 40 miglia del 30 è vinto con un delta di 11’48” sempre in tempo corretto..

Volunteer / Thistle (2 - 0)
Eastern Yacht Club
”Volunteer”
Sloop a deriva mobile
Progetto: Edward Burgess
Cantiere: Pusey & Jones Shipbuilding Co. (Wilmington - Mass.)
Vele: George Lawley & Son
Varo: Wilmington - 30 giugno 1887
LOA: 106'3"; LWL: 86'; beam: 23’2”;
sail area: 886 mq.
Chiglia in acciaio, sovrastrutture e ponte in pino bianco..

Sindacato: Generale Charles J. Paine (Boston)
Skipper: Capt. Hank Haff & Capt. Henry Hawk
Pozzetto: Generale Charles J. Paine, Edward Burgess, George H. Richards, Dr. Henry Bryant, Joseph S. Fay e Captain Joseph Ellsworth.
Royal Clide Yacht Club
 “Thistle”
Cutter a chiglia
Progetto: George Lennox Watson
Cantiere: D. & W. Henderson  (Meadowside)
Vele: Ratsey & Lapthorn
Varo: Meadowside - 26 aprile1887
LOA: 108'8"; LWL: 86'6"; beam: 20’3”;
sail area: 857 mq.
Costruzione metallica, ponte in teak

Armatore: James Bell
Skipper: Capt. John Barr
Pozzetto: William Bell, James York, George L. Watson and Captain W.R.

((jsjohnston.org)
Volunteer - 1887
Thistle - 1887

 


Il 24 ottobre 1887 George Schuyler modifica ulteriormente il "Dead of Gift" e lo deposita presso la Corte Suprema dello Stato di New York:
- la sfida deve essere lanciata con 10 mesi d’anticipo e accompagnata da un certificato di stazza nel quale deve essere specificato: il nome dello yacht, il tipo d’armamento e la lunghezza al galleggiamento.
-  la linea di galleggiamento per le barche armate a sloop o cutter deve essere compresa fra i 45 e i 90 piedi.
-  il “Defender” può comunicare il nome dello yacht che lo rappresenta entro la vigilia delle regate.
-  sì regata al meglio delle tre prove su di un percorso in mare aperto.


 

1893 - Nathanael Greene Herreshoff - " Il Mago di Bristol"

Sir Thomas Wyndham-Quin, quarto Conte di Dunraven (meglio conosciuto come Lord Dunraven) commissiona a George Lennox Watson (già progettista di "Thistle") lo yacht, per la sfida del 1893, lanciata a suo nome dallo Royal Yacht Squadron.
Il progetto, messo in cantiere da Watson, è un cutter a chiglia fissa con scafo ad ossatura d’acciaio ricoperta in mogano lungo 85 piedi e 10 pollici al galleggiamento (117 piedi fuori tutto) e largo 24 piedi e 4 pollici. La larghezza, più contenuta di quella delle barche americane, è in contrasto con la vecchia filosofia progettuale inglese che vuole la stabilità non dovuta alla forma ma essenzialmente al peso in chiglia.

Windham Thomas Wyndham-Quin nato il 12 febbraio 1841 quarto Conte di Dunraven e Mount-Earl, Visconte di Adere figlio di nobili latifondisti Irlandesi, dopo una breve carriera militare nel 1867 è inviato del Daily Telegraph  in qualità di corrispondente di guerra su vari fronti che vanno dalla guerra d'Abissinia all'assedio di Parigi nella guerra franco-priussiana del '70, alla guerra russo-turca. Quando non in giro per i campi di battaglia pratica la caccia nelle sue immense tenute irlandesi dove alleva anche  cavalli puro sangue. Membro della Camera dei Lord ricopre più volte incarichi di governo. Membro del Consiglio d'Irlanda si prodiga per una soluzione pacifica della questione irlandese. Muore il 14 giugno 1926.

(bluegreenpictures.com)  
Lord Thomas Windham-Quin - Count of Dunraven

L’ultima settimana d’agosto “Valkyrie II” salpa per gli Stati Uniti. Oltre a Lord Dunraven sono imbarcate, con compiti nell’afterguard, la moglie Lady Rachel Wyndham-Quin e la figlia lady Eileen.
Causa i forti venti contrari la traversata atlantica dura 29 giorni motivo per il quale l’inizio delle regate, programmato per la seconda quindicina di settembre, slitta al cinque ottobre.

Edwin D. Morgan, presidente del sindacato guidato da C. Oliver Iselin, affida all'architetto Nathanael Greene Herreshoff il progetto e la costruzione del “defender”.
"Vigilant" esce dai cantieri Herreshoff nell'aprile del 1893. Lo scafo a chiglia con lama di deriva centrale, è in lega di bronzo ed è concepito, come lo saranno tutti i successivi “defenders”, per essere utilizzato solo in regata.
Ai trials, programmati come di consueto nell’ambito del New York Yacht Club Cruise (regata-crociera estiva da New York al New England), partecipano "Jubilee", disegnato da John B. Paine per il sindacato guidato dal padre, il Generale Charles J. Paine, skipper John Barr; "Pilgrim" di Bayard Thayer disegnato dallo studio Stewart & Binney, skipper Charles Francis Adams II; "Colonia" progetto Herreshoff per il sindacato di J. Pierpont Morgan, con skipper Captain Henry C. "Hank" Haff.
Al termine dei trials, il 12 settembre, "Vigilant" è scelto come defender.

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(jsjohnston.org)
Jubilee
Pilgrim

(jsjohnston.org)
Colonia

 

Nuovo percorso e campo di regata

Sì regata al largo di Long Island con partenza e arrivo dal battello faro di Sandy Hook.
Il percorso è per il primo match un bastone (bolina/poppa o viceversa) di 30 miglia, per il secondo un triangolo equilatero di 30 miglia e per il terzo un bastone di 40 miglia.
La partenza può essere data indifferentemente di bolina o in poppa.

(questo tipo percorso rimarrà in vigore fino a tutto il 1937).

Nel primo match del 5 ottobre, poi annullato per bonaccia, "Valkyrie II” supera agevolmente "Vigilant".
Si riprende il 7; vento leggero; dopo un duro a testa a testa per tutte le 30 miglia di percorso “Vigilant” taglia con sei minuti di vantaggio (8’48” in corretto).
Seconda prova su triangolo di 30 miglia “Vigilant” vince con un distacco leggermente superiore 10’35” in tempo corretto.
Vento sostenuto nella terza prova. Sul bastone di 40 miglia Valkyrie conduce fin quando, sul lato di poppa con vento oltre i 30 nodi, esplode due spinnaker; “Vigilant”, con al timone Herreshoff, rimonta e vince per soli 40”.

Vigilant / Valkyrie II (3 – 0)
(al meglio delle 5 regate)
New York Yacht Club
”Vigilant”
Sloop a deriva mobile
Progetto: Nathanael G. Herreshoff
Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co. (Bristol R.I.)
Vele; -
Varo: Bristol - 29 aprile 1893
LOA: 126'; LWL: 85'4"; beam: 26’;
sail area: 1077 mq.
Costruzione acciaio ponte e sovra- strutture in legno

Sindacato: Edwin D. Morgan, C. Oliver Iselin e soci
Skipper: William Hansen
Timoniere: Nathanael G. Herreshoff
Pozzetto: General Charles J. Paine, Edward Burgess, George H. Richards, Dr. Henry Bryant, Joseph S. Fay and Captain Joseph Ellsworth.
Royal Yacht Squadron
 “Valkyrie II”
Cutter a chiglia
Progetto: George Lennox Watson
Cantiere: D. & W. Henderson & Co (Glasgow)
Vele:  Ratsey & Lapthorn
Varo: Glasgow -14 giugno 1893
LOA: 117'; LWL 85'8"; beam: 16’6”;
sail area: 960 mq.
Costruzione mista acciaio legno

Armatore: Sir Windham Thomas Wyndham-Quin
”Conte di Dunraven”
Skipper: William Cranfield
Pozzetto: Captain Lemon Cranfield, Captain Martin F. Lyon, H. Maitland Kersey, George L. Watson, Lady Rachel Wyndham-Quin, Lady Eileen Wyndham-Quin.

Vibrate proteste di Lord Dunraven per gli yacht e le navi che incrociano nel campo di regata.

Vigilant
Valkyrie II

 

1895 - Primo e unico ritiro per protesta

Seconda sfida portata da Lord Dunraven con il "Valkyrie III".
Lo yacht, disegnato da Watson è simile al precedente “Valkyrie”. Lo scafo, a costolatura metallica, è in fasciame. Robusto e pesante pensato e attrezzato per ospitare marinai e ufficiali nella lunga traversata atlantica. Dopo il varo (Glasgow, primavera del 1895) “Valkyrie III” effettua le prove di valutazione misurandosi con lo yacht reale “HMY Britannia” progetto sempre di Watson del 1892 per Sua Altezza il Principe del Galles Alberto Eduardo, varato il 20 aprile del 1893 una settimana prima di Walkyrie ll.

“HMY Britannia” negli anni venti è utilizzata da Re Giorgio V principalmente come barca da diporto. Riconvertita in J Class nel 1929, per preparare la quinta sfida di Lipton, riprende a regatare nei Big Boats fino al 1936 quando, al decesso di Sua Maestà, e per Sua  precisa volontà, lo scafo nudo trainato da Cowes alla fossa di Santa Catherina, al largo dell'isola di Wight, è affondato dal cacciatorpediniere HMS Winchester. Nella sua lunga carriera grazie ai continui aggiornamenti, lo Yacht Reale  ha fatto da sparring partner oltre ai Valkyrie anche ai Shamrock di Lipton e al primo Endeavour di Sopwith.

HMY Britannia

Per il sindacato guidato da Oliver Islelin, al quale sono associati Edward D. Morgan, Cornelius e William K. Vanderbilt, (padre di Harold Sterling Vanderbilt protagonista nelle regate di Coppa America degli anni trenta), Herreshoff disegna "Defender", yacht pensato e costruito con un unico obiettivo, difendere la Coppa. Per risparmiare peso lo scafo è a centinatura interna in profilato metallico con tiranti in cavi d'acciaio, fasciame di chiglia in lega di bronzo/magnesio mentre le fiancate sono ricoperte da lastre d'alluminio. L’accoppiamento dei vari metalli accentua l'effetto corrosivo dell'acqua salata tanto da imporre la lucidatura completa dello scafo prima d’ogni regata.

Totalmente riarmate, partecipano alle selezioni "Vigilant", "Colonia" e "Jubilee".

Il 27 luglio "Valkyrie III" lascia la costa inglese. A bordo oltre a Lord Wynndham-Quin la figlia, Eileen e la consorte, Lady Rachel Wyndham-Quin .
Giunto a New York, Lord Dunraven, memore di quanto accaduto nella precedente edizione con le barche spettatori, chiede che il campo di regata sia spostato sul confine tra lo Stato di New York e il Massachussetts.
Il Comitato di Coppa America respinge la richiesta.
 

(jsjohnston.org)
Defender - Valkyrie III

Il 7 settembre "Defender", con “Hank” Haff al timone, vince la prima regata, superando Valkyrie a poche miglia dall’arrivo. Distacco in tempo corretto di 8’48” sul bastone di 30 miglia.
Lord Dunraven, oltre a lamentarsi per i barchini che incrociano sul campo, inoltra protesta di stazza asserendo che la linea di galleggiamento di "Defender" è maggiore di quanto riportato sul certificato di stazza. Gli stazzatori non rilevano irregolarità.
Seconda prova il 10 settembre, triangolo di 30 miglia. Caos in partenza. Costretto, da un battello spettatori che attraversa il campo di pre-partenza, a manovrare bruscamente, "Valkyrie III" aggancia, con la boma, le sartie di tribordo di "Defender", danneggiandole. Effettuata una riparazione di fortuna “Defender” prosegue la regata perdendola con un distacco, in tempo corretto, di 47 secondi.  
La protesta inoltrata da "Defender" è giudicata favorevolmente; “Valkyrie III” è squalificata.
Il Comitato propone la ripetizione della regata ma Lord Dunraven non accetta.
Nel terzo match il 12 settembre "Valkyrie III" è sul campo con le vele d’allenamento; al colpo di cannone taglia la linea, vira e rientra in porto. "Defender" porta a termine in solitario il bastone di 40 miglia.
L'abbandono, motivato da Lord Dunraven come imputabile alla flotta degli spettatori che gli hanno impedito di manovrare liberamente, non è ritenuto valido dal Comitato di Regata.

Defender / Valkyrie III (3 – 0)
New York Yacht Club
“Defender”
Sloop
Progetto: Nathanael Greene Herreshoff
Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co. (Bristol Mann.)
Vele: Wilson & Silsby
Varo: Bristol -29 giugno 1895
LOA: 123’1”; LWL: 88'; beam: 23’;
sail area: 1205 mq.
Costruzione composita bronzo al manganese, acciaio e alluminio.

Sindacato: Oliver Iselin e soci
Skipper: Henry C. ‘Hank’ Haff
Pozzetto: Herbert C. Leeds, Newberry Thorne, Woodbury Kane, W. Butler Duncan, Jr., Mrs. C. Oliver Iselin, C. Oliver Iselin and Nathanael Greene
Royal Yacht Squadron
“Valkyrie III”
Cutter a chiglia
Progetto: George Lennox Watson
Cantiere D. & W. Henderson (Glasgow)
Vele: Ratsey & Lampthorn
Varo: Glasgow - primavera 1895
LOA: 129'; LWL: 89'9"; beam: 26’2”;
sail area: 1245 mq.
Costruzione composita acciaio/legno

Armatore: Lord Dunraven
Skipper: William Cranfield
Tattico e aiuto timoniere: Edward Sycamore
Pozzetto: H. Maitland Kersey, Arthur Glennie, George L. Watson, Thomas W. Ratsey, Lady Rachel Wyndham-Quin, Lady Eileen Wyndham-Quin.

Della seconda sfida di Lord Dunraven rimane solo la lunga serie di polemiche e accuse che rimbalzano dalle due sponde dell'Atlantico. Una, in particolare, si trascinerà con interventi diplomatici e cause legali, ed è quella che Lord Dunraven ostinatamente sostiene: "Defender" ha imbarcato zavorra al fine di aumentare illegalmente la sua linea di galleggiamento”.

L’accusa, non provata dai successivi controlli di stazza, è ostinatamente ribadita da Lord Dunraven al punto da indurre il New York Yacht Club a dichiararlo ospite non gradito per grave comportamento anti-sportivo.

(jsjohnston.org)
Defender - 1895
Valkyrie III - 1895

 

1899 - Thomas Lipton e la dinastia degli "Shamrock"

Inizia l'era di Sir Thomas Lipton e dei suoi "Shamrock.
Thomas Lipton, nord irlandese trapiantato in Scozia, Re del Tè, sconosciuto nel campo della vela, entra nella legenda della Coppa America lanciando la sua prima sfida per conto di un relativamente giovane yacht club nord irlandese il Royal Ulster Yacht Club fondato a Cork nel 1866.
Lo "Shamrock", disegnato da William Fife III, costruito sul Tamigi nel cantiere Thornycroft (specializzato nella costruzione di cacciatorpediniere per la Royal Navy) è uno yacht di 128 piedi con una lunghezza al galleggiamento di 89 e una velatura di oltre 13.000 piedi quadrati. Lo scafo, in lega di bronzo al manganese e opera morta in alluminio, ha caratteristiche costruttive simili a quelle dei defenders americani d’ultima generazione.
Portati a termine gli allenamenti e la messa a punto con il "H.M.Y. Britannia", del principe di Galles, lo yacht, al comando di Archie Hogarth, è trasferito a rimorchio negli Stati Uniti dove arriva il 18 agosto 1899.

Accettata la sfida il Commodoro del New York Yacht Club, J. Pierpont Morgan, dà incarico a Herreshoff di elaborare il progetto del nuovo defender. Il "Columbia" esce dal cantiere Herreshoff nella primavera del 1899; è una macchina da corsa, più lunga dello "Shamrock" di circa un metro, con la stessa lunghezza al galleggiamento (poco più di 26 metri) e più o meno la stessa superficie velica. L’unica variante alla ormai consolidata tecnica costruttiva sta nella struttura dell’opera morta, non più in acciaio ma in alluminio.
L'equipaggio di trentatré uomini, composto per i due terzi da marinai professionisti d’origine scandinava, è comandato dallo scozzese per nascita, naturalizzato americano, Charles "Charlie" Barr.

Memore di quanto successo nella precedente edizione, J. Pierpont Morgan chiede e ottiene che l'ordine, sul campo di regata, sia mantenuto dai mezzi navali del Dipartimento delle Dogane.

I trials si corrono tra "Columbia" e "Defender" comandato da Captain Uriah Rodes.

(jsjohnston.org)
1899 - Columbia disalbera durante i trials
Columbia / Shamrock (3 – 0)
New York Yacht Club
“Columbia”
Skoop
Progetto: Nathanael Greene Herreshoff
Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co. (Bristol - R.I.)
Vele: Herreshoff Mfg. Co.
Varo: Bristol - 1899
LOA: 131'6"; LWL: 89'9"; beam: 24’;
sail area: 1255 mq.
Costruzione scafo bronzo al tobino, sovrastruttura acciaio al nichel, zavorra piombo, albero parte bassa in acciaio resto in oregon.

Sindacato: C. Oliver Iselin e J. Pierpont Morgan
Skipper: Charles ‘Charlie’ Barr
timoniere: Captain "Lem" Miller 
Pozzetto: Newberry Thorne, Woodbury Kane, Herbert C. Leeds, W. Buttler Duncan
Royal Ulster Yacht Club
“Shamrock”
Cutter
Progetto: William Fife III
Cantiere: J. I. Thornycroft (Millwall on Thames)
Vele: Ratsey & Lampthorn
Varo: Millwall on Thames - 24/06/1899
LOA: 128'; LWL: 89'; beam: 24’6”;
sail area: 1290 mq.
Costruzione: opera viva in bronzo al manganese, fiancate in lega d’alluminio, albero e boma acciaio saldato.

Armatore:Thomas Lipton
Skipper: Capt. Archibald Hogart
aiuto timoniere: Robert Wringe
Pozzetto: Jesse Connell e Captain Ben Parker

(Beken of Cowes)
Sir Thomas Lipton

Dopo tredici giorni di rinvii, per assenza di vento e fitta nebbia, prima partenza il 16 ottobre; bastone di 30 miglia. Charlie Barr vince con 10’08” di distacco.
Il 17, triangolo di 30 miglia; "Shamrock" è costretto al ritiro per la rottura della parte alta dell'albero.

(jsjohnston.org)
Colunbia a sinistra e Shamrock a destra dopo la partenza e nella bolina della terza prova.

Il 20, terza prova, bastone di 40 miglia. Archie Hogarth conduce gran parte della regata; Barr lo supera, a poche miglia dall’arrivo, infliggendogli un distacco di 6’34” sempre in tempo corretto.

Lipton patisce una severa sconfitta. Shamrock III, pensato e strutturato per attraversare l’Atlantico e per regatare nulla può contro un Reliance, (usa e getta), pensato e strutturato per regatare una sola volta.

Fallito il tentativo di vendita delle due barche a metà settembre i due Shamrock fanno rotta per l’Inghilterra.

Tre mesi dopo la fine delle regate "Reliance" è rimessato nei cantieri Herreshoff. L’impiego successivo dei 75 piedi ne decreta il tramonto; rimorchiato da Bristol a South-Brooklyn N.Y., è demolito nell'estate del 1913.

Columbia - 1899
Shamrock - 1899

Da bordo dello S/S "Ponce" Guglielmo Marconi via radiotelegrafo, aggiorna sulle fasi delle regate le redazioni del "New York Herald" e del "Evening Standard" dimostrando nel contempo, agli osservatori dell’U.S. Navy, l’utilità e l'utilizzo della sua invenzione.

 

1901 - Rating penalizzante

Lipton attracca a New York il l’11 agosto con un nuovo cutter lo "Shamrock II", progetto di J. L. Watson studiato in vasca navale e costruito in una nuova lega di bronzo. I test condotti dopo il varo avvenuto a Dumbarton nell'aprile del 1901 non sono confortanti Shamrock II perde nei confronti del vecchio Shamrock. Il 22 maggio Re Eduardo VII ospite a bordo è coinvolto nel disalberamento dell'imbarcazione.

I trials si corrono tra "Constitution", disegnato da Herreshoff per il sindacato di August Belmont con skipper Henry C. Haff, e il vecchio “Columbia”, adeguatamente rimodernato dall’armatore Alexander Cochran e timonato da Charlie Barr.
Il Comitato di Selezione, non convinto dal comportamento di “Constitution”, assegna a “Columbia” la difesa della Coppa. Deluso e amareggiato Nathanael Herreshoff, convinto che "Constitution" fosse la barca più veloce.

Costitution e Columbia nei trials
Independence

Per conto del sindacato di Boston guidato da Thomas Lawson e con i colori dell'Eastern Yacht Club di Marblehead (Mass, su progetto Bowdoin B. Crowninshield, “Independence” con al comando Captain Uriah Rhodes è il secondo yacht approntato per i trials.
L'ultimatum del New York Yacht Club "O lo yacht corre sotto i nostri colori o non partecipa alle selezioni" blocca la sua discesa in campo."Indipendence" è smantellato sei mesi dopo il varo.

Columbia / Shamrock II  (3 – 0)
New York Yacht Club
 “Columbia”
Sloop
Progetto: Nathanael Greene Herreshoff
Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co. (Bristol - R.I.)
Vele: Ratsey (City Island)
Varo: Bristol - 1899

Armatore: Alexander Cochran
Skipper: Capt. Charles ‘Charlie’ Barr
Pozzetto: James Parker, Lem Miller, Herbert C. Leeds 
Royal Ulster Yacht Club
 “Shamrock””
Cutter
Progetto: George L. Watson
Cantiere: William Denny & Brothers (Dumbarton)
Vele: Ratsey & Lapthorn
Varo: Dumbarton - aprile 1901
LOA: 137'; LWL: 90'; beam: 24’2”;
sail area: 1340 mq.
Costruzione: opera viva in lega di bronzo, opera morta in acciaio,albero e boma in acciaio.

Armatore: Thomas Lipton
Skipper: Capt. Edward A. Sycamore
Pozzetto: George Lennox Watson Captain Robert Wringe.

Il 28 settembre bastone di 30 miglia con partenza in poppa dal battello faro di Sandy Hook. "Columbia" vince la prova con un vantaggio di 35" in tempo reale (1'20" corretto).

I 3 ottobre seconda prova, triangolo di 30 miglia; Captain Sycamore perde il match con un ritardo in compensato di 3’45”.

Terzo match, il 4 ottobre vento leggero, bastone di 40 miglia con partenza sempre in poppa; "Shamrock II" gira dopo le prime 20 miglia con 49” di vantaggio; Charlie Barr sul lato di bolina azzera il distacco.
Sulla linea ”Shamrock II” anticipa “Columbia” di due secondi perdendo però la prova per 41" in tempo corretto.

Lipton segue la regata a bordo del SY "Erin"
 

Columbia segue Shamrock II al giro di boa

 

1901 - Columbia
1901 - Shamrock II

Grazie all'abilità di Charlie Barr e all'apporto del suo equipaggio scandinavo, "Columbia" entra nella storia come la prima barca a difendere la Coppa in due edizioni successive.
Messa in disarmo nel cantiere di Robert Jacob a City Island è fatta restaurare da Edwin D. Morgan per partecipare alla selezione defender del 1903.

Dieci anni dopo lo scafo è smantellato nei cantieri Hawkins di City Island.

1903 - Il gigante "Reliance"

Dalla matita di Herreshoff esce questa volta il "Reliance", la più grande delle barche impiegate in Coppa America.
Commissionata dal sindacato guidato da Oliver Iselin del quale fanno parte Cornelius Vanderbilt e William Rockfeller "Reliance" è un mostro da regata con scafo in lega di bronzo, albero cavo in acciaio saldato, grossi verricelli a doppia velocità sotto coperta, ponte in alluminio ricoperto in sughero, base d'albero regolabile, doppia timoneria a ruota, oltre 1.500 mq. di superficie velica e, per migliorare la stabilità alle andature portanti, pala del timone cava, riempibile d’acqua. Impressionante l'altezza della coperta dalla linea di galleggiamento, gli slanci vanno dai sei metri della prua ai sette della poppa. L'equipaggio è di 64 persone. Madrina del varo avvenuto il 12 aprile 1903 la Sig.ra Nora Iselin.

Reliance e Shamrock in bacino di carenaggio

Al termine della prima prova il Comitato di Selezione interrompe la serie di regate di valutazione per la manifesta superiorità dimostrata da “Reliance” rispetto al "Constitution" d’August Belmont e al vecchio "Columbia" riarmato da Edward D. Morgan con al comando Captain ‘Lem’ Miller, già primo ufficiale di Charlie Barr nelle due campagne precedenti.

Reliance in poppa

La nuova barca di Lipton è opera di William Fife III che apporta al progetto nuove idee e nuovi materiali.
Lo scafo costruito in acciaio al nichel è verniciato con smalto bianco lucido che gli conferisce una superficie estremamente liscia. La chiglia convenzionale è sostituita da una pinna di deriva con bulbo in piombo e, novità assoluta per una barca inglese, la barra tradizionale è sostituita da un timone a ruota. La lunghezza al galleggiamento, al limite alto della stazza è di 89 piedi e 9 pollici . Varo dello "Shamrock III" il 17 marzo 1903, giorno di San Patrizio patrono d'Irlanda.

(bluegreenpictures.com)
Varo di Shamrock III

Reliance / Shamrock III (3 - 0)
New York Yacht Club
 “Reliance”
Sloop
Progetto: Nathanael Greene Herreshoff
Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co. (Bristol - R.I.)
Vele: Herreshoff Mfg. Co.  (Lampthorn)
Varo: Bristol - 12 aprile 1903
LOA: 143'6"; LWL: 89'6"; beam: 25’8”; sail area: 1501 mq.
Costruzione: scafo in lega di bronzo al tobino, ponte in alluminio, zavorra in piombo, albero in acciaio.

Sindacato: C. Oliver Iselin e soci
Skipper: Capt. Charles ‘Charlie’ Barr
Pozzetto: Herbert C. Leeds, Newberry Thorne, Woodbury Kane, W. Butler Duncan, Jr., N.G. Herreshoff, Dr. J. Monahan.
Equipaggio: 64
Royal Ulster Yacht Club
“Shamrock III”
Cutter
Progetto: William Fife Jr.
Cantiere: William Denny & Brothers (Dumbarton)
Vele: Ratsey & Lapthorn
Varo: Dumbarton - 17 marzo 1903
LOA: 135'; LWL: 89'8”; beam: 23’6”; sail area: 1315 mq.
Costruzione: scafo in acciaio, zavorra in piombo,, ponte in legno di pino.

Armatore: Sir Thomas Lipton
Skipper: Capt. Robert ‘Bob’ Wringe
Assistente: Capt. J. Bevis
Pozzetto: William Fife III, C. Scharmon-Crawford, Dr. H.E. Neale.
Equipaggio: 56

Il primo match parte il 22 agosto 1903. Percorso a bastone bolina/poppa di 30 miglia. Dopo l'iniziale supremazia di Robert Wringe, skipper di Shamorck III, Charlie Barr passa in testa portando a termine la regata con un vantaggio, in compensato, di 7 minuti e 3 secondi.

Reliance / Shamrock III - duello in partenza

Il 25 triangolo da trenta miglia. Al termine, il vantaggio di "Reliance" si attesta, in compensato, a 1’19”.

(jsjohnston.org)
Shamrock III in attesa del vento al battello faro di Sandy Hook

Il 3 settembre, la terza regata, percorso a bastone. "Shamrock III", si perde nella nebbia e rientra in porto senza tagliare la linea d’arrivo.

Reliance - 1903
Shamrock III - 1903

 

Reliance sulla linea d'arrivo.

Tre mesi dopo la fine delle regate "Reliance" è rimessata nei cantieri Herreshoff. L’impiego successivo dei 75 piedi ne decreta il tramonto; rimorchiata da Bristol a South-Brooklyn N.Y., è demolita nell'estate del 1913.

 


(VlI revisione © aprile 2011)
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000

 

I protagonisti

 

Charles Jackson Paine

Charles Jackson Paine nato a Boston nel 1833, si laurea in giurisprudenza a Harvard nel 1853, entra all'Accademia di West Point. Sposato con la figlia di un facoltoso commerciante s'interessa attivamente della nascente imprenditoria ferroviaria. Richiamato alle armi, nel 1861, con il grado di Capitano non prende parte attiva nella fase iniziale della Guerra di Secessione.  Il grado di generale gli è conferito nel 1865.
Sin da giovanissimo s'interessa di vela e di progettazione collaborando attivamente con l'amico e concittadino Edward Burgess.
Il Generale è all'origine di un nuovo approccio nella difesa della Coppa. Nelle prime sfide, il defender usciva da una selezione tra gli yacht di proprietà di soci del NYYC con Paine il defender diventa una macchina pensata esclusivamente per la Coppa America. Lo sforzo economico non è più sostenuto dal singolo armatore, ma da un gruppo di facoltosi appassionati pronti a suddividersi le spese. Pur essendo socio del NYYC il generale da vita al suo primo sindacato con Malcom Forbes e un gruppo d’amici di Boston e affida, nel 1885 a Edward Burgess, la progettazione del cutter, “Puritan” al quale seguiranno, “Mayflower” nel ’86 e “Volunteer” nel ’87. I tre scafi, dopo aver vinto i rispettivi trials, difendono la Coppa per conto del New York Yacht Club ma sotto i colori dell’Eastern Yacht Club, fondato a Marblehead (Mass.) nel 1870.
Il Generale si spegne a Weston (Mass.) il 12 agosto 1916.



John Pierpont Morgan

Figlio del banchiere Junius Spencer Morgan con grossi interessi finanziari in Europa e negli Stati Uniti entra nell’azienda paterna agli inizi del 1860. Nel 1895 fonda la J.P. Morgan & Co. banca d’affari tutt'oggi in attività.
Filantropo, sovvenziona scuole, ospedali, chiese e istituti caritatevoli. Accumula una notevole collezione d’arte, ora patrimonio del Metropolitan Museum of Art di New York. Commodoro del NYYC dona l’area, sulla 44ma strada, dove far costruire la nuova sede del Club, inaugurata nel 1901 e tuttora funzionante. Coinvolto nella Coppa America è parte attiva in tutti i sindacati dal 1895 al 1903.
(Hartford 1837 –  Roma 1913).




Edward Burgess

Nato a West Sandwich (MA) il 30 giugno 1848 in un’agiata famiglia di commercianti la cui fortuna, accumulata nei traffici con le Indie Occidentali, svanisce nel 1879.

Edward laureato ad Harvard nel 1871 diventa segretario della Società di Storia Naturale di Boston per la quale pubblica diversi lavori. Nel 1879 torna a Harvard in veste di professore di entomologia. In uno dei suoi frequenti viaggi in Europa partecipa ad un corso architettura navale. I principi acquisiti sono messi in pratica progettando per diletto imbarcazioni. Nel 1883 non potendo più contare sul patrimonio familiare e dovendosi trovare un’occupazione in grado da dargli la possibilità di vivere Edward, incoraggiato dall'amico il Generale Charles Paine, decide di mettere a frutto le conoscenze acquisite nell’ambito nautico dedicandosi a tempo pieno alla progettazione.

Nel 1884 il comitato di Bostoniani capitanato da Paine lo incarica di progettare un’imbarcazione da schierare alla selezione del defender. La cosa desta una certa ilarità negli ambienti velici newyorkesi che ironizzano del fatto che un professore che si interessa di ragni e scorpioni firmi il progetto di una barca in grado di difendere la Coppa.
Dal suo lavoro nasce Puritan pietra miliare nella progettazione navale americana. Il suo disegno è un compromesso tra il cutter inglese stretto e profondo poco adatto alle acque basse della costa est nord americana e la concezione statunitense dello sloop a deriva mobile largo e piatto adatto alla navigazione in acque calme ma instabile è pericoloso in mare aperto.
Nei trials Puritan surclassa Bedouin di Archiebald Rogers varato nel 1882, Priscilla dello stesso Generale Charles J. Paine. varato nel 1885 e il Gracie disegnato da Abraham Shank nel 1868 poi difende agevolmente della coppa superando senza grossi patemi lo sfidante inglese Genesta.
 
La prestigiosa affermazione da ulteriore notorietà a Burgess; l’anno successivo, sempre commissionato dal Generale Paine, firma Mayflower per la difesa della Coppa del 1886 dall’assalto del Galatea di William "Paddy" Henn. Nel 1887, per il terza volta consecutiva, un suo progetto blocca gli inglesi. Volunteer, messa in acqua sempre dal Generale con i colori dell’Eastern Yacht Club annulla le velleità di Thistle.

Edward Burgess muore di tifo il 12 luglio 1891 la moglie Caroline Sullivan muore di polmonite il 16 settembre dello stesso anno lasciando due figli giovanissimi William Starling e Charles Paine.

Nella sua breve carriera ha firmato 206 progetti dei quali, oltre agli yachts a vela, 35 yachts a vapore e varie decine di pescherecci, batteli pilota e barche da lavoro.




Nathanael Greene Herreshoff

“Captain Nat” o “The Wizard of Boston” com’è comunemente soprannominato, nasce a Bristol (R.I.) nel 1848. Con il fratello John si fa conoscere nelle acque di casa, la baia di Narragansett, per le vittorie riportate con le barche disegnate dal padre. A 17 anni disegna uno sloop di 25 piedi e un catamarano di 16. Laureato presso il Massachusetts Institute of Technology in architettura navale e ingegneria nautica, nel 1877, con il fratello John, amplia la "Herreshoff Manufacturing Company", cantiere fondato dal padre, specializzato nella costruzione di naviglio a vapore per le marine militari.

Nel 1891, “Nat” disegna “Gloriana”, sloop da regata in cui fonde il dislocamento di chiglia di scuola inglese con quello di forma di scuola americana. La barca, veloce in tutte le condizioni di vento, ha uno scafo di media larghezza sul quale, la chiglia classica a tutta lunghezza, è sostituita da una pinna profonda con zavorra in piombo pari al 60% del peso totale. A pochi mesi distanza segue “Dilemma”, primo yacht con bulbo a siluro, e nel 1892, “Alpha”, capostipite delle derive moderne.
Il successo dei suoi progetti trasforma l’indirizzo del cantiere che, tranne qualche sporadico yacht a vapore, si dedica esclusivamente alla costruzione d’imbarcazioni a vela.
Nel 1896 Herreshoff lancia il “Newport 30s”, primo progetto di barca one-design costruita in serie e di larga diffusione.
L’ingresso in Coppa America avviene con “Vigilant” commissionata, per la difesa del 1893, dal sindacato guidato da Edwin Morgan e Oliver Iselin. Seguono “Columbia”, “Constitution”, “Reliance” e “Resolute”, tutti realizzati a Bristol.
Oltre alla progettazione Herreshoff studia e brevetta un sistema di saldatura per l’assemblaggio di scafi d’acciaio, realizza il primo albero metallico, i winches in bronzo, il rinvio delle manovre sottocoperta, la chiglia con bulbo a siluro.
Per venire incontro alle esigenze del New York Yacht Club, Nathanael studia una formula che consente di accorpare le imbarcazioni in categorie omogenee; ne scaturisce la "Universal Rule", che sostituisce il complicato calcolo dei compensi con il "Rating", ed è usata per la progettazione delle barche americane fin dal 1903.
A pochi anni dalla scomparsa del fratello John, avvenuta nel 1915, "Captain Nat" lascia ai figli, Francis e Sidney, la gestione del cantiere proseguendo nell’attività solo in veste di consigliere.
Nathanael Herreshoff muore a Bristol nel 1938. Il cantiere chiude nel 1946 con la consegna dello Yacht n° 1521.




George Lennox Watson

Figlio del medico Thomas Lennox, e nipote dell’ingegnere Sir Timothy Burstall, George Lennox nasce a Glasgow nel 1851. Da giovane passa le sue vacanze a Inverkip, piccolo paesino di mare nella zona del Firth of Clide, dove uno skipper locale, William Mackeie gli insegna ad andare per mare. All’età di sedici anni George entra come apprendista disegnatore nel cantiere Robert Napier di Glasgow dove apprende i primi rudimenti sull’idrodinamica e l’influenza che questa ha sulla progettazione di una barca.
Dopo un secondo periodo d’apprendistato presso il cantiere J&A, nel 1873 all’età di 22 anni Watson apre in assoluto il primo studio di architettura navale specializzandosi nella progettazione di naviglio leggero.

Il suo primo disegno attira l’attenzione del pubblico per l’inusitata prua che mostra l’imbarcazione. Il successo arriva con gli yacht Vril e Verve ordinati da facoltosi industriali del Clyde. La consacrazione e del 1879 grazie al suo nuovo yacht “Madge” che in regata a New York, sbaraglia la concorrenza riscattando per un certo verso lo smacco subito dalla marineria britannica con l’inaspettata vittoria di “America” del 1851.
Nel 1886 il sindacato scozzese capitanato da John Bell e appoggiato dal Royal Clide Yacht Club commissiona al trentacinquenne Watson un cutter col quale sfidare in Coppa il New York Yacht Club nel 1887. Dallo studio esce “Thistle” scafo dall’opera viva tanto innovativa da essere tenuta gelosamente segreta. Purtroppo ai controlli di stazza lo yacht risulta avere una lunghezza al galleggiamento di poco maggiore a quanto dichiarato sul certificato di conformità (circa 41 cm). Il ricalcolo dell’handicap lo penalizza oltre misura risultando nettamente svantaggiato nel confronto con Volunteer.
Ormai affermato, nel 1892 il Principe di Galles gli commissiona il suo yacht personale. Dallo studio esce “Britannia”, varato nel 1893, una delle barche più longeve e più vittoriose di tutta la storia della marineria inglese. Nato come cutter, nel 1929 viene riarmato a sloop bernudiano e ristazzato come Classe J. Nell’arco della sua carriera sarà utilizzato come sparring partner per la messa a punto dei Valkyrie, degli Shamrock e del primo Endeavour.
Nel 1892 Watson firma il Valkyrie II che pur perdendo per 3 a 0 tiene ottimamente testa al Vigilant di Herreshoff. Nel 1895 firma il secondo Valkyrie mentre nel ‘901 Lipton gli affida il progetto del suo secondo Shamrock.
Watson muore d’infarto il 12 novembre 1904 avendo interamente dedicato la breve vita alla sua, più che lavoro, passione. Solo diciotto mesi prima del suo trapasso aveva avuto il tempo di contrarre matrimonio e avere una bambina purtroppo orfana di padre a pochi mesi dalla nascita.




Sir Thomas Johnston Lipton

Nato a Gorbals (Glasgow) il 2 ottobre 1850 (alcune fonti datano il 10 maggio) da genitori d’origine irlandese, gestori di un piccolo spaccio di generi alimentari.
A dieci anni s’impiega come fattorino; a quattordici emigra negli Stati Uniti dove lavora da bracciante in Virginia e nel South Carolina. Trasferitosi a New York, s’impiega come commesso in un emporio di generi alimentari. Rientra a Glasgow nel 1869 e nel '70 apre a Finnieston il suo primo punto vendita. Nel giro di pochi anni, merito di un’accorta pubblicità, estende la sua catena di negozi a tutta la Scozia e in molte città del Regno Unito tra le quali Londra dove si trasferisce nel 1880. L'organizzazione dei suoi punti vendita (simile agli attuali supermercati) e il fiuto per gli affari lo rende ben presto milionario.

La sua fortuna è investita nei possedimenti britannici, in piantagioni di caucciù, caffè, cacao, materie prime che poi vengono lavorate e trasformate nei suoi stabilimenti. Il prodotto di maggior successo è il Tè coltivato nelle sue piantagioni dell'isola di Ceylon, e, con la "Lipton Tea Company", soppianta la Cina sui mercati mondiali.
Nel 1898, Lipton è insignito dalla Regina Vittoria del titolo di "Knight", e elevato al rango di "Baronetto" nel 1902.
La sfida del 1899, lanciata per suo conto dal Royal Ulster Yacht Club di Cork, aiuta il marchio "Lipton" ad affermarsi sul mercato americano.
Lipton s’impegna, da mecenate, nella promozione dello sport finanziando e organizzando manifestazioni. La Lipton Cup, trofeo challenge giocato dal 1909 da squadre di calcio del sud Italia e vinto dal Palermo nel 1914; il Lipton Sailing Challenge è tuttora in palio tra i circoli velici dell'area di San Diego; il Lipton Cup Trophy di canottaggio è conteso tra armi americani e canadesi; per la Fisherman Race (Massachusetts Bay) del 1907 mette in palio un trofeo d'argento del valore di 5.000 $. Nel 1909 organizza a Torino la "Football World Cup" mettendo in palio il "Sir Thomas Lipton Trophy", trofeo challenge da assegnarsi dopo due vittorie. La manifestazione, (esagerato chiamarla World Cup), è in realtà un quadrangolare al quale aderiscono squadre di Club. Nella prima edizione sono presenti per l'Inghilterra, il West Auckland FC, per la Germania, lo Stuttgarter Sportfreunde, per la Svizzera, il FC Winterthur e in rappresentanza dell’Italia il Torino XI. Nella seconda edizione, disputata nel 1911, sono impegnate le squadre della Juventus FBC, del FC Torino, del FC Zürich e del West Auckland F.C. che, vincendo il torneo, si aggiudica definitivamente il trofeo.
Per trent'anni è l'unico inglese a tentare la riconquista della Coppa America.
Nel 1920, il New York Yacht Club lo nomina Socio Onorario e al termine dell'ultima campagna gli offre una Coppa d'Oro in riconoscimento alla sua sportività.
A causa della popolana estrazione sociale, nonostante sia caldeggiata da amicizie altolocate quali tra gli altri il Principe di Galles (poi Re Edoardo VII) e il Duca di Kent, (poi Re Giorgio V) armatori del Big Class “Britannia”, la sua candidatura a socio del Royal Yacht Squadron è sempre rifiutata.
Quando, nel 1930, alla vigilia della sua quinta sfida il Commodoro e il Consiglio dello Squadron accettano di accoglierlo come membro Sir Thomas Lipton, a sua volta, dignitosamente rifiuta.

Thomas Lipton muore senza eredi a Londra il 2 ottobre del 1931 lasciando in dono alla città di Glasgow gran parte delle sue ricchezze. Per volontà testamentaria il lascito deve servire alla costruzione e al mantenimento di ospedali e prestare aiuto a madri indigenti.




William Fife III

William Fife III, figlio d’arte, nasce nel 1857 in una famiglia di maestri d’ascia nel piccolo villaggio di Fairlie nel North Ayrshire sulla costa ovest della Scozia all’imboccatura dell’estuario del Clyde. Il nonno William I fonda il cantiere sulla spiaggia del villaggio nel 1800. Le sue costruzioni, per lo più pescherecci, hanno un ‘ottima reputazione tanto che nel 1812 il Commodoro del Royal Northen Yacht Club gli commissiona un cutter il “Lamlash” che incontra un immediato successo. L’industrializzazione dell’area di Glasgow porta in questa zona della Scozia un inaspettato benessere e con esso nuovi ricchi che possono permettersi un’imbarcazione da diporto.

Nel 1854 le redini del cantiere passano a William Fife II per poi essere prese nel 1890 da William III. Il rampollo non smente il buon nome della famiglia facendosi subito notare nel mondo della nautica inglese e internazionale con il suo primo successo il “Dragon” del 1888.
La sua reputazione è tale che le commesse arrivano anche dalle teste coronate di mezza Europa. Nel 1899 Lipton, suo conterraneo, sconosciuto nel mondo nautico ma ricco commerciante e produttore di Tè, preso dalla febbre per la Coppa, gli commissione il suo primo “Shamrock”. La costruzione del cutter, tutta in metallo, Fife l’affida al cantiere J.I. Thornycroft di Millwall on Thames, nei sobborghi di Londra, specializzato nella costruzione di caccia torpedinieri per la Royal Navy. Il prodotto finito da ottima prova nei test sviluppati con il Britannia con un solo handicap, il peso richiesto per la robustezza di una barca che deve affrontare una traversata atlantica prima di regatare.
Il tentativo, si sa, non và a buon fine Shamrock è superato dal Columbia del mago Herreshoff. Il terzo scafo di Lipton, lo Shamrock lll, nuovamente a firma William Fife III, ha la sfortuna d’imbattersi nel gigante Reliance sempre di Herreshoff. Dopo questi insuccessi la collaborazione con Lipton non si interrompe, Fife darà ancora il suo contributo collaborando con Nicholson nella progettazione delle ultime due barche del magnate scozzese.
Nel 1906, con l’entrata in vigore della Regola Internazionale, Fife si specializza nelle classi metriche. Tra i suoi progetti tuttora naviganti il 12M JI Cintra del 1909, il 23M JI Cambria del 1928 e il 12M JI Vanity V del 1935.

Celibe, William Five III muore nel 1947. Il cantiere, gestito da un suo nipote, chiude definitivamente nel 1985.

In trasferimento per Largs, sull’estuario del Clyde, per prendere parte ad una regata commemorativa intitolata a William Fife, la notte tra il 12 e 13 giugno 1998 perde la vita il leggendario navigatore francese Éric Tabarly cadendo fuoribordo dal suo“Pen Duick” (originariamente “Yum”) progetto Fife del 1898.

 


(III revisione © giugno 2011)
ricerche e testo a cura di Egidio Nocera © copyright Feb/Mar 2000

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