Le origini
Gli insediamenti umani sono antichissimi. Il villaggio sommerso su palafitte,
scoperto nei primi anni settanta nelle vicinanze di Anguillara in località "la
Marmotta", risulta essere il più antico insediamento neolitico conosciuto in Europa
e rivela una popolazione dedita alla pesca già residente in zona oltre ottomila anni fa.
Nel luglio del 1994 durante i lavori di posa del pipeline per il nuovo acquedotto, si è
rinvenuta una rudimentale piroga, ricavata da un tronco d'albero, databile alla seconda
metà del V millennio A.C.. A cinque anni di distanza, l' 8 luglio scorso, l'équipe di
archeologi subacquei ne ha scoperto una seconda risalente agli inizi del Vl secolo.
Pur essendo vicinissimo ai fiorenti centri della Tuscia (vedi Cerveteri), non vi sono
vestigia apprezzabili del periodo Etrusco. Di quello romano rimangono resti di
pavimentazioni della via Clodia (l'attuale Braccianense), qualche muro e ruderi di ville.
Le strutture attuali dei borghi di Anguillara, Bracciano e Trevignano risalgono al
medio evo.
E' il più caratteristico. Arroccato su uno sperone di roccia a strapiombo sul lago vi
si accede dalla Porta Principale o Porta Romana sormontata
da un orologio. I suoi vicoli in salita portano alla Collegiata con la Chiesa dell'
Assunta (1794) e Torre Campanaria del 1470. In origine l'unico accesso, risalendo dal
lago, era attraverso la non più esistente Porta Giudia (X secolo) che immetteva su Piazza
della Porta, piazza nella quale convergono tuttora le due direttrici principali del paese.
La più antica, porta alla chiesa di S. Biagio e alla
primitiva zona medievale della Rocca Baronale, la seconda, più recente, attraverso una
scalinata, che immette su Piazza del Comune, verso l'attuale chiesa dell'Assunta e la zona
rinascimentale. Delle originarie mura del Castello, che circondavano il Borgo e la Rocca
Baronale, affiorano dal lago solo pochi ruderi.
La ristrutturazione operata nel 1470 dagli Orsini, nuovi feudatari di Anguillara, porta,
per dare una via accesso ai nuovi insediamenti estesi al disopra
del borgo originario, allo sventramento di parte degli edifici
medievali. Contemporaneamente si avvia la costruzione della Rocca Rinascimentale,
l'apertura della Porta Romana con adiacente Palazzo Baronale,
l'ampliamento delle mura perimetrali con nuovi bastioni e, staccato al loro esterno,
l'innalzamento del Torrione della Rocca. Attualmente la
monumentale torre è in parte utilizzata come sede di strutture comunali. Nella sua zona
superiore, è sorto, da poco, un piccolo Museo della Civiltà Agricola con una raccolta,
di foto, oggetti domestici, attrezzi agricoli e da pesca, dei primi del novecento.
Fuori le mura dei due monasteri di S. Andrea e di S. Salvatore rimane solo la Chiesa di
San Francesco (XV secolo), che, dopo essere stata per decenni deposito di attrezzi
agricoli, oggi è in fase di totale restauro. Peccato che si siano persi gli affreschi che
ne ricoprivano le pareti.
Nel periodo estivo un battello, il "Sabazia", collega, più volte al giorno
dal molo di Anguillara, i tre Comuni.
Buona in genere la sistemazione alberghiera, e vasta la scelta di ristoranti dove si
possono gustare i tipici pesci del lago: coregoni, lucci ed anguille.
Vigna di Valle
La zona di Vigna di Valle è sede di buona parte dei circoli velici del lago. Nel suo
comprensorio oltre a maneggi, ristoranti e circoli sportivi vi è un albergo (ricavato dal
rudere ristrutturato della casina di caccia degli Odescalchi), e
l'Idroscalo Militare di Vigna di Valle con annesso il Museo
dell'Aeronautica.
L'aeroporto di Vigna di Valle è uno dei primi utilizzati in Italia aperto, agli inizi
del 1900, come stabilimento sperimentale dell'esercito in campo aeronautico. L'ubicazione
è dovuta alla vicinanza con Bracciano dove aveva sede la Reale Scuola di Artiglieria,
essendo il mezzo aereo, ancora in fase embrionale, visto solo come ausilio
all'artiglieria per l'osservazione ed il controllo delle linee nemiche. Con il passare
degli anni lo specchio d'acqua, sul quale si affaccia, si rivela utilissimo per
sperimentare i primi rudimentali idrovolanti in forza alla Reggia Marina, divenendo via
via una delle più importanti Basi Idrovolanti Italiane. Nel 1926, un SIAI SM-59 decolla
dal lago di Bracciano ed ammara, senza scalo, ad Atene, un vero record per quegli anni.
L'aeroporto è operativo fino alla metà degli anni settanta, l'ultimo ammaraggio di un
idrovolante militare è in occasione del rientro in base, prima della radiazione, di un
HU-16A Grumman Albatross del Soccorso Aereo ( qui custodito ed esposto al
pubblico). L'Aeroporto Militare è oggi Centro di Addestramento per gli elicotteri del
Soccorso ed in parte delle sue strutture sono ospitati sia il Museo Storico
dell'Aeronautica Militare che il Centro Sportivo A.M. di cui il Centro Velico.
L'inaugurazione Museo Storico dell'Aeronautica risale al Maggio 1974. L'area adibita a
museo era costituita da due hangar interdipendenti collegati tra loro tramite un corpo
basso. Il più piccolo, di produzione austro-ungarica, era stato ceduto, con altri due
alla fine del primo conflitto mondiale, come risarcimento per danni di guerra; il secondo
invece costruito sul posto, nel 1930, per il ricovero e la manutenzione dei grossi
idrovolanti. Lo spazio era atto ad ospitare sia i pochi aerei superstiti al conflitto mondiali, esposti al palazzo della Vela di Torino, che i primi jet in servizio negli anni cinquanta e sessanta.
Da allora tantissime acquisizioni e restauri; per citarne solo alcuni: il trimotore da
trasporto S.M.82, il silurante S.79, gli idrocorsa Macchi 39 e MC 72 o il completo
rifacimento della replica del biplano Wright primo aereo in dotazione al Reale Esercito
Italiano nel 1908. Dal 1997, dopo la costruzione del terzo hangar, per una serie di
cavilli burocratici il museo è rimasto chiuso fino alla sua, non ancora totale,
riapertura del 7 Agosto scorso ('99). La ristrutturazione degli spazzi dovrebbe
prevedere l'utilizzo dell'hangar austro-ungarico per gli aerei fino alla prima guerra
mondiale dal Wright allo SVA; nel corpo basso di collegamento, parte del periodo post
1919, nel secondo hangar il periodo pre e seconda guerra mondiale con il CR32, MC200, 202
e 205, la bellissima replica, ora esposta del G55 (ottenuta utilizzando la fusoliera di un G59 post bellico modificata nella parte anteriore per ospitare al posto del motore Merlin
il Daimler Benz 605), i vari caccia di produzione alleata: Spitfire MK9,
Thunderbolt, P 51D Mustang, ed infine i grossi trimotori S.M.82, S.79, CANT Z 506 ed altri ancora in fase di restauro. La nuova costruzione è totalmente dedicata ai Jet dal 1950 in
poi e cioè dal D.H.113 versione biposto del meglio conosciuto D.H.100 Vampire (del quale
non è rimasto alcun esemplare), alla famiglia G80 (primi jet di costruzione tutta
italiana), passando all'F.86 E, e agli F.84 nelle varie versioni, per poi arrivare ai
G.91, F.104 e Tornado. Citarli tutti non è proprio possibile ma non si può però
tralasciare i due Grumman, l'antisom S2F-1 "Tracker" e l'idrovolante del S.A.R
HU-16A Albatross.
Un'ampia carrellata di un secolo di Storia dell'Aeronautica.
Bracciano
Con i suoi 270m. sul livello del mare,
domina il lago con
la mole imponente del suo
Castello ampliato tra il 1470 ed il
1490 dagli Orsini. Le sue torri, erette tra il XII ed il XIII a guardia della Rocca dei
Prefetti di Vico, passate di mano nei secoli dagli Orsini ai Torlonia ed agli Odescalchi,
hanno visto scorrere pagine di storia. L'abitato, cinto da mura fortificate risalenti tra
il XII ed il XV secolo, ha una zona d'epoca medievale (in parte restaurata recentemente),
al cui centro troneggia la chiesa di S. Clemente con transetto di Santo Stefano del X-XI
secolo. Leggermente più in basso, ma sempre entro le mura, si stende il borgo
rinascimentale con alla sua sinistra la chiesa dei P.P: Agostiniani ed il convento di S.
Maria Novella eretti nel 1584. Un largo fossato proteggeva le mura sui lati sud ed est ed
una unica porta immetteva alla via Clodia. La sola via d'accesso al lago era ed è rimasta
una strada tortuosa che scende lungo le falde della rocca.
Grazie anche alla presenza sul territorio di grossi insediamenti militari, Bracciano
attualmente è in fase espansiva (vedi la costruzione del nuovo insediamento
'Bracciano2'). L'ospitalità alberghiera e buona. I ristoranti, con una cucina semplice,
si rivolgono prevalentemente ad una clientela giovane con disponibilità finanziarie
limitate. Sui bordi del lago fioriscono locali dove passare la serata, diversi campeggi e, come un pugno al panorama, un megalbergo bianco fatto costruire nel bel mezzo di un uliveto centenario, in barba a tutti i proclami di salvaguardia della zona.
Trevignano
Venendo da Bracciano si accede al borgo dalla Porta di S. Stefano(o dell'Orologio) sormontata dalla torre dell'Orologio del X secolo. Il paese
si stende con forma triangolare lungo un costone con all'apice i ruderi del Castello,
rocca fortificata costruita sul finire del 1100 sul basamento di una fortificazione di
epoca romana, ai due lati le mura di cinta, ed alla base il lago. Lungo le viuzze si
mescolano edifici elevati tra il IX ed il XIII secolo, alcuni dei quali portano
incastonati nei muri resti di marmi romani, con altri di epoca rinascimentale di cui la
Chiesa della Collegiata, distrutta nel 1494 e ricostruita nel 1500. A cavallo delle mura troviamo la Chiesa del S.S. Crocefisso del 1707, nella quale sono
stati incorporati importanti affreschi dei primi del 1500. Fuori dal perimetro delle
stesse, troviamo la chiesa di S. Caterina innalzata presumibilmente nel VIII secolo sui
resti di un edificio romano,
il Casale del Drago, il Palazzo Baronale del 1691 e l'attiguo
Palazzo Comunale (1800) che ospita l'antiquarium con reperti etruschi della zona.
Lungo la via principale del borgo si affacciano botteghe e laboratori artigianali nei
quali sono allestiti, nel periodo estivo, mostre varie ed esposizioni di prodotti
artigianali. Gradevole il lungolago dove fermarsi, la sera, per una birra o un gelato.
Ottimi i ristoranti alcuni dei quali offrono una cucina ricercata con pietanze
particolari.
Vicarello
Sorge su una collina a metà strada tra Bracciano e Trevignano. Agglomerato rurale con
fabbricati colonici del XVII secolo e resti di costruzioni di una
antica villa romana. Nelle sue vicinanze quella che fu un'importante stazione termale, Thermae
Apollinares in epoca romana, ora Bagni di Vicarello. Tra i
boschi di castagni, le sue terme calde, con vasche in parte d'epoca romana, vuoi per
disinteresse, vuoi per la mancanza in zona di strutture atte ad ospitare il turismo,
giacciono in un abbandono quasi totale.
Lago di Martignano
Lago di forma ellittica di origine vulcanica sorge tre chilometri ad est dall'abitato
di Anguillara. Ha una superficie di 2,5 km² ed una profondità massima di 54m. Non avendo
alcun insediamento nelle vicinanze mantiene a tutt'oggi, grazie anche alla non facilità
di accesso, un suo fascino selvaggio. La sua tranquillità ne fa un'oasi privilegiata per
gli amanti della natura.
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